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Cosenza, che disastro! Il Sudtirol vince in 10 al Marulla, prestazione deludente (0-2)

COSENZA – SUD TIROL

COSENZA (3-4-1-2) 1 Micai; 23 Venturi (Ciervo), 5 Camporese, 17 Caporale; 16 Ricciardi, 6 Charlys (Mauri), 39 Kourfalidis (Mazzocchi), 11 D’Orazio (Rizzo Pinna), 34 Florenzi (Zilli); 32 Strizzolo, 10 Fumagalli. IN PANCHINA 22 Vettorel, 55 Hristov, 55 Hristov, 15 Dalle Mura, 2 Cimino, 19 Ciervo, 24 Mauri, 28 Kouan, 20 Rizzo Pinna, 9 Sankoh, 21 Zilli, 30 Mazzocchi ALLENATORE Alvini.

 

SÜDTIROL (3-4-2-1) 1 Poluzzi; 28 Kofler, 23 Ceppitelli, 30 Giorgini; 79 Molina, 4 Arrigoni, 27 Kurtic, 7 Rover; 21 Tait, 17 Casiraghi (Praszelik); 90 Odogwu (Merkaj). IN PANCHINA 12 Drago, 22 Tschoell, 2 El Kaouakibi, 6 Martini, 14 F. Davi, 15 Rottensteiner, 99 Praszelik, 33 Merkaj, 9 Crespi, 68 Vimercati, 19 Pietrangeli, 11 Zedadka. ALLENATORE Valente

ARBITRO Daniele Perenzoni della sezione di Rovereto. ASSISTENTI Alessandro Lo Cicero della sezione di Brescia e Tiziana Trasciatti della sezione di Foligno. IV UFFICIALE DI GARA Gabriele Totaro della sezione di Lecce. VAR Francesco Fourneau della sezione di Roma 1. ASSISTENTE VAR Orlando Pagnotta della sezione di Nocera Inferiore.

NOTE: giornata soleggiata, prima dell’incontro osservato un minuto di raccoglimento per la morte del presidente della Federgolf. Recuperi: 1′ e

Nella pausa tra i due tempi espulso il Direttore generale del Cosenza, Gennaro Del Vecchio e il collaboratore tecnico del Sudtirol, Danilo Chiodi, per proteste.

MARCATORI: 7′ Rover, 75′ Zedadka.

ESPLUSI: Kurtic al 47′ ,

AMMONITI: Venturi, Giorgini, Charlys

Sconfitta disastrosa per il Cosenza che cede le armi (0-2) a un Sud Tirol molto ben organizzato, capace di indirizzare la gara sui propri binari con il gol di Rover dopo 7 minuti (gentile omaggio della difesa rossoblu) e di resistere senza troppo affanni al forcing nemmeno troppo convinto del rossoblù, rimasti in superiorità numerica sul finire del primo tempo (sciocchezza di Kurtic).  Il bel gol del neoentrato Zedadka ha messo la ciliegina sulla torta altoatesina, blindando la panchina di Valente. A creare ulteriore confusione il blackout our del Var che ha portato a un inizio posticipato di ambo i tempi.Ma questa è un’altra storia e non sposta di un centimetro meriti e responsabilità.

Un Cosenza che, alla fine dei conti, ha pagato caro la giornata negativa di alcuni dei suoi interpreti principali (da D’Orazio a Charlys) e forse qualche rotazione di troppo nell’unidci iniziale. Ai rososblù ora non resta che confidare nella sosta e..nell’11 ottobre.

LE FORMAZIONI – Nessun assillo dall’infermeria per Massimiliano Alvini che schiera il suo 3-4-2-1 con difesa invariata e la novità Strizzolo- Fumagalli in rampa offensiva. In mezzo al campo c’è Kourfalisids a schermare e cucire gioco accanto a Charlys e Florenzi, quest’ultimo con licenza di offendere e inserirsi.Panchina anche per il fresco ex Ciervo (confermato Ricciardi). Capitan D’Orazio si riappropria della fascia sinistra.

