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Serra Pedace di Casali del Manco grande successo per la Sagra della castagna

Serra Pedace di Casali del Manco, grande successo per la “Sagra della castagna”

Di Anna Maria Ventura

Serra Pedace è uno dei borghi di Casali del Manco, nella provincia cosentina. È un “Paese” fatto di borghi, Casali del Manco. Alcuni più grandi, altri piccoli, come presepi sparsi nella natura suggestiva e ricca di fascino della Presila.

Tutti con la loro storia di bellezza antica, che affonda nel Medioevo le origini. La storia parla di antichi Casali, sorti al tempo dell’occupazione saracena della seconda metà del X secolo, quando gran parte della popolazione di Cosenza, dai Saraceni saccheggiata e messa a fuoco, cercò rifugio nelle campagne.

Scongiurato il pericolo delle invasioni turche e iniziata la ricostruzione di Cosenza, non vi fu il riflusso verso la città e i Casali rimasero, dando vita ad una storia autoctona e a tradizioni secolari, che non si sono perdute, anzi sono diventate stili e valori di vita. E proprio le tradizioni antiche fregiano di bellezza e dignità i volti di donne e uomini, che sembrano provenire da remote lontananze, eppure vivono nel presente e con grande consapevolezza abitano questi territori.

I Borghi Casalini rappresentano autentici ‘forzieri’ di radicate tradizioni popolari che conservano intatto il loro antico fascino e rappresentano un elemento identitario di particolare valore.

La sfida che gli amministratori locali devono vincere è quella di realizzare un progetto identitario di comunità, nel quale fare emergere un’identità comune di bellezza, storia, saperi e religiosità, pur nel rispetto e nella salvaguardia delle identità culturali caratteristiche di ogni borgo o casale.

L’idea su cui fondare un progetto identitario di comunità non fa esclusivamente capo alle permanenze fisiche, ma incorpora valori di memoria, tradizioni locali, forme anche simboliche di appropriazione del territorio e i modelli sociali collettivi che le sottendono. In definitiva le diverse modalità secondo le quali gli abitanti vivono i luoghi.

In questa ottica si sta muovendo l’amministrazione comunale di Casali del Manco, guidata dalla Sindaca Francesca Pisani. Sono tante le iniziative portate avanti, che nel solco della tradizione, mirano ad un progetto identitario, nel quale far confluire gli elementi comuni della storia, delle memorie, della cultura, dell’arte, dell’enogastronomia dei tanti borghi casalini.

La “Sagra della castagna” a Serra Pedace è stata una vera e bella festa di comunità. Un’atmosfera gioiosa ha attraversato tutto il borgo.

Una folla festante di persone da ogni Casale si è riversata per le vie, ha riempito la piazza principale del paese, dove, nelle due serate di festa, le orchestre hanno diffuso musiche e canti da un palco imponente, mentre bancarelle con prodotti gastronomici della tradizione locale diffondevano odori e sapori.

Una festa d’altri tempi, come quelle che si svolgevano, fino a non molti anni addietro, nei borghi di Calabria, quando ancora erano popolosi di persone festanti e di bambini felici. E questa di Serra Pedace è una sagra della tradizione, che si rinnova da trentadue anni ed è anche un richiamo per le tante persone che il destino ha portato lontano nel miraggio di una vita migliore.

Ritornare al paese natio è sempre bello ed emozionante, potervi rimanere, quando la festa sarà finita e la musica e le luminarie, dai mille colori, che accendono ricordi e alimentano sogni, saranno spente, è il desiderio di molti. Cosa fare per rendere possibile quella “restanza”, di cui parla Vito Teti?

Può sembrare un paradosso, ma anche una sagra della castagna può fornire delle risposte, se nel suo svolgersi si inserisce l’occasione del dibattito e della riflessione.

Serra Pedace di Casali del Manco grande successo per la Sagra della castagna
Serra Pedace di Casali del Manco grande successo per la Sagra della castagna

Questo è avvenuto nel pomeriggio del primo giorno della sagra, quando, come da programma, nella Chiesa dell’Immacolata di Serra Pedace, si è tenuto un interessantissimo e partecipato convegno dal titolo “Il castagno e i prodotti locali per lo sviluppo del territorio: sfide e nuove prospettive”.

Al tavolo dei lavori si sono sedute personalità illustri e competenti insieme a rappresentanti delle istituzioni locali e regionali. Moderatore del dibattito è stato l’Assessore comunale di Casali del Manco Michele Rizzuti.

Relatori: l’Assessore comunale di Casali del Manco Gianluca Vincenzo Ferraro, Vincenzo Abbruzzese Presidente Regionale Coldiretti, Antonio Candalise Presidente G. A. L. Sila, Francesco Lo Giudice giornalista, Tania Frisone Presidente AIParC Cosenza, Pina Falcone Presidente Associazione Elettra, Giovanni Perri Agronomo, Francesca Pisani Sindaca Casali del Manco, Pasqualina Straface Consigliera regione Calabria, Gianluca Gallo, Assessore all’agricoltura regione Calabria. Appassionati e coinvolgenti gli interventi di tutti i relatori, nei loro diversi ruoli e competenze.

Protagonista la castagna e la sua coltivazione nei territori della fascia presilana. Dagli interventi e dal dibattito che ne è scaturito sono emerse approfondite considerazioni, che si possono riassumere come segue.

Il massiccio esodo dalle montagne e colline da parte dell’uomo, ha portato all’abbandono di tanti, tantissimi castagneti e di tutto il loro patrimonio genetico, un danno incalcolabile sotto tanti punti di vista.

E ancora: i castagneti recuperati dopo il lungo abbandono e i pochi mai abbandonati non riescono neanche a produrre quanto richiesto dal consumo interno, pertanto la filiera è fortemente manchevole di materia prima.

Ma vi sono da annoverare altre problematiche non assolutamente secondarie tra cui: la frammentazione dei castagneti, la loro avanzata età plurisecolare, la presenza di sole persone anziane che li accudiscano, la limitata professionalità e imprenditorialità degli addetti, e ancora!

Quando le nostre colline e medie montagne brulicavano di esseri umani e animali domestici il castagneto era tenuto in grande considerazione, un po’ come i campi di grano in pianura e per questo il castagno veniva chiamato “Albero del Pane”.

Allora bastavano quelle conoscenze. Oggi non è più così. Il castagneto deve essere accudito in modo più razionale sia esso tradizionale che realizzato in chiave moderna. Necessita dotare i castanicoltori di conoscenze tecniche appropriate. E allora dobbiamo operare nella formazione di nuove generazioni di giovani castanicoltori specializzati, se vogliamo riportare la nostra castanicoltura ad essere competitiva con il resto del mondo.

Bisogna inoltre oggi riaffermare una maggiore consapevolezza del valore paesaggistico, culturale ed identitario che la coltivazione del castagno reca con sé. Bisogna prendere coscienza della multifunzionalità del castagno: non solo risorsa economica ed alimentare, ma specie fortemente caratterizzante il paesaggio rurale, quindi risorsa attrattiva per il turismo.

Il convegno ha rappresentato un viaggio completo attraverso la tradizione, la cultura e l’economia legate a questo prezioso frutto della terra, simbolo dell’autunno calabrese e valore identitario dei territori di Casali del Manco. La sagra, quindi, come forte momento di riflessione sulle grandi potenzialità che offre questo meraviglioso territorio e, al contempo, una bella festa in cui gli abitanti di tutti i Casali si sono identificati nel segno del tradizionale frutto piccolo e lucido, dal caldo colore della terra di Calabria.

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