“CHI HA TEMPO NON ASPETTI TEMPO!”. In questa altra saggia massima si racchiude lo STACANOVISMO del Governatore calabrese ROBERTO OCCHIUTO, evidente nelle ragioni delle dimissioni, nella sua politica e amministrazione. NEL PAESE DOVE NESSUNO SI DIMETTE, al primo stallo indotto, ha deciso di lasciare subito per andare al voto il prima possibile senza fare entrare la Regione in una fase di lunga agonia fino alle prossime elezioni a cadenza naturale del novembre 2026. Politicamente, oggi, così come sempre nella sua storia, non incline mai a subire le inopportune pretese di avversari e alleati, con un’azione di anticipo e sorpresa capace di tenere unita la maggioranza.

Dal versante dell’azione amministrativa, quattro anni di dura e galoppante azione contraddistinta da decine di iniziative, molte nuove e molte sbloccate (che addirittura erano ferme da anni come i grandi cantieri fermi alla sola progettazione) e portate in stato di forte avanzamento, come non mai nelle precedenti legislature.
Così come APPARE “ORIGINALE” LA SUA COSTANTE “PRESENZA SUL POSTO DI LAVORO”, con le luci accese ai piani alti della Cittadella sino a tarda sera. Gli avversi non solo non considerano tutto quanto precedentemente rilevato ma adducono addirittura argomenti opposti come quello dell’interruzione repentina dell’attività amministrativa, come se, appunto, questa non fosse già entrata nella fase di fisiologico, purtroppo, rilento di fase preelettorale. Che sarebbe durata per più di un anno ancora, dunque una ACCELERATA PER RIPRENDERE A PIENO REGIME, altro che brusco stop.
E poi, si attendono argomenti da chi sostiene che le dimissioni sono mossa per essere sicuro di poter continuare a governare per altri cinque anni: come si può essere sicuri di essere rieletti? Per il momento rimane il gesto CORAGGIOSO. Tutto è stato risolto? No, non tutte le ciambelle escono con il buco e macerie ereditate come la Sanità sono dossier che richiedono ancora tanta fatica e tempo. “Alle urne