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La scienza umana della grafologia, ancora sconosciuta nell’Italia che le ha dato i natali

D.ssa Carmensita Furlano

Il 14 Maggio 2024 la Commissione Giustizia del Senato ha iniziato la discussione del disegno di legge elaborato dal CESIOG (Centro Studi Italiano Orientamento Grafologico), DDL N. 554, relativo all’Istituzione dell’Ordine e dell’Albo Professionale dei Grafologi con il ripristino del Corso di Laurea e le varie specialistiche annesse. Il Disegno di Legge ha trovato ascolto grazie all’incontro tra la Senatrice Calabrese Tilde Minasi (RC) e la Referente del Cesiog Regione Calabria D.ssa Carmensita Furlano (CS) Grafologo Professionista e Giudiziario.

Carmensita Furlano

La Senatrice Minasi nel comprendere immediatamente quanto l’attività del Grafologo incide su interessi di rilievo costituzionale e su diritti fondamentali della persona, è stata la prima Firmataria del Disegno di Legge COMUNICATO ALLA PRESIDENZA IL 16 FEBBRAIO 2023, la discussione in corso ha avuto anche l’audizione della D.ssa Carmensita Furlano il 3 ottobre 2024, non resta che la discussione finale in aula.

La professione del grafologo, come da sempre sostiene il Cesiog e tutte le Associazioni di Grafologi che concordano con esso, rientra pienamente tra le professioni che incidono su interessi tutelati direttamente dalla Costituzione, pensiamo al diritto della Salute e al diritto di Difesa.

Se è vero che la Grafologia non è conosciuta al grande pubblico proprio in Italia, è altrettanto vero che in Europa (ad eccezione dei paesi Anglosassoni), in America ed in vari paesi si parla di Grafologia, esistono riviste e pubblicazioni, ed il suo utilizzo è dato al 90% in tutti gli ambiti della vita, in Italia al 9/10% solo in ambito giudiziario e peritale, escludendo il criminalistico. In America nelle compagnie di assicurazione statunitensi (Ben-Shakhar, Barr Science, The use of graphology, 2012, 86 – 87), alla fine degli anni ‘80 negli USA viene dichiarata la non legittimità dell’utilizzo del poligrafo – la controversa macchina della verità – anche nella valutazione occupazionale (Employee Polygraph Protection Act, 1988) portando un contributo alla grafologia come valida sostituta. Una ricerca del ’91 condotta da Bruchon, Sweitzer e Ferrieux dimostra che in Europa la Francia usa la grafologia dopo l’intervista, in una percentuale che arriva al 52% dei selezionatori (Psychological Reports, 2009, 105, 3, 1255-1268). Nella stessa ricerca Israele raggiunge il 16%.

La grafologia dimostra di essere uno strumento efficacissimo per lo studio dell’uomo, anche e soprattutto nel tracciare il percorso atto a raggiungere il benessere e l’equilibrio psicofisico, la sua oggettività ed effettiva utilità opera in tanti e svariati campi: dall’orientamento professionale alla gestione delle risorse umane, dal settore giudiziario a quello di rieducazione della motricità grafica all’attitudine agli studi ed accompagnamento, e supporto nel settore clinico (soprattutto prevenzione e andamento dei piani terapeutici delle patologie neurologiche). La Grafologia non è una tecnica, è Scienza Umana e Sperimentale – così indicata dal padre della Grafologia moderna Padre Girolamo Moretti, Coventuale Francescano, con il quale si inaugura la grafologia scientifica nel nostro paese– dotandola di una metodologia scientifica, basata su un metodo razionale ed un iter logico ben definito per l’analisi della scrittura, principi e regole attraverso operazioni decimali, regole della fisica, esperimenti e pratica clinica. La Grafologia nasce in Italia intorno al 1600 grazie ad alcuni medici italiani, Prospero Aldorisio, medico napoletano, nel 1611 scrive: “Anche se si scrivesse con i piedi e con la mano sinistra, ciascuno esprimerebbe un proprio specifico carattere” (Idemgraficum Nuntium), cioè, indipendentemente dal mezzo (arto, o parte del corpo) col quale si esegue la scrittura, sempre se ne avranno caratteri distintivi per ciascun individuo, poiché il comando risiede nel cervello (Legge dell’equivalenza grafo-motoria). Camillo Baldi (1622) di Bologna, scrive su come dalla scrittura si può arrivare al carattere dello scrivente “Trattato come da una lettera missiva si conoscano la natura e la qualità dello scrittore”(C.Baldi). Dal 1800 in poi ufficialmente la Grafologia è studiata da medici, grafologi, fisiologi, in tutto il mondo (Charles Bell, Charles Sherrington, in Russia tra il 1930 ed il 1940 dal fisiologo Beirnstein e tra il 1970 ed il 1990 dal neurofisiologo finlandese Granit, i grafologi padri Klages, Pulver, Saudek, Moretti) applicata all’organizzazione del sistema motorio nell’uomo, in particolare l’ideazione motoria dei movimenti complessi della mano che viene attivata l’area supplementare motoria che risiede davanti alla corteccia motoria. Anche Cesare Lombroso (1835/1909) studia Grafologia nell’ambito della fisiognomica grazie alla scrittura dei criminali prima ancora di diventare il fondatore della Criminologia. E così anche Ottolenghi – padre della Polizia Scientifica – grazie a questo studio crea il metodo grafonomico o segnaletico descrittivo, il famoso “ritratto parlato” Nel 1977 la Grafologia entra nell’Università degli Studi di Urbino come materia di insegnamento (prima come Scuola Superiore di Studi Grafologici, poi come Scuola diretta a fini speciali, poi come Diploma Universitario, poi come Corso di laurea Triennale, fino al 2015, quando il Ministero diretto dall’On. Gelmini ha chiuso il corso di laurea). La Grafologia può essere definita una scienza, in quanto ha i requisiti che, epistemologicamente, consentono di definirla tale, come richiesti da Galileo ad oggi: 1) un oggetto di studio; 2) un processo verificativo condotto attraverso l’esperienza e la dimostrazione; 3) un linguaggio. L’oggetto di studio ben definito della Grafologia è la “scrittura”. Il processo verificativo è concretizzato dall’esperienza e dalla dimostrazione dei risultati. Il linguaggio per la trasmissione della scienza SEMPRE PERFETTIBILE. È quindi corretta l’aspirazione degli specialisti intanto a vedere l’approvazione dell’Albo e dell’Ordine Professionale dei Grafologi, che indica il primo passo straordinariamente importante per poter compiere il secondo, cioè vedere collocata a pieno titolo la Grafologia fra le scienze umane più mature che indagano le dimensioni profonde dell’individuo, distinguendola dalle sue versioni divulgative, grafomantiche-divinatorie e da rotocalco. Si ritiene, pertanto, non più rimandabile la strutturazione ordinistica della professione di grafologo, meritevole dell’istituzione di appositi percorsi di laurea in scienze grafologiche e della iscrizione ad un ordine professionale a cui subordinare il legale esercizio della professione.

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