Valente, che si gioca la panchina, fa di necessità virtù scherzando Rover e il recuperato Molina ai lati di un centrocampo formato da Kurtic e Arrigoni. A Odogwu Casiraghi e Tait le credenziali del gioco offensivo degli altoatesini.

LA CRONACA – Si inizia con 6′ di ritardo (causa Var), e con un Cosenza spavaldo che va al tiro dal limite con Ricciardi, ci mette una pezza Poluzzi. Ma è il Sudtirol a sbloccarla al 7′ con una discesa incontrastata di Rover in mezzo alla difesa di burro rossoblù, è  0-1.

Ad addolcire l’atmosfera gli applausi per Deblnis al minuto 8. Il gol muta inevitabilmente i connotati della gara, con gli ospiti a congelare gioco e possesso e Cosenza improvvisamente senza sbocchi.

Il primo segno di riscossa arriva al minuto 16 con la conclusione in corsa di Kourfalidis su sponda area di Ricciardi, sfera alta.

Al 19 Sudtirol vicino al raddoppio con la solita punizione maligna di Casiraghi, sfera a lato di poco. Tre minuti dopo il Cosenza dialoga basso e bussa alla porta di Poluzzi con un tirocross di Florenzi.

Al 28′ ospiti ancora a un passo dal raddoppio ma è  Micai a dire no a un Odogu capace di scombinato a più riprese i radar difensivi rossoblu.

Col passare dei minuti aumenta di tono la prestazione degli ospiti, capaci di tenere bene i fili del centrocampo , spegnendo gli ardori rossoblù sul nascere.

Al 32′ però i lupi potrebbero pareggiare con una punizione dal limite fischiato dopo slalom travolgente di Kourfalidis: D’Orazio però non ne approfitta e manda alto.

Prima dell’intervallo c’è  un avvitamento di testa du Strizzolo su centro da sinistra di Caporale, palla a lato e trw tentativi a firma Caporale, D’Orazio e soprattutto Strizzolo.

E poi, a recupero scaduto, il clamoroso rosso a Kurtic per qualche parolina di troppo all’arbitro.

Un Cosenza lento e senza la proverbiale verve, ma con l’uomo in piu’, lascia il campo del Marulla per l’intervallo.

Al rientro nessun cambio rossoblù mentre c’è l’ex Praszelik negli ospiti (out Casiraghi), ma soprattutto c’é ancora il Var a far le bizze.

Dopo un lungo conciliabolo tra terna arbitrale, tecnici Sala Var e Società, si decide di proseguire anche a monitor guasto e senza audio.Dunque senza l’ausilio del Var.

Si riprende allle 16.31 e subito Poluzzi rischia di farla grossa pasticciando su un tiro cross di Caporale che non trattiene, ma il palo salva il pipelet bolzanino.

Al 51′ bella palla di Fumagalli da calcio da fermo per Charlys che si conferma in giornata no sparando sull’esterno rete anziché servire in mezzo. Al 57’altro avvitamento di Strizzolo, palla ancora alta.

Un minuto dopo Alvini alza il baricentro della squadra mettendo dentro Mazzocchi e Ciervo per Kourfalidis e Venturi, ma ai rossoblu continua a mancare la qualità sotto porta un Charlys in condizione. E un Fumagalli isolato dal gioco per larghi tratti.

Al 68′ Strizzolo conferma quanto detto sopra sparando alto di testa una palla da buttare in rete. Alvini rinodula ancora il suo 11, entrano Rizzo Pinna e Mauri per uno stremato D’Orazio e Charlys.

Pochi giri di lancette, e il Sudtirol la chiude al 74′ con una prodezza a giro di Zedadka.

Si spegne la luce, restano gli interrogativi di una giornata da dimenticare.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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