Come consigliera comunale e capogruppo del Movimento 5 Stelle – Sinistra per Rende, ho presentato una mozione che ritengo non solo urgente, ma profondamente necessaria. A pochi giorni dalla tragedia avvenuta al Parco acquatico Santa Chiara, in cui una bambina di appena otto anni ha perso la vita per un malore improvviso, non possiamo più permetterci di restare inerti. In quelle drammatiche circostanze è emersa l’assenza di un defibrillatore disponibile, elemento che – secondo quanto riportato – avrebbe potuto fare la differenza.

La nostra comunità è ancora scossa da quanto accaduto, e il dolore di fronte a una vita spezzata non può rimanere sterile. Deve trasformarsi in azione, in impegno concreto per fare in modo che tragedie del genere non si ripetano. È per questo che ho chiesto all’amministrazione comunale di dotare tutti i parchi pubblici, le strutture sportive e gli impianti comunali di defibrillatori automatici esterni (DAE), strumenti salvavita che devono essere sempre accessibili, segnalati, manutenuti e accompagnati da una formazione adeguata del personale.
In Italia si contano ogni anno oltre 60.000 decessi per arresto cardiaco improvviso, e ogni minuto senza intervento riduce drasticamente le possibilità di sopravvivenza. Installare DAE nei luoghi pubblici significa salvare vite, significa garantire ai cittadini un primo soccorso efficace in attesa dell’arrivo dei sanitari.
Questa proposta si fonda sulla normativa nazionale vigente, è tecnicamente realizzabile e sostenibile anche grazie a fondi ministeriali, regionali e del PNRR. Può coinvolgere enti del terzo settore, aziende e fondazioni, creando un progetto partecipato e diffuso di sicurezza sanitaria. È nostro dovere fare tutto il possibile perché i luoghi di svago e di sport, frequentati da bambini, famiglie, giovani e anziani, siano anche luoghi sicuri.
Auspico che questa mozione possa trovare il favore dell’intero Consiglio comunale e della maggioranza. La salute pubblica deve essere una priorità condivisa, oltre ogni appartenenza politica. Dimostriamo che dalle tragedie possiamo trarre insegnamenti concreti, scegliamo di essere una comunità che non dimentica e che agisce. Perché nessun altro debba più trovarsi senza un aiuto fondamentale nel momento più critico.
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