Il punto più alto di una lunga militanza, proprio una manciata di minuti dopo aver toccato il potenziale punto più basso della sua gestione. Un gol all’ultimo minuto, in pieno stile Cosenza, uno di quei gol à la Meroni, che cambiano ancora il verso della storia e spiazzano la piazza, lasciando con le pive nel sacco perfino gli addetti di mercato. Stavolta Eugenio Guarascio l’ha fatta grossa: ha riscattato Gennaro Tutino. Eugenio Guarascio ha estratto dal cilindro un jolly, proprio su quel terreno, la comunicazione, che fino ad ora lo aveva visto sempre in balia del “non detto”, di poche e confuse parole. Generando anni di equivoci e divisioni.
E invece, dopo un esordio all’apparenza balbettante, Guarascio ha dato la notizia che nessuno oramai si aspettava e che fa chiudere il primo tempo del calciomercato rossoblù con il Cosenza in vantaggio. Al secondo tempo, il compito di comprendere cosa vorrà fare da grande il nuovo Cosenza e il suo presidente, riscopertosi comunicatore scafato.
Nella fresca mattinata si erano rincorse voci frenetiche (e fantasiose) su possibili formule di prestito a posteriori. Leoni da tastiera e operatori di mercato avevano allontanato, e parecchio, Gennaro dalla Sua città. Un gran chiacchiericcio, ma nulla in confronto al mezzogiorno di fuoco “cucinato” dalle dichiarazioni di Guarascio, alla notizia che fa cambiare il segno dei commenti social improntati al canonico “Vattene”. Un clamoroso coup de théâtre che, per ora, rimette Tutino al centro del progetto tattico, che rimette Guarascio sulla strada della coerenza dopo le “dichiarazioni del Sigillo”, che fa accogliere con fiducia le parole di Pepep Ursino (“vi dirò solo la verità”, lo attendiamo con affetto al varco ) e restitutisce contorni più nitidi alla fame del figliol Gennaro Del Vecchio. Nulla viene promesso, ma stavolta il non detto di Ursino (“vengo a Cosenza con un sogno,che non dirò”) fa da dolce colonna sonora alle poche, precise, parole di Eugenio Guarascio.
Da Zenga a Bocchetti, da Modesto a Vivarini: scoperchiato il vaso nulla resta dentro, nemmeno il fantacalcio e la sana “pazzia”. E così le dichiarazioni di Ursino tengono alta la temperatura della piazza: “Non vogliamo mezzi allenatori o mezzi giocatori, parleremo dopo aver fatto la squadra”. Dal colpo di teatro è già passato un pò, ma a Cosenza non si parla d’altro. E se non altro il merito del Sigillo odierno è stato quello di accendere l’estate del popolo rossoblù, mettendo in testa al progetto un garante da 20 gol a stagione. Se sarà Guarashow o Tutinolandia lo dirà solo il tempo, adesso il Cosenza chiede solo pazienza (sull’allenatore in primis) fiducia e zero slogan. Cosenza, dal suo canto, reclama e merita coerenza, urlando che non sia solo il buon Del Vecchio l’unico Gennaro a far vibrare il cuore del Lupo. Perchè riscattare per rivendere sarebbe una mossa da comparse.
Dopo il colpo di teatro, si torna a lavoro, ma dietro le quinte. Sipario!
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