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Cosenza piccolo nel tempio di “Marassi”: la Samp e Borini si rilanciano (2-0)

SAMPDORIA – COSENZA 2-0

PANCHINA Ravaglia, Giordano, Askildsen, Vieira, Buyla,  Porzi, Yepes,  Panada,  Kasami, Pedrola, Delle Monache, La Gumina.

COSENZA (4-2-3-1)  Micai;  Rispoli (Crespi), Meroni,  Venturi,  D’Orazio (Fontanarosa);  Praszelik (Viviani), Calò; Marras (Canotto), Tutino, Mazzocchi (Florenzi);  Forte. All: Caserta

Panchina: Marson, Martino, Sgarbi,  Fontanarosa, Barone, Viviani, Voca, Zuccon, Canotto, Arioli, Florenzi, Crespi.

ARBITRO Colombo della sezione di Como. ASSISTENTI Vivenzi della sezione di Brescia e Cipressa della sezione di Lecce. IV UFFICIALE DI GARA Ubaldi della sezione di Roma. VAR Nasca della sezione di Bari. AVAR Miele della sezione di Nola.p

NOTE: giornata variabile ma gradevole, spettatori oltre 20 mila con 1200 tifosi rossoblù al seguito. Recuperi: 3′ e 7′

AMMONITI: Marras, D’Orazio , Depaoli, Viera, Verre, Praszelik, Florenzi, Viviani.

MARCATORI: 61′ e 81’Borini

Il Cosenza rianima la Samp, perdendo a Genova punti preziosi per proseguire nel suo filotto positivo (2-0). Aveva sempre perso in casa la squadra di Pirlo, non segnava da 400 minuti Borini, autore di una doppietta. Evidentemente la cura Cosenza funziona, ma al contrario. Al di là del risultato è l’atteggiamento corale a non aver convinto. Un primo tempo attendista, con un solo spunto targato Tutino e una sterilità protrattasi in parte anche dopo aver incassato l’ineritabile rigore poi tarsformato da Borini all’ora di gioco. Vero, ha ballato ancora la traversa su tentativo di Tutino, così come aveva vibrato ancora sul furbo affondo di Borini al tramonto della prima frazione. Ma la giornata no di troppi giocatori ha, alla fine dei quasi 100 minuti di gioco, presentato il conto a Caserta e al Cosenza, che torna un pò più “piccolo” dal tempio di Marassi.Un incidente di percorso, è questo l’augurio. Una partita che per molti versi è parente a quella altrettanto sfocata di Brescia. Solo riacquistando la brillantezza mostrata per larghibtratti di questo campionato, l’undici rossoblù potrà tornare a rompere le scatole all’intera serie B.

LE FORMAZIONI

Fabio Caserta, senza i “canterani” Cimino,La Vardera e Zilli, si affida inizialmente all’amato ex Rispoli a destra, alla verve di Praszelik nella cerniera centrakle del campo di fianco a Calò, e alla disarmante affidabilità di Simone Mazzocchi sul fronte offensivo di sinistra  A bordo campo restano Martino, Voca, Zuccon e Florenzi , usciti “sconfitti” dai relativi ballottaggi.

Sampdoria priva di Stojanovic, Ferrari, Benedetti e Murru,ma con Pedrola,tra le poche note liete dell’avvio blucerchiato, a mezzo servizio e dirottato in panca. Per un Pirlo traballante la solita necessità di mischiare le carte in tavola. E così l’ex tecnico bianconero apparecchia una Samp votata al 4-3-1-2 con Verre a cucire gioco per Borini ed Esposito. Mancato amarcord in porta per l’ex rossoblù Ravaglia, gioca Stankovic jr.

Spettacolo puro dai 1200 tifosi rossoblù assiepati di fianco alla gradinata blucerchiata: bandiere e vessilli ai loro soliti posti come testimoniato dalla foto di Guido De Marco. E vai di sfottò, in nome del solidissimo gemellaggio con il Grifone genoano. La Samp commemora, con apposito stemma, i 30 anni dalla morte del presidente dello scudetto targato 1991, Paolo Mantovani. In giacca e cravatta Pirlo, solita tenuta sportiva per mister Caserta.

