PALERMO (4-3-3): Pigliacelli; Mateju, Lucioni, Ceccaroni, Aurelio (Lund); Henderson (Vasic), Stulac (Gomes), Segre; Di Mariano (Insigne), Brunori, Di Francesco (Mancuso). Panchina : Desplanches, Nespola, Lund, Marconi, Nedelcearu, Gomes, Coulibaly, Soleri, Graves, Mancuso, Vasic, Valente. All. Corini
COSENZA (4-2-3-1): Micai; Cimino, Meroni (Sgarbi), Venturi, D’Orazio; Zuccon, Calò; Marras (Canotto), Tutino (Voca), Mazzocchi; Forte. Panchina : Lai, Marson, La Vardera, Rispoli, Fontanarosa, Florenzi, Viviani, Arioli, Praszelik, Crespi, Voca, Canotto. All. : Caserta
ARBITRO: Monaldi di Macerata. Assistenti: Passeri e Costanzo; Quarta uomo: Del Rio; Var: Nasca;Avar: Paterna.
MARCATORI: Canotto 91′
AMMONITI: D’Orazio, Lucioni, Segre, Tutino, Canotto
NOTE: Serata afosa, spettatori 25mila di cui 200 di marca rossoblù. Prima dell’inizio del match osservato un minuto di raccoglimento per la morte dell’ex presidente, Giorgio Napolitano. Recuperi:4′ e 7′
Un copia incolla della prestazione orgogliosa e a tratti sfortunata dello scorso anno, ma con un epilogo dolcissimo. Ciò che il Barbera toglie (Delic) il Barbera restiutisce (0-1). E l’istantanea della serata diventa la faccia felice del cosentino Canotto a festeggiare un gol stellare con tutta la panchina in campo. Il suo Cosenza formato Barbera conquista tre punti di platino al termine di un gara ben giocata contro un Palermo appannato, impreciso, tenuto in vita dal palo e da due super interventi di Pigliacelli. E infine punito dalla perla di Gigi Canotto, al battesimo del gol in rossoblù. E che battesimo! Un giusto premio per un Cosenza sornione e finalmente all’altezza del suo organico.
LE FORMAZIONI Caserta dà seguito all’indizio fornito in conferenza stampa, regalando la titolarità a Cimino (a scapito di uno dei tanti ex, Rispoli). Restano a bordo campo anche Sgarbi (al centro c’è ancora Venturi) e Voca, a cui il tecnico preferisce un trio di trequartisti puri formato da Tutino, Marras e Mazzocchi. Davanti confermato Forte.
Corini, senza Valente, dà un calcio al turnover e propone un 4-3-3 con Brunori terminale offensivi, affiancato dalla doppia D (Di Francesco – Di Mariano).
Atmosfera come di consueto caldissima al “Barbera”, ma i tifosi rossoblù non mancano di farsi sentire. Arbitra Monaldi, alla prima assoluta con il Cosenza
LA CRONACA
PRIMO TEMPO – Cosenza subito poropositivo con l’ex Tutino (fischiatissimo) che si produce in due offensive nei primi 120 secondi: prima un cross da sinistra senza pretese, successiuvamente una conclusione ben più perioclosa dal limite, fuori di poco. Al 4′ è il turno di Zuccon scagliare verso Pigliacelli, sfera alta, ma è un Cosenza old style, che prova a menare le danze. Marras scassa la bandierina, il gioco resta fermo per qualche minuto. Alla ripresa ci prova anche il Palermo, sigli sviluppi di corner: fa buona guardia Micai.
