Quando si pensa alle carriere aziendali, sono molti i ruoli di spicco a cui puntano professionisti giovani e senior. Dalle risorse umane alle vendite, dal marketing alla finanza, fino al project management, sono tanti i livelli e le mansioni che fanno parlare di se, tra i corridoi delle imprese.
Oltre questi, però, c’è una figura che non fa molto rumore, non ha toni da protagonista, ma nel suo piccolo costruisce fondamenta e, quando serve, sa prendersi la scena, si tratta del giurista d’impresa, un professionista che incrocia diritto, business e governance. Spesso sottovalutato nel dibattito pubblico, si rivela centrale per la tenuta giuridica e strategica di qualsiasi organizzazione.
Nel contesto italiano, il suo riconoscimento è ancora parziale, poichè, a differenza di altre professioni, il giurista d’impresa non dispone di un albo, né gode di segreto professionale, non è neanche tutelato da regole chiare che ne definiscono ruolo, competenze e confini.
Eppure, secondo l’Associazione Italiana Giuristi d’Impresa (AIGI), rappresenta un patrimonio umano che andrebbe valorizzato.
Basti pensare che si stimano tra le 15.000 e le 20.000 figure che già operano in questa veste. Nella maggior parte dei casi, sono laureati in giurisprudenza che hanno deciso di non percorrere la strada forense tradizionale, ma di mettere le proprie competenze al servizio delle aziende, dall’interno.
In questo senso sembra muoversi persino una proposta di legge, presentata dalla stessa AIGI, che mira a istituire un albo ad hoc, riconoscere il segreto professionale per queste figure e a stabilire un codice deontologico.
Al di là della cornice formale, resta comunque la natura profondamente strategica del ruolo.
Il giurista d’impresa, infatti, non si limita a gestire contratti o fornire pareri, ma opera come una vera e propria antenna interna, capace di individuare, anticipare e prevenire rischi di natura legale e reputazionale. Lavora spesso accanto al CEO, all’HR, al marketing, al commerciale e osserva i processi, legge tra le righe, intercetta le vulnerabilità, prima che diventino problemi.
Una vocazione preventiva, dunque, che avvicina il giurista d’impresa più a una figura consulenziale trasversale che non a un tecnico legale tradizionale.
Ecco perché diventa necessario un percorso formativo specifico e orientato al business.
Il giurista d’impresa, infatti, deve sapere certamente di diritto, ma anche comprendere i meccanismi economici, la cultura aziendale, i mercati globali, le sfide ESG, le regolamentazioni europee. Deve saper parlare con tutte le funzioni, capirne le esigenze, tradurle in processi rispettosi della legge e dei principi etici.
In un contesto regolatorio in continua evoluzione e con la crescente pressione sulla compliance, la presenza di un giurista d’impresa ben formato è più di un vantaggio, per l’impresa, una vera esigenza di sistema.
Certo è che si tratta di uno sbocco professionale molto focalizzato e in costante crescita, nel mercato del lavoro, a patto che si dimostrino le competenze reali nella professione giuridica, ma anche nella conoscenza dei mercati e degli attori che si muovono intorno a specifici comparti aziendali.
Formarsi ovunque, non basta, bisogna puntare a percorsi mirati, selezionati e in grado di parlare la stessa lingua delle aziende, come il Master in Giurista d’Impresa di 24ORE Business School, che si pone una delle soluzioni più articolate e complete disponibili oggi sul mercato formativo.
Oltre alla completezza dei contenuti, uno degli aspetti più rilevanti del master riguarda proprio la visione internazionale integrata nel programma.
Questo elemento si concretizza in moduli che affrontano il diritto commerciale e societario sia in chiave nazionale che integrata a un approccio europeo e globale.
Viene dato spazio alla contrattualistica internazionale, alle operazioni di M&A cross-border, alla normativa antiriciclaggio e ai temi di conformità rispetto ai regolamenti europei, come il GDPR o la Direttiva CSRD.
Questa apertura è fondamentale per chi vuole operare in aziende che si muovono oltre i confini nazionali o che hanno rapporti con partner esteri.
Il master include inoltre testimonianze e docenze da parte di giuristi d’impresa attivi in grandi gruppi industriali, banche, multinazionali e studi legali internazionali, offrendo una panoramica viva e concreta della professione.
In questo senso, il percorso segue un approccio fortemente pragmatico, orientato al problem solving, all’analisi di case study e alla costruzione di strumenti di lavoro immediatamente spendibili.
Ecco allora che, solo intrecciando il diritto al business in modo adeguato ci si può formare per diventare giurista d’impresa e attrezzarsi per un futuro professionale dinamico, rilevante e ricco di prospettive.

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