di Carmensita Furlano
Zuppi … forza e determinazione nel sorriso e nell’abbraccio.

La scrittura del Cardinale Zuppi può essere indicata come SVETTANTE (le lettere sono più grandi del normale soprattutto nella parte superiore, come se stessero sporgendo in alto, hanno una spinta dal basso verso l’alto), in Grafologia questo segno indica un sentimento di pacificazione presente in tutta la personalità (lettere inziali svettanti verso l’alto e di grandi dimensioni) che lo contraddistingue, un segno che mostra una propria peculiarità temperamentale. Nella grafologia di Moretti (Padre della Grafologia Italiana Moderna – francescano conventuale) il temperamento umano è descritto come soggetto a quattro tendenze universali, queste quattro tendenze sono due coppie contrapposte tra di esse: assalto-attesa, resistenza- cessione. Nella scrittura di Zuppi, le tendenze sono abbastanza in equilibrio tra di esse: si riscontrano un’ottima attesa e resistenza che portano verso la riflessione, la costanza e l’indagine approfondita. La cessione e l’assalto sono ben integrate. L’assalto porta una certa iniziativa e la cessione la capacità di saper accogliere le idee del prossimo.

Le lettere maiuscole iniziali sono molto più alte rispetto al corpo delle lettere minori (zona centrale della scrittura – linee colore giallo), sembrano grandi mani aperte, una scrittura morbida, con calibro alto, energica e fluida, personalizzata senza eccessi, sobria ma decisa. Emerge un chiaro idealismo da rendere concreto nell’agire, una personalità estroversa, che ama interagire con gli altri, confrontarsi, solida nell’esprimere i propri pensieri e sentimenti, ma aperto nell’apprendere sempre nuove cose. Zuppi nella dolcezza è determinato, sa studiare i rischi, ha diplomazia e arguzia intellettiva. Il percorso del filo grafico è ondeggiante, l’intero tracciato forma un arco, un abbraccio universale dall’inizio alla fine, la sua scelta Sacerdotale, la fede in Cristo e nella Chiesa, gli Esseri Umani, il Creato, l’insegnamento evangelico è vita, respiro, soffio d’amore che non lascia orfano nessuno, l’abbraccio di quel padre in attesa del figlio – lo lascia libero di decidere, di sbagliare – guarda l’orizzonte e scorgendolo da lontano e gli corre incontro, lo abbraccia e fa festa con lui.
Tagle…. Piccolo tra i piccoli.

La scrittura del Cardinale Tangle può essere indicata come DANZANTE, leggera quasi a spiccare il volo. Osservando il procedere della scrittura essa avanza a raggiera tendente ad arrivare ai confini lontani, un calibro piccolo, una scrittura legata e con gli accessori grafici ben presenti, nella quale ogni lettera si adagia sul campo scrivente come petali di fiore. Il Cardinale Luis non corre verso mete impossibili ma cammina veloce lasciando una impronta ben definita, ha i suoi punti precisi che lo definiscono pronto ad agire con fermezza e carattere e istinto (tagli delle T sopra l’asta, riccio istintuale) consapevole delle cadute e delle zone impervie che possono sperimentarsi (allunghi inferiori non eccedenti), dimostra coerenza sia spirituale che umana (medesimo carattere letterale tra testo e firma). Lascia ampio spazio verso gli altri, un io individuale non vuoto che esprime la capacità di interscambio e allontanamento dell’egocentricità; la gestione degli impulsi a servizio delle funzioni superiori dello scrivente lasciando avanzare il senso critico, il discernimento, la valutazione dell’altro nel senso più positivo e dinamico. Una caratteristica evidente: l’accoglienza sorridente, soprattutto dei più piccoli, non solo bambini ma tutti coloro che rientrano nella definizione di piccoli, ad ampio raggio: “Lasciate che i bambini vengano a me” è riportata nei Vangeli di Marco (10,13-16) e Luca (18,15-17), perché chi è come un bambino è in grado di entrare nel Regno di Dio.
Parolin …. “Tu lo sai Signore che ti Amo”

La scrittura del Cardinale Parolin può essere indicata come NITIDA e SOLENNE: forza intellettiva volitiva e impositiva, nitidezza morale. Il ritmo è armonico, vi è una sorta di stabilità sia nel movimento che nella morfologia letterale, è molto presente l’istintualità come anche il soggettivismo legato alla funzione che rappresenta, si osserva un tracciato controllato, un calibro medio piccolo costante, ordinato nella forma, nella successione delle parole, nell’apposizione degli accessori grafici, nel mantenimento dei margini e dello spazio di interigo, una scrittura schematica, precisa in ogni apposizione di spazio e forma, una scrittura con oscillazione parallela, che indica la capacità del soggetto di mettere in rapporto ciò che sta dentro come esigenza personale, e ciò che sta fuori, come esperienza dinamica, mostra capacità mnemonica, assimilativa, riproduttiva e amministrativa. Appare introversione, mentre la forma espansiva è mostrata con micro-espressioni comunicative: stile comunicativo discreto. Comprensivo delle esigenze e innovazioni provenienti dall’esterno, studioso delle migliori situazioni di adattamento, plasticità e rinnovamento. Capacità di leadership decisionale in generale e nelle specifiche aree di tensione ed anche di conflitto interiore, grande senso di dignità personale che può non essere compresa all’esterno e considerata chiusura, distanza.