LA CRONACA 

In un Ferraris infuocato, come da previsione, la prima conclusione arriva dopo 3 minuti ed è di Barreca: palla abbondantemente alta. Replica Calò da lontano al 7′ ma senza impensierire Stankovic. Più Samp che Cosenza, almeno dal punto di vista dei corner: 3-0 nei primi 13 minuti. Sull’ultimo di questi, però, ripartenza fulminante di Marras che a limite d’aria scarica su Tutino: troppo centrale la conclusione dello scugnizzo. Adotta l’arma della calma il Cosenza, fatta di giropalla spesso all’indietro e in orizzontale, in attesa della stoccata, al cospetto din una Samp visibilmente nervosa, che sbaglia tanto in appoggio e viene beccata dai 20mila di Marassi. Samp che però si scuote al 23′ quando il piccolo ma scattante Viera riceve la sfera e dopo un rimpallo vinto scarica verso Micai, che para a terra. Cercano l’episodio i blucerchiati: al 25′ punizione dal limite per un tocco di mano rossoblù, palla a Esposito che stavolta non fa male, conclusione alta. Al 35′ altro squillo Samp, con Borini che difende palla in area da Praszelike e Calò, si accentra e gira verso Micai che si fa trovare attento. prova a salire di giri la squadra di casa che a tempo scadutoi per poco non la mette dentro rocambolescamente con una punizione battuta senza che nessuno del Cosenza offra adeguata pressione: per fortuna dei rossoblù la giravolta di Borini si stampa sulla traversa. Finisce così un primo tempo affatto entusiasmante, con un Cosenza abbastanza solido ma anche distratto e, soprattutto, sterile.

Nessun cambio al rientro sul terreno di gioco. La prima emozione è rossoblù al minuto 49: punizone di Calò da destra, testa di Forte e Stankovic dice no, lupi vicini al vantaggio. Non cambia il copione, Samp a tratti piuù veemente e rossoblù più “ragionieri”, ma con istinti da ripartenza. Ci rirpova Forte, in avvitamento, stavolta la palla plana fuori specchio. Dall’altro lato altta mega dormita rossoblù e la Samp va tre volte al tiro nella stessa azione, trovando però maglie rossoblù (58′). Sull’azione successiva arriva il rigore per la Samp, con Verre che ne salta due con una fionta e si fa stendere da Marras. L’episodio che i liguri cercavano è bello che servito da un Cosenza svagato e in vena di regali. Batte Borini e Micai spiazzato: 1-0. Borini non segnava, pensate, da 401 minuti!

La reazione rossoblù c’è  e si concretizza al 64′ con lo stacco di testa di Tutino su cross di Rispoli: la palla finisce ancora una volta sulla traversa. Una maledizione dei legni colpiti da Tutino. Sul fronte panchina, Caserta decida finalmente di cambiare: fuori un Marrasa per una volta sotto la sufficienza e Praszelik (anche lui non bene): dentro Canotto e Viviani. Ugheggia il tifo rossoblù sotto la spinta di D’Orazio e compagni. E’ proprio il laterale abruzzese al 70′ fa sfilare a lato una insidiosa conclusione. La Samp prova a gestire , ma è palpabile il nervosismo di chis a di guiocarsi tanto, e così anche Pirlo, ammonito, finisce nella scure del signor Colombo di Como. Al 78′ entrano Florenzi (out Mazzocchi, spento) e Fontanarosa (fuori D’Orazio).

Tanto sterile possesso palla per i silani, condito dai soliti strafalcioni davanti a Micai, e sull’angolo conseguente all’ennesimo regalo, Borini ringrazia e passa all’incasso con un destro imparabile a seguito di batti e ribatti. Game over. Resiste, al 90′, l’amore inscalfibile del tifo rossoblù nel tempio di Marassi.

 

 

 

 

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