Il calcio è meraviglioso. A Pisa ieri al goal del pari di Fumagalli l’urlo della curva è stato liberatorio. E c’è chi è scoppiato a piangere per la grande tensione di una partita che ha regalato emozioni a non finire. Andare sotto di due goal e subire un rigore, calciato per fortuna alla Fantozzi, poi pareggiare in quel modo è tanta roba.

Il Cosenza è vivo, la squadra di Alvini ha dimostrato ,ancora una volta, che è in grado di andare su ogni campo e giocare a calcio. La squadra è corta, compatta e la corsa è quella giusta. Chi entra dalla panchina (in questo caso vedi Fumagalli) riesce a far cambiare marcia ad un Cosenza che non molla un centimetro, lotta pallone su pallone, un Cosenza che sgomma, sbuffa, barcolla, ma non molla. Resta in piedi con quegli uomini che il mister guida dalla panchina guida come un maestro d’orchestra.
Spettacolare la fotografia di Alvini che prende il pallone al volo con le mani e lo rimette in gioco per non perdere tempo, lo stesso Alvini che predica calma sull’2-1 e poi ancora Alvini che al goal del pareggio, sgomma, cade e non riesce ad andare sotto la curva. Ed eccolo Micai che gli va incontro e lo abbraccia. Tutti sotto quella curva, tutti a festeggiare un pareggio favoloso voluto con grande voglia, determinazione e tanto coraggio. E’ vero, non ci sono quei 4 punti, ma tanti altri ne stiamo facendo.
La classifica è corta. Per la prima volta c’è la grande occasione da quest’anno di avviare un progetto vincente anche in virtù al numero di calciatori di proprietà di una società che cerca di restare sul pezzo. Guarascio ha pescato bene. Con il duo Alvini- Delvecchio si può cercare finalmente di programmare un futuro migliore. Serve la costanza, il coraggio e soprattutto la conferma dei due, ma non domani. Già ieri.
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