Gara piacevole, come da copione il Palermo spinge ma lascia campo ai rossoblù. All’11, Cosenza ancora ficcante e Pigliacelli deve anticipare di un soffio Forte in volata. Al 13′ Palermo vicinissimo al gol con una girata debole di Di Francesco a tu per tu con Micai che non si spaventa. Si spaventa eccome Pigliacelli quando si vede recapitare la conclusione di forte, da ottima posizione. La risposta del n.1 rosanero è da campione, ma Cosenza presente nel match. Cosenza ficcante ancora a destra, sull’asse Marras Tutino, ma il cross dell’ex rosanero non è raccolto da nessuno degli avanti rossoblù.Allo scoccare del tempo Tutino fa un numero dei suoi e solo un grande ripiegamento difensivo toglie luce al numero 9 rossoblù, comunque ispirato. Al 47′ i rosaneri protestano per un mani in area, ma Monaldi dice di proseguire. A pochi secondi dal fischio che spartisce i due tempi Marras resta a terra, uscirà in barella per poi riprendere il suo posto nels econdo tempo con un vistoso turbante.Finisce così uno 0-0 divertente, con un Cosenza sul pezzo e sempre propositivo, a cui solo uno strepitoso Pigliacelli ha negato il vantaggio.
SECONDO TEMPO – Detto del rientro di Marras in campo, balza all’occhio il cambio di Corini mette mano al suo Palermo inserendo Lund al posto di Aurelio. La prima iniziativa è rossoblù con un tiro dal limite proprio di Marras, sugli sviluppi del primo corner silano della partita. Anche il Palermo fa densità in area bruzia sui tanti cross che spiovono, temibili, sulla lunetta. Ma il pacchetto difensivo ne esce sempre pulito e la sbavature sono davvero poche. Al 51′ altra rogna fisica per Caserta, con Meroni che si accascia. Entra Sgarbi. La partita si innervosisce: Brunori cade e lamenta una gomitata di Marras, Lucioni e Tutino vengono a contatto ma la zuffa viene prontamente disinnescata; poco dopo due rossoblù, D’Orazio e Zuccon, finiscono ancora a terra e l’arbitro interrompe di nuovo il gioco. Al 65′ la gara potrebbe avere una duplice svolta: Tutino perde una palla mortifera, il Palermo riparte ma Brunori fa la grazia a Micai calciando debolmente. Sul cambio di fronte è, però, il Cosenza ad avere la migliore occasione del match con Mazzocchi che beffa mezza difesa sicula ma il suo tiro, imparabile, si infrange sul palo. Corini fiuta il rischio e cambia un centrocampo sotto tono inserendo Gomes e Vasic. Non finiscono le brutte notizie per i medici rossoblù, perchè si fa male pure Zuccon, Viviani al suo posto. Dentro anche Rispoli che rileva un ottimo Cimino. Un minuto e Cosenza ancora vicinissimo al gol: sul centro di Rispoli da destra, Forte si alza e di testa e choama Pigliacelli a un altro grande intervento. Il caldo si sente, il Palermo fatica, il Cosenza vigila. Al 75′ Di Mariano va giù facile su pressing di Tutino, per l’arbitro è pinizione. E’ l’ultima azione di Di Mariano che esce imprecando contro Calò. Batte il nuovo entrato Insigne ma la sua conclusione schizza sulla barriera. Piovono bottigliette e fumogeni a pochi passi da Micai, evidentemente Brescia non ha insegnato a nulla. Si riprende e il tuffo difensivo di D’Orazio dell’80’ su cross teso da sinistra vale più di un gol. Intanto Corini butta dentro anche Mancuso. Marras cestina un’ ottima ripartenza, Insigne jr imita il fratello (con qualche brivido in più rispetto a qualche minuto prima) e Caserta toglie uno stoico Marras (quanta generosità!) e Tutino, inserendo Voca e Canotto nel motore di squadra. Non c’è sosta: Mancuso è lanciato davanti a Micai ma ciabatta clamorosamente. Dall’altro lato Mazzocchi fa finta di non vedere il compagno accorrente a destra, la conclusione è troppo fiacca e centrale per super Pigliacelli. La partita viaggia stanca verso il pari ma si spacca proprio al minuto 91: discesa di Canotto sulla sinistra, qualche passo e conclusione a giro che si incornicia alle spalle di Pigliacelli: clamoroso al Barbera, è 1-0 Cosenza. Il gol annullato lo scorso anno a Delic al 91′ è vendicato!
Si infuria il Palermo e così la sua gente, ma la resistenza rossoblù è da copertina. A parte un tiro molle di Lucioni, null’altro acacde. Successo storico e stoico per i rossoblù, che ora possono guardare con la meritata serenità al futuro.
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