PARMA – COSENZA 1-1
PARMA (4-2-3-1) Chichizola; Balogh, Osorio, Di Chiara (Del Prato), Cyprien, Coulibaly, Hernani, Man (Charpentier), Mihaila (Bonny), Benedyczak, Partipilo (Camara,Circati). ALL: Pecchia PANCHINA : Turk, Corvi, Zagaritis, Begic, Bonny, Del Prato, Colak, Valenti, Hainaut, Sohm, Charpentier.
COSENZA (4-2-3-1) Micai,Gyamfi (Canotto), Camporese, Venturi, Frabotta, Calò, Praszelik, Marras (Florenzi), Voca (Mazzocchi), Antonucci (Forte), Tutino.ALL: Caserta. PANCHINA Marson, Lai, Occhiuto, D’Orazio, Florenzi, Canotto, Mazzocchi, Crespi, Forte.
ARBITRO Volpi della sezione di Arezzo. ASSISTENTI Raspollini di Livorno e Palermo di Bari. IV UOMO Centi di Terni. VAR Mazzoleni di Bergamo. AVAR Meraviglia di Pistoia.
AMMONITI: Venturi, Balogh, Camara, Antonucci, Benedyczak, Mazzocchi.
ESPULSI: Balogh.
MARCATORI: 2′ Cyprien, 40′ Camporese.
NOTE: Serata piovosa, presenti circa 600 supporters rossoblù. Recuperi 0′ e 5′
Il guizzo che serviva, seppur condito da qualche rimpianto e due pali. Il Cosenza fa la gara in casa della capolista e strappa un punto prezioso (1-1) e che sta perfino stretto. L’inferiorità numerica , maturata dalla capolista Parma nell’ultimo quarto d’ora, non toglie nulla a una prestazione a tratti sontuosa e sempre ordinata dei rossoblù, contro un capolista ingolfata e che sul finire ha rischiato su una palla ciccata da Tutino a porta sgombra: sarebbe stato il giusto premio a una gara tutta carattere. Diciamolo chiaramente: i lupi hanno mostrato ancora una volta di sapersela giocare alla pari contro chiunque, specie quando l’avversario decide di giocare a calcio e lascia il fraseggio nello stretto a Marras e compagni. Una prestazione da play off, rovinata dal gol fulmineo di Cyprien (2′), cui ha fatto il paio il perentorio colpo di testa di Camporese (bentornato). Un ottimo viatico nella settimana più calda dell’anno.
LE FORMAZIONI – Caserta torna al duo centrale Fontanarosa – Venturi (smaltita la squalifica) e regala la prima titolarità ad Antonucci. Tra i trequartista figura Voca e non Florenzi .C’è spazio invece per Jack Calo’ dopo l’incoraggiante ultimo quarto di gara contro la Samp. La scelta si rivelerà azzeccata. Parma senza Estevez (squalificato) e Del Prato (gioca Balogh), ma soprattutto senza Sohm e Bernabè titolari a centrocampo. C’è una maglia da titolare per Cyprien e soprattutto per l’ex Partipilo. E’ amarcord per Gennaro Tutino, doppio ex dell’incontro e che vivrà una gara complicata, non solo in campo.
LA CRONACA – Neanche il tempo delle prime annotazioni che il Parma è già avanti con un gran destro al volo di Cyprien da fuori, Micai non è irresistibile. Al Cosenza il merito di non disunirsi e andare subito vicino al pari: il pallonetto di Tutino, dopo uscita non proprio ortodossa di Chichizola, si spegne fuori . Lupi ancora sul pezzo al 5′, quando lo sgroppata di Marras partorisce un tiro fiacco, con compagni meglio piazzati a centro area. Al 18′ primi lampi di Antonucci, ma la sua giocata viene murata dalla difesa emiliana. Poco dopo è lo stesso neo acquisto, servito da Tutino, a divorarsi la più ghiotta palla gol per fare 1-1 al minuto 20′ .
Dopo lo sbandamento, il Parma riprende la sua pressione, cercando lo strappo in velocità con i suoi trequartisti, Man su tutti. Ma anche il Cosenza ha l’arma Tutino e quando finalmente riesce a innescarlo con palla a terra sono brividi per la difesa ducale, che rischia anche sulla girata da corner di Venturi (35′). Si sentono eccome i 500 e più lupi in tribuna, già in clima derby. E in effetti quella dei rossoblù è una buona, ottima frazione finale di tempo, con la ricerca del fraseggio basso tanto caro a Tutino e compagni. E così il pareggio, meritato, i lupi lo trovano ma per aria, al 40′, col colpo di testa di Camporese su corner di Calò da destra. Rete del pareggio che arriva nella stessa porta dove Tiritello aveva segnato a Buffon l’ultimo gol rossoblù al Tardini. Tardini che per poco non si colora di rossoblù al 43′ quando, su cross tagliato di Frabotta, Tutino anticipa Chichizola di testa e timbra l’ennesimo palo! Un bel Cosenza si congeda così da un primo tempo iniziato come peggio non si poteva, e “riaggiustato” dallo stacco prepotente di Camporese.
La ripresa inizia con Camra per un evanescente Partipilo, con il Parma nemmeno troppo sull’acceleratore, e un Cosenza che quando accarezza palla tra gli spazi concessi porta pericoli. Lo fa su ennesimo calcio piazzato, e stavolta è Calò a centrare il secondo legno di giornata, con la sfera che dispettosa carambola tra due difensori del Parma e si perde incredibilmente sul fondo. Quanta sfortuna piove sul Cosenza!
Adesso sono i lupi a dettare tempi e gioco, e a divorarsi l’ennesimo gol con Tutino, ben servito da uno splendido Frabotta (56′). Pecchia capisce che qualcosa non va e inserisce Bonny e Del Prato. E il Parma risale di tono, chiamando Micai agli straordinari su un’altra staffilata di Cyprien. A quel punto Caserta toglie Voca e inserisce Mazzocchi, cambio tutt’altro che conservativo. E non può esserlo nemmeno l’avvicendamento che vede protagonisti Marras (diffidato, bene toglierlo) e Florenzi. Il Parma è nervoso, i ritmi restano bassi, condizionati dalla pioggia incessante; Tutino e un buon Antonucci provano a tenere alta la linea e a recuperare qualche falletto sempre utile alla causa. Al 70′ , però, si accendono gli animi: Antonucci stuzzica Benedyczak che poi lo stende con fin troppo vigore: giallo per entrambi. Ma il rosso per i locali, chiesto dai rossoblù e che poteva starci, arriva al 73′ quando uno scatenato Florenzi (eccone l’utilità!) costringe Balogh al secondo giallo che significa espulsione. Cosenza in superiorità numerica, proprio come all’andata. E però i lupi iniziano a rischiare, con Man che sfrutta in ripartenza un regalo stile Samp e centra la traversa a Micai battuto. Sarebbe stato troppo, stavolta i pali rendono giustizia ai silani.
Ci crede il Parma, si fa guardingo il Cosenza, che non affonda ma non rischia. Pecchia gioca la carta Charpentier, Caserta addirittura la coppia Forte – Canotto.
E mentre il Tardini se la prende ferocemente con Tutino (siamo sicuri abbia tutta questa voglia di tornare in Emilia?) i 500 rossoblù inzuppati rischiano l’infarto proprio nell’ultimo dei 5 minuti di recupero, quando Canotto innesca Tutino che si incarta sul più bello sotto porta. E’ la fotografia di una stagione, quella rossoblù, dalle mille potenzialità (ancora) inespresse. Ma la reazione tanto desiderata si è vista. Eccome.
Vai al contenuto




