Dopo soli nove mesi, il 20 giugno 2025, si è proceduto all’inaugurazione dell’intervento concluso. Un tempo record, che implica una spesa media di oltre 300.000 euro al mese: un cantiere da primato, almeno in termini di velocità e di costi.
Complimenti!

Ma, spontaneamente, sorge una seconda domanda: quante, e quali, opere sono state realizzate per una cifra del genere? Parliamo di circa 91 euro al metro quadrato, su un’area di 30.000 mq di giardino pubblico.
Abbiamo effettuato un sopralluogo. E la prima cosa che ci ha colpito, entrando da Piazza XV Marzo, è un nuovo edificio in cemento, pietre squadrate e infissi neri. Un ibrido tra un infopoint, un ristopub e un cenotafio urbano. Per renderlo meno simile a un monumento funebre, sulla parete verso la piazza è stata installata una rastrelliera verticale con piantine fiorite. Purtroppo, quasi tutte in via d’appassimento.
Al posto del precedente chiosco-bar, semplice ma coerente con lo stile della Villa, ora troviamo un immobile completamente decontestualizzato, che sembra uscito da uno showroom di “apericena design” nella CityLife milanese.
A proposito: a firmare la ristrutturazione è stato l’architetto Marcello Guido, già noto per il controverso “groviglio” in ferro e vetro che sovrasta i ruderi antichi di Piazzetta Toscano.
Proseguendo nella visita, abbiamo trovato aiuole che somigliano a piccoli orti, ghiaia biancastra del tutto estranea ai colori storici della Villa, e una quantità di piantine che non supera – a essere generosi – le 4.000 unità, ben lontana dalle 20.000 annunciate dal consigliere Alimena. Anche qui, la cattiva irrigazione ha già compromesso il verde.
Le vasche e le fontane, tranne una che perde acqua dalla tubatura (allagando parte del viale principale), sono tutte a secco. Le statue presentano una colorazione scura uniforme, che non pare il frutto del tempo, ma di una verniciatura o pellicola protettiva che contrasta con i criteri del restauro, i quali impongono il ripristino del colore originario delle sculture.
Sull’intervento al patrimonio arboreo si è parlato del taglio di alcuni alberi, ma non vi è traccia evidente di nuovi esemplari ad alto fusto. Forse una potatura, forse lo sfoltimento del sottobosco, ma niente di più.
Il laghetto, utilizzato anche per eventi, non è stato restaurato. E, durante un sopralluogo notturno, abbiamo verificato che l’impianto di illuminazione è fuori uso.
L’ingresso di Via Petrarca è ancora circondato da rifiuti, e i muri di cinta esterni sono coperti da graffiti, che dovevano essere rimossi.
Al termine di questa rapida ma significativa visita, la domanda che si impone è:
Com’è possibile aver speso 2.731.185,50 euro per opere così poche, modeste, incoerenti e – soprattutto – mal realizzate?
Ci rivolgiamo direttamente all’Amministrazione Comunale:
Potete, per cortesia, rendere pubblico l’elenco dettagliato delle spese sostenute per ogni singolo intervento della ristrutturazione?
Quanto è costato l’edificio in stile “apericena funerario”?
Quanto è stato speso per le presunte 20.000 piantine?
Quanto è costato il restauro della Statua della Libertà d’Italia in Piazza XV Marzo?
Qual è il dettaglio, voce per voce, della spesa complessiva?
Se non riceveremo risposta pubblica a queste legittime domande, chiederemo accesso agli atti tramite PEC per questa e per tutte le opere finanziate con fondi del Contratto Istituzionale di Sviluppo (CIS) – 90 milioni, più altri 12 milioni aggiuntivi del MiBACT – e, se necessario, ricorreremo al TAR e alla Procura della Repubblica, come già fatto in passato per gli edifici di Corso Umberto e per l’infinita telenovela del Museo di Alarico.
Lo faremo invocando il D. Lgs. n. 33/2013 e il D. Lgs. n. 97/2016, che sanciscono il principio dell’accesso totale ai dati e ai documenti detenuti dalle pubbliche amministrazioni. Perché i cittadini hanno il diritto di sapere come vengono spesi i loro soldi.
Forum Ambientalista Calabria, Radio Ciroma ,Comitato Quartiere Riforma/Rivocati, Usb Cosenza, La base
Vai al contenuto




