Non sono passate neanche 24 ore dalla sua morte che subito gli eredi hanno iniziato a contendersi l’eredità in maniera abbastanza sgradevole. Tutti eccetto uno: Ari Boulogne.

Deceduto un anno prima del padre che non lo ha mai voluto riconoscere. Bastava la somiglianza incredibile a far comprendere che effettivamente fosse suo figlio. I legali della star francese la giustificavano dicendo che si trattava di «Coincidenze morfologiche». Ma c’era anche un altro indizio che lo lasciava intendere: la madre di Delon, Edith Boulogne, decise di adottarlo e di dargli il suo cognome. Forse per riparare a quella tragica negazione. Alain Delon quando ebbe modo di incontrarlo gli disse in maniera brutale: «Non sei mio figlio, non sarai mai mio figlio. Ho dormito con tua madre solo una volta».
Parole che uccisero emotivamente il giovane Ari che si buttò nelle droghe per anestetizzare la brutta depressione che gli venne dal sentirsi rifiutato dal genitore. Per anni aveva portato avanti la sua battaglia per farsi riconoscere, fino a presentare ricorso al tribunale di Orléans. Aveva raccontato la sua vita tormentata in un libro, “
L’amore non dimentica mai “. Dopo la morte della mamma, la rockstar Nico, era iniziato una via vai continuo dagli ospedali pediatrici senza mai trovare pace. Anche stavolta, Ari non sarà presente al tavolo dei Delon, ma forse era meglio così, perché degli eredi, l’illegittimo era il migliore.
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