Banner Conad

AIParC Cosenza e la Toponomastica al femminile

Di Anna Maria Ventura

«Noi siamo la memoria che abbiamo e la
responsabilità che ci assumiamo. Senza
memoria non esistiamo. Senza responsabilità
forse non meritiamo di esistere.»

(Josè Saramago)

Attraverso la scelta dei nomi delle persone a cui intitoliamo le vie delle nostre città si compie un atto politico: si sceglie chi entrerà a far parte della storia perché degno di essere ricordato per quello che ha fatto e per l’eredità culturale che ha lasciato e chi, invece, si sceglie di ignorare della storia passata. Attraverso la scelta dei nomi, a cui sono intitolate le piazze e le strade, cogliamo quali personaggi ed eventi della storia hanno determinato il nostro presente.

Le vie, solitamente, hanno i nomi di chi ha contribuito alla crescita della collettività di appartenenza e valorizzato il patrimonio identitario. Ricordare e celebrare con denominazioni nelle strade, nei larghi, nelle piazze, i nominativi di personaggi illustri che nel corso della loro vita hanno lasciato una traccia indelebile del loro pensiero, del loro agire, nonché di grande capacità e maestria nelle loro professioni o nelle loro arti, è testimonianza di grande amore e riconoscenza della cittadinanza tutta. Le nuove generazioni potranno, così, avere degli esempi positivi da seguire nella loro vita.

L’Associazione Italiana Parchi Culturali di Cosenza, sempre attenta alle azioni della politica sul territorio, è particolarmente sensibile al tema della toponomastica di genere.

intitolazione targa alle Madri Costituenti Teresa Mattei e Laura Bianchini, Serra Pedace di Casali del Manco, 1 Giugno 2022
intitolazione targa alle Madri Costituenti Teresa Mattei e Laura Bianchini, Serra Pedace di Casali del Manco, 1 Giugno 2022

Infatti, ritiene non paradossale affermare che per l’Italia è un rilevatore sociale. Denuncia, infatti, meglio di ogni discorso quella che Maria Pia Ercolini, Presidente dell’associazione Toponomastica Femminile, chiama «misoginia ambientale». Nelle nostre città le vie intitolate agli uomini sono in media il 40% mentre quelle intitolate alle donne vanno dal 3 al 5%. Esiste una violenza sottile, molto più subdola di quella fisica o psicologica, che consiste nel rendere invisibili le creazioni e le opere delle donne, cancellandole dalla memoria collettiva. Una violenza culturale che ripercuote i suoi effetti sulle nostre bambine e sulle nostre ragazze, che potrebbero pensare che le donne non hanno fatto nulla di memorabile al mondo e non avrebbero modelli da emulare. Del resto anche sui nostri libri di storia le donne sono quasi dimenticate. Non solo: spesso i libri di ogni genere sono pieni, ancora oggi, di luoghi comuni, che ribadiscono una rigida divisione dei ruoli all’interno della famiglia e perpetuano una figura di donna che si realizza soltanto se moglie e madre, diversamente dagli uomini.

La disparità di genere in Calabria ha caratterizzato ogni aspetto della vita politica, sociale ed economica. Retaggio storico, fa fatica ad essere superata.

L’Associazione AIParC Cosenza crede fermamente nella parità di genere, consapevole che ogni essere umano ha pari dignità. Questa, secondo la concezione classica, deriva essenzialmente dall’essere, in quanto razionale e relazionante, al culmine della scala delle realtà create, indipendentemente dalle sue condizioni di sesso, salute, età, cultura e religione.

Nel De officiis Cicerone afferma: “La dignità dell’uomo è violata, in quanto essere razionale, quando la persona si fa gestire dall’impulso dei sensi, mentre è promossa e tutelata quando la persona opera per il bene comune» che è pur solamente verificabile nell’intenzione dell’agire e nell’azione stessa”.

Sulla base di questi presupposti, L’AIParC di Cosenza si adopera nel riportare alla luce le donne della Calabria che, antesignane di movimenti religiosi, civili e politici, hanno preparato tempi nuovi. Lo ha già fatto con la pubblicazione dei due volumi dell’opera libraria “Le donne nella storia della Calabria”, a cura di Tania Frisone, Nella Matta e Marilù Sprovieri, Jonia Editrice.