Un particolare nella firma del Cardinale, le lettere P maiuscole, formate da un’asola ed un’asta. L’asola è di calibro Sopra Media, ascendente, robusta, mentre l’asta è di calibro sotto media, questa lettera richiama il Pastorale, il segno della dignità e della autorevolezza del compito a cui si è chiamati, la grandezza dell’asola rispetto agli altri corpi grafici indica la fermezza nella guida del gregge e soprattutto la sua difesa dall’attacco degli animali, il Vincastro utilizzato dai pastori.
Pizzaballa ….. “un virgulto dal tronco di Jesse”

La scrittura del Cardinale Pizzaballa – compresa la firma – può essere indicata con il segno di ELEGANTE, una scrittura che consiste in quel procedimento in cui il Disuguale Metodicamente si svolge in modo flessuoso senza esagerazione, senza accentuazione di calibro e senza disuguaglianza di calibro spiccatamente visibile, un rapporto armonico tra le diverse lettere delle parole che compongono lo scritto. In sintesi, mostra alcune qualità: 1°- Spigliatezza; 2°- flessuosità lievemente accennata; 3°- un po’ di accuratezza, ed un accenno di segno Levigata, gusto per il bello e un buon senso delle proporzioni. Indica una persona elegante nei gesti nel portamento, nella forma e nella sostanza soprattutto, persona discreta che cerca tutti i mezzi per non urtare la suscettibilità dell’altro. Tratta gli altri con delicatezza e ha discussione pacata e cortese. È la veste del pensiero e del sentimento. Una scrittura elegante congiunta alla fluidità, alla nettezza delle lettere e alla massima naturalezza. Mostra un buon ritmo di cui segno principe è “fluida” che, come dice il termine, permette alla scrittura di scorrere fluentemente senza arresti particolari. Indica spigliatezza e continuità di pensiero e di azione. Non si può non indicare l’aspetto estetico della scrittura: esso non riguarda soltanto la sensibilità individuale verso ciò che è bello o in armonia, ma riguarda fondamentalmente il rapporto tra ciò che siamo e ciò che vogliamo fare vedere agli altri di noi stessi, la grafologia osserva con attenzione il legame creatosi tra l’espressione esteriore e la costituzione psicofisica, potendo indicare lo stile di vita scelto dallo scrivente. Plasticità dei moti dell’animo, sensibilità, emozioni, immaginazione e pensiero armonicamente organizzate ed in equilibrio tra loro, che permettono grande discernimento al momento e a lunga gittata delle impressioni, delle emozioni, delle intuizioni e dell’immaginazione. Da questi termini si può intuire quale modalità anche creativa trova la sua piena espressione “quando c’è una armonia tra la ricchezza interiore e la bellezza esteriore” (Torbidoni, Zanin – 1978) nell’essere Portatore di Pace. “L’agnello e il lupo insieme staranno .. un fanciullo li guiderà. Ed in quel giorno di nuovo il Signore la mano su lui stenderà. Come vessillo il germoglio di Jesse sui popoli si eleverà.” (Isaia 11).
Péter Erdò … “temperanza e prudenza”

La scrittura del Cardinale Erdò può essere indicata con il segno di INGEGNOSA, dotata di legamenti inconsueti ma armonici tra loro, un moto ingegnoso che semplifica e velocizza la trasmissione del pensiero in azione. Il Cardinale firma con Cognome e Nome richiamando, così, la propria origine e tradizione familiare, il luogo di nascita e di vita, come rappresentazione della propria persona. È caratterizzata dalle maiuscole grandi seguite da un tracciato lineare quasi informe, si possono identificare gli accessori grafici, l’accento sulla vocale “o” del cognome (freccia colore nero), l’accento sulla vocale “e” del nome (freccia colore rosso) e l’elsa sull’asta (taglio della “T” nome Peter – freccia colore azzurro) ascendente, che sono tutti tratti corposi, indicanti un pensiero radicale. Forma grafica minuta, essenziale. Esprime concentrazione, riserbo, connotazioni introversive con il vivere interiormente la realtà esterna, le esperienze ed il mondo. Lo scrivente vive momenti di solitudine e di distacco dall’ambiente per la riflessione e la risoluzione delle problematiche più ardue. Appare molto distaccato nel rapporto io-tu, ma è dovuto al carattere introverso. Affidabilità esecutiva, scrupolosità e fortissimo senso del dovere; senso pratico, senso di responsabilità nelle decisioni, attenzione ed astrazione intensa e veloce, accentuazione della precisione degli automatismi apprenditivi e dell’autoconsapevolezza, si osservi il gesto tensivo verso destra del tratto finale del nome, anche un po’ allungato in segno di difesa di quei doveri per cui si vive.
Besungu … in marcia verso il mondo

