La recente introduzione dell’articolo 14 della Legge Regionale n. 36 del 2024, che vieta la realizzazione di impianti di produzione energetica alimentati da biomasse nei parchi nazionali e regionali con una potenza superiore a 10 MW termici, ha scatenato un acceso dibattito. Oltre a imporre il depotenziamento degli impianti esistenti entro sei mesi, la norma sembra ignorare le esigenze occupazionali della regione.

In una regione come la Calabria, da sempre caratterizzata da un tasso di disoccupazione elevato e una persistente difficoltà nel creare posti di lavoro stabili, la riduzione della Centrale del Mercure rischia di aggravare ulteriormente la situazione. Il settore delle energie rinnovabili, compreso quello delle biomasse, rappresenta una delle poche opportunità di sviluppo industriale e di crescita per molte aree rurali, dove la mancanza di alternative lavorative è un problema cronico. Molte imprese locali e decine di famiglie dipendono direttamente o indirettamente da questo impianto per la propria sopravvivenza.
L’assenza di un confronto preventivo con le istituzioni locali e le organizzazioni sindacali ha aggravato il clima di incertezza, lasciando i lavoratori e i datori di lavoro in una condizione di smarrimento. La legge è stata introdotta senza un adeguato dialogo con i soggetti interessati, che avrebbero potuto contribuire con proposte per mitigare gli impatti negativi sull’occupazione. Invece, la decisione è stata presa in modo unilaterale, senza considerare le reali necessità e le peculiarità del territorio calabrese.
Oltre alla crisi occupazionale, questa norma rischia di compromettere la transizione verso fonti energetiche più sostenibili. L’impossibilità di sviluppare nuovi impianti a biomassa e la necessità di ridurre la potenza degli impianti esistenti mette in discussione uno degli strumenti per diversificare il mix energetico regionale e affrontare le sfide della crisi climatica.
In risposta, due proposte di legge mirano all’abrogazione dell’articolo 14 della Legge Regionale n. 36 del 2024. Le iniziative una a firma Pd e l’altra dei consiglieri regionali De Nisi, Graziano e Gentile sottolineano l’importanza di un approccio equilibrato, che consideri la crescita economica, la sostenibilità ambientale e la protezione dell’occupazione. È fondamentale che le scelte politiche siano accompagnate da un dialogo costruttivo con tutti gli attori coinvolti, per trovare soluzioni che tutelino l’ambiente senza compromettere le opportunità di lavoro, soprattutto in una regione che lotta da anni contro la disoccupazione.
La Calabria non può permettersi di perdere altro tempo: ogni decisione che riguarda il futuro energetico e occupazionale della regione deve essere presa con il coinvolgimento di tutte le parti interessate, per evitare che l’assenza di un adeguato piano di sviluppo possa trasformarsi in una nuova crisi occupazionale.
Questa vicenda sottolinea ancora una volta come, purtroppo, si stia assistendo a un ripetersi del medesimo approccio nelle decisioni politiche: scelte prese in modo autonomo e unilaterale, senza il necessario confronto con le realtà locali, le istituzioni o le organizzazioni sindacali. Questo metodo non solo mina la fiducia dei cittadini nelle istituzioni, ma rischia anche di compromettere lo sviluppo e il benessere della regione, ignorando le esigenze concrete di chi vive e lavora sul territorio. È fondamentale che, in futuro, la politica calabrese abbandoni questa prassi e adotti un approccio più inclusivo e partecipativo, che ponga al centro il dialogo e il coinvolgimento di tutte le parti interessate, per costruire un futuro di crescita, sostenibilità e occupazione per tutti.
Italia del Meridione evidenzia non solo l’assenza di un confronto democratico, ma anche i rischi legati a dinamiche di giochi politici che sembrano prevalere sulle reali necessità del territorio. Le decisioni non siano influenzate da equilibri politici interni al Consiglio regionale. La Calabria merita scelte lungimiranti, che mettano al centro il benessere dei suoi cittadini e la creazione di opportunità di lavoro.
Italia del Meridione
Circolo di Castrovillari
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