Da anni sta portando avanti una iniziativa riguardante la “toponomastica al femminile”, che, partendo da una riflessione sul tema “Le donne della storia per le strade della Calabria”, mira a realizzare il desiderio di vedere intitolate strade e piazze di città e borghi di Calabria a donne che si sono distinte in ogni epoca per la conquista dei diritti e della pari dignità, a volte pagando con la propria vita il bisogno sacrosanto e inalienabile della libertà da pregiudizi e discriminazioni. AIParC Cosenza si preoccupa di sensibilizzare i vari Sindaci dei Comuni calabresi, attraverso lettere missive o altri mezzi di comunicazione o incontri mirati, affinché nella toponomastica dei loro Comuni figurino donne di particolare rilevanza religiosa, sociale e politica, che hanno onorato la terra calabra.

Fra le quali si segnalano: Caterina Tufarelli Palumbo, primo sindaco donna d’Italia, eletta a San Sosti nel 1946; Evelina Cundari, prima donna assessore alla 1^ giunta dell’Amministrazione Comunale di Cosenza; Luigina Panaro, prima donna assessore al 1^ consiglio dell’Amministrazione Comunale di Paola; Giustina Gencarelli, intellettuale borghese e progressista, una delle due donne calabresi candidate alla Costituente Italiana; Lidia Toraldo Serra, primo sindaco a Tropea nel 1947; Elisa Miceli, vice sindaco al 1^ consiglio del Comune di Longobardi; Alda Miceli, 1^ presidente Nazionale CIF, nonché uditrice del Concilio Ecumenico Vaticano II; Ines Nervi Carratelli, 1^ sindaco di San Pietro in Amantea; Maria Mariotti, candidata alla Costituente che animò sempre la vita religiosa e politica della nostra regione.

Tantissime altre si trovano nei volumi “Le donne nella storia della Calabria”. A queste si aggiungono le 21 Donne dell’Assemblea costituente. In onore delle quali il Comitato Civico Se non ora quando? di Marzi ha organizzato una Mostra, diventata itinerante grazie ad AIParC Cosenza, che si sta portando in giro con grande successo in vari Comuni della Calabria, coinvgendo anche le scuole. Non si tratta di un’operazione di immagine: i toponimi contribuiscono a veicolare la storia e a formare la cultura dei cittadini. AIParC Cosenza si augura che questa campagna di sensibilizzazione dia i suoi frutti e che il suo invito possa essere raccolto dagli amministratori dei tanti Comuni calabresi. Come già avvenuto nel comune di Casali del Manco, in località Serra Pedace, in provincia di Cosenza, dove in occasione di una cerimonia commemorativa il 1º giugno 2022, è stata scoperta una targa dedicata a Teresa Mattei e Laura Bianchini, due delle 21 Madri Costituenti. L’evento, organizzato dal Comune di Casali del Manco, in collaborazione con AIParC Cosenza e la Biblioteca Gullo, ha incluso anche una seconda targa in onore di Fausto Gullo, Padre Costituente e Ministro dei contadini, nella vicina località di Pedace .

La riflessione sulla toponomastica al femminile deve essere l’occasione non solo per approfondire le biografie delle donne, ma anche la storia delle nostre comunità, i diritti negati, la lotta per conquistarli, sia all’interno della famiglia che nella società. Ragionare sulla condizione di sottomissione ed emarginazione, in cui le donne di Calabria sono state costrette a vivere, fa capire meglio il valore delle loro lotte silenziose per l’emancipazione. Prenderne atto significa contribuire a realizzare un mondo più giusto e veramente paritario. Se vogliamo costruire una memoria condivisa ed inclusiva dobbiamo fare emergere dall’ombra chi la storia non ha fatto emergere. Le nostre “Grandi Donne”. Ridando dignità alle donne che non ci sono più, contribuiremo anche a combattere il vuoto culturale e valoriale, purtroppo premessa dei tanti, troppi femminicidi, che tingono di nero la società del nostro tempo. La violenza domestica e psicologica, oggi, è aumentata in modo esponenziale. Forse intitolare una strada ad una donna di ieri, che faticosamente, da tenebre di secolari oppressioni, ha conquistato la luce, può dare forza alle donne di oggi, novelle prigioniere di irrazionalità e violenza, a seguire il suo esempio e ritrovare la luce.

Condividi questo contenuto