Almeno un migliaio gli agricoltori di Confagricoltura Calabria e Cia alla manifestazione voluta da Agrinsieme per contestare le scelte del governo. Appello al presidente della Regione Mario Oliverio affinché aiuti un settore potenzialmente ricco

Ancora una volta il popolo degli agricoltori calabresi è sceso in piazza, protestando contro l’aumento esagerato delle tasse nel settore agroalimentare. È successo a Catanzaro, con un corteo promosso da Agrinsieme e che ha richiamato un migliaio di persone al grido “Non vogliamo morire di Imu”.
Oltre agli agricoltori erano presenti anche imprenditori, operai e amministratori locali, per manifestare ancora una volta il loro profondo disagio: a fronte di un settore produttivo potenzialmente vincente e produttore di ricchezza ci sono tasse che penalizzano troppo chi decide di investire tempo e denaro nell’agricoltura. L’Imu è soltanto l’ultimo balzello che va ad aggiungersi ad altre limitazioni nel settore, come i costi di produzione, la lunga burocrazia, le crisi del mercato che hanno interessato l’olio e il latte.
Alberto Statti, presidente di Agrinsieme ha sottolineato come “l’assenza del presidente non è un buon segnale, non si parte bene. Pensavamo di avere un governo attento alle nostre problematiche.

Non vorrei che la nostra disponibilità venisse fraintesa. Noi non facciamo sconti a nessuno e non abbiamo il tempo per riconoscere scusanti a nessuno.
O sono con noi o non ci sono. L’agricoltura calabrese rappresenta l’unica realtà positiva conosciuta in tutto il mondo. Sono i nostri prodotti a portare alta la bandiera della regione e noi non possiamo essere abbandonati così”.
Una posizione ribadita da Michele Drosi, sindaco di Satriano e che rappresentava l’Anci (l’associazione dei Comuni italiani): “Il presidente della Regione deve fare pesare a Roma la nostra situazione e il Governo deve rimediare a questo grave errore”.
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