Ex tirocinanti ministeriali calabresi: l’approvazione di uno degli emendamenti 19.12 e 19.13, posti su questo decreto, ci consentirebbe una seconda occasione
Dopo aver prestato servizio per anni presso le sedi periferiche dei Ministeri della Cultura e della Giustizia, senza diritti, contributi e senza avere un contratto, 266 persone sono state escluse ingiustamente in seguito al concorso per 1956 tirocinanti che avrebbe dovuto, invece, condurre alla contrattualizzazione per 18 mesi a 18 ore settimanali, permettendo così di sperare in una futura e meritata stabilizzazione.

Siamo reduci da un lungo percorso di politiche attive, iniziato nel 2016 con il bando regionale che ci aveva consentito di fare il tirocinio, finalizzato all’inserimento lavorativo di persone con ISEE basso e percettori di mobilità in deroga e, invece, ci ritroviamo a distanza di anni nuovamente al punto di partenza. Abbiamo sopperito alle carenze di personale, facendo sacrifici per lunghi periodi di tempo, con la prospettiva che un giorno fossero ripagati, ottenendo un contratto che potesse risollevare economicamente la nostra situazione e quella delle nostre famiglie.
Il concorso ha dimostrato numerose criticità: oltre al breve preavviso della data d’esame, si è dimostrato essere completamente scollegato rispetto alle mansioni svolte e alle competenze acquisite durante il tirocinio, e, inoltre, non è stato fornito un testo sul quale studiare. Pertanto, non sono state garantite le condizioni necessarie affinché l’impegno e lo studio potessero essere sufficienti al superamento della selezione. In particolare, la prova scritta, sostenuta il 26 luglio 2022 dai noi tirocinanti MiC per i profili di area III F1 e area II F2 si è basata su 20 quesiti, di cui 10 di cultura generale, senza prevedere, neanche per questi ultimi, un database di domande fondamentale per lo studio, trattandosi di argomenti eccessivamente vasti e riguardanti innumerevoli campi. In particolare, la suddetta prova ha determinato l’esclusione di ben 240 candidati sul totale dei 463 presenti al concorso.
Si tratta di ben 266 famiglie rimaste senza nessun sostegno economico da dicembre 2021 e ci troviamo tuttora in preda alla disperazione non riuscendo a far fronte alle spese di ogni giorno. Data la palese ingiustizia subita è stato richiesto più volte supporto alla politica, tuttavia gli interventi intrapresi finora non hanno condotto a nessun risultato. Gli emendamenti presentati su diversi DL a tema lavoro e pubblica amministrazione sono stati sempre bocciati o dichiarati inammissibili.
Una ulteriore possibilità di risolvere la situazione è costituita dai possibili provvedimenti legati al Decreto Sud (decreto-legge 19 settembre 2023, n. 124, recante disposizioni urgenti in materia di politiche di coesione, per il rilancio dell’economia nelle aree del Mezzogiorno del Paese, nonché in materia di immigrazione, atto Camera 1416), approvato dal Consiglio dei Ministri e pubblicato in Gazzetta Ufficiale, che attualmente è in corso di esame alla Camera.
L’approvazione di uno degli emendamenti 19.12 e 19.13, posti su questo decreto, consentirebbe di concedere a noi ex tirocinanti ministeriali calabresi una seconda occasione, poiché permetterebbe di stanziare le risorse necessarie alla creazione di un nuovo bando. Chiediamo supporto alla politica affinché si arrivi ad una soluzione. Si fa appello a tutte le forze politiche calabresi, in particolar modo a quelle di maggioranza – Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia – e a tutti i parlamentari, in modo tale da arrivare all’approvazione degli emendamenti. Ci auguriamo che questa volta i nostri appelli trovino accoglimento, in modo tale da porre fine a questa incresciosa vicenda.
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