In queste ore il silenzio di Guarascio è’ rotto dai rumori dei giornalisti. Le pagine dei social scoppiano e le penne anche dei cronisti non sportivi si riscaldano. Ed arriva anche un appello a firma di Filippo Veltri, Paride Leporace, Massimo Clausi e Attilio Sabato che e’ un vero e proprio urlo di dolore.
Il dolore rossoblu: “ siamo dei giornalisti tifosi, anzi prima tifosi e poi giornalisti, potremmo dire. Non siamo cronisti sportivi in senso stretto ma le nostre passioni non ci hanno mai impedito il racconto del Cosenza calcio.

Siamo senza parole rispetto a quello che sta avvenendo nelle ultime ore nella nostra amata squadra, ennesima caduta dopo molti capitomboli tecnici e comunicativi.
Esprimiamo solidarietà ai nostri colleghi che quotidianamente si occupano delle vicende calcistiche e della squadra, i quali hanno subito trattamenti professionali veramente indecorosi.
Tifosi, istituzioni, politica e informazione: concordiamo tutti nel sostenere che così non si può continuare, il rischio è che il peggio debba ancora venire. Da mesi il senso comune cosentino si dilania sul fatto che “il presidente Guarascio non vende e la città non ne può più”.
Non sono in discussione solo il futuro e il presente della squadra di calcio ma l’immagine stessa di tutta la città che non merita questa caduta in basso ad ogni livello.
Appelli non ne servono più ma un invito alle istituzioni cittadine sentiamo di farlo: diano un segnale ancora più forte e deciso per indurre l’attuale proprietà a fare un passo indietro.
Il rischio è che con il Cosenza calcio venga trascinata giù anche la città’ di Cosenza e un’intera provincia. La storia calcistica ultracentenaria del Cosenza non merita”.
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