La scrittura del Cardinale BESUNGU può indicarsi come ANTIMODELLO, una scrittura molto personalizzata, un misto tra corsivo e script (la personalizzazione massima la si osserva nel cognome), presenta scioltezza di movimento, nella quale giocano insieme i segni della scattante, fluida, legata, si osservano lettere con allineamento pedissequo sul rigo di base, e con sbalzi di livello rispetto al rigo che si manifestano nel corpo della parola alla sua base, tra lettera e lettera e parti della stessa lettera (tipo le a, d, b, m, n). È un segno temperamentale, mostra plasticità cinetica mettendo in luce la capacità di far tesoro dell’esperienza. È una scrittura in marcia, con forte interpretazione personale, esprime consapevolezza del proprio sapere, esperienza, conoscenza, e unicità. Indica una vitalità interiore proporzionalmente intensa e vivace. Appare sia elastica che radicata volendo conseguire risultati assicurando un’attività efficiente. Una scrittura legata, ampliando il range di dati cui ricorre per formulare collegamenti, analogie e confronti, mettere in relazione gli elementi di un problema, integrare nuove informazioni con quelle acquisite, rapportare esperienze trascorse con quelle nuove. La firma si compone di 4 parole, il primo nome, il titolo cardinalizio, il secondo nome, sotto il titolo livello centrale il cognome, che vanta una massima personalizzazione, il cognome rappresenta la Stirpe di provenienza. Una grande Maiuscola con un riccio di avviamento sotto rigo, arzigogoli, stretto tra lettere, conclude con un paraffo ritornante – a gesto unico avvolgente – tra forme curve e angolose alla base, e nella zona superiore curvilineo e maestoso coprente l’intera parola (contorsioni del filo grafico ma in un gesto ben contenuto). Una firma forte, con impatto visivo, un combattivo, esigente con sé stesso e con chi lo circonda, determinato e conservatore.

Tra le varie firme incontrate una in particolare ha attenzionato il mio studio:
Mimmo … amore errante universale

Una firma composta solo da due parole, dove la seconda racconta chi è lo scrivente in modo netto empreciso: coraggio morale e schiettezza, amore per la vita con semplicità, idee da rendere progetti e spiritualità pratica.
La Direzione è ascendente, il mantenimento del rigo è rettilineo, fluido, preciso e scorrevole, poggiato quasi in punta di piedi, al tempo stesso l’andamento è scattante, un soggetto che non si ferma davanti agli ostacoli, riuscendo a trovare la soluzione anche immediata, il suo vivere è agire in prima persona, nella parola “don” in minuscolo è mostrata la consapevolezza dell’essere un collaboratore del Padre nei cieli, nel nome “Mimmo” è racchiuso l’intero cammino della vita compiuta senza chiasso ma con testimonianza vivente, il riccio iniziale che parte dall’alto compie il medesimo movimento del segno di croce, dal quale continua il filo grafico, segno di una appartenenza forte al Signore che dà la Vita ogni giorno, su quel segno con il quale ha reso figli tutti gli esseri umani, con la Croce c’è vita e salvezza da far conoscere almondo. Una scrittura a ghirlanda che indica un carattere molto ricettivo di ciò che gli offre l’ambiente, conciliante, flessibile, molto comprensivo dei cambiamenti, nei cui confronti, non esistono sentimenti di apprensione, spavento o scombussolamento, proprio per la capacità di adattamento. Lo scrivente è persona aperta, espansiva, che ama la condivisione, la conoscenza degli altri e del mondo, molto comunicativa di sguardo, pensiero e gesti, riesce sempre a condividere sia il tempo che gli spazi che gli scambi di idee con gli altri, con grande rispetto e considerazione. Presenta della creatività gioisa che esprime senza troppi fronzoli. Mostra se stesso per come è, presente anche in silenzio, presente con l’ascolto, una presenza che fa rumore. Un “formniveau” di qualità, di originalità, forza di ritmo e di prossimità alle Sorgenti della Vita. “Felicità e grazia mi saranno compagne tutti i giorni della mia vita, e abiterò nella casa del Signore per lunghissimi anni.» salmo 23.
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