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Mozart Vs Beethoven: domani, 1° dicembre, imperdibile appuntamento al Rendano di Cosenza

Nuovo imperdibile appuntamento della stagione concertistica, “I grandi concerti del Rendano”, domani, domenica 1° dicembre, alle ore 18,30 nel teatro di tradizione cosentino. Titolo del concerto è “Mozart Vs Beethoven” che propone alcune delle pagine musicali più significative del repertorio classico di fine ‘700, inizi dell’800: il Concerto n.2 per flauto e orchestra di Wolfgang Amadeus Mozart e la Sinfonia n.7 di Ludwig Van Beethoven. L’Orchestra Sinfonica Brutia sarà diretta, per l’occasione, da Nicola Samale, nome storico e di spicco della direzione d’orchestra italiana ed internazionale. Ad illustrare al meglio il concerto di domenica 1° dicembre è il direttore artistico dell’Orchestra Sinfonica Brutia, Francesco Perri.

Mozart vs Beethoven

“E’ un concerto – sottolinea Perri – che mette in evidenza un repertorio del classicismo viennese tra i più interessanti. Mozart e Beethoven di fatto rappresentano due eccellenze della musica mondiale di tutti i tempi. La scelta del concerto n.2 per flauto e orchestra di Mozart, che, come tutti sappiamo, è una rielaborazione del precedente concerto di Mozart per oboe e orchestra in re maggiore, nasce dalla collaborazione con l’Associazione flautisti calabresi, una collaborazione nuova cui l’OSB ha voluto dar corso. L’idea – spiega ancora Perri – è quella di allargare le collaborazioni con altre associazioni di musica similari, perché con l’unione si fa la forza e, in questo caso, ad offrire la sua cooperazione è il solista Paolo Taballione, grandissimo flautista riconosciuto a livello internazionale. Dopo di che – è ancora Francesco Perri ad evidenziarlo – avremo la settima sinfonia di Beethoven che è stata definita da Wagner come l’apoteosi della danza”. Perri non esita a definirla una grande sinfonia, spiegando che quando la scelse nella programmazione, lo fece, perché “oltre a piacermi di più, è un inno alla serenità nel quale l’Orchestra, soprattutto sul quarto movimento, coglie questo ritmo ostinato, continuo e incalzante (Beethoven era quasi alla completa sordità) che è forse anche frutto di una sorta di  ossessività. E’ come se il compositore avesse messo in movimento tutta una serie di situazioni, di natura quasi psicanalitica. E’ comunque una sinfonia veramente bella, melodica nel tempo lento e funziona molto bene”. Nel ricordare la direzione dell’OSB affidata a Nicola Samale, storico direttore d’orchestra, Francesco Perri va indietro nel tempo, a quasi 30 anni fa, quando Samale venne a Cosenza per dirigere al Rendano un “Don Carlo” di Verdi. “L’ho scelto – rimarca Perri – perché, oltre ad essere una persona di una disponibilità infinita, di fatto rappresenta oggi, ad 83 anni, la storia della direzione d’orchestra in Italia. Tutti, chi più chi meno, della nuova generazione, gli siamo in qualche modo debitori per aver studiato tutti con lui e con quella straordinaria generazione di direttori di cui facevano parte, insieme a Nicola Samale, anche  Franco Ferrara e Donato Renzetti”. Francesco Perri considera Nicola Samale “un professionista di calibro altissimo, perché oltre ad essere un direttore d’orchestra è un compositore. Un interprete non può essere un grande interprete se non conosce dall’interno la musica, così come un attore non può essere un grande attore se non è anche un poeta o quanto meno se non è mai riuscito a scrivere una poesia. Nicola Samale rappresenta insieme un grande direttore d’orchestra, un grande musicista, ma, soprattutto, un compositore che dirige e legge la musica partendo dalla prospettiva di chi la crea e la fa. E la nostra Orchestra, nei giorni di prova, si è accorta del suo grande valore e io spero di poterlo riavere anche nel 2025 per altri progetti, perché è veramente un valore aggiunto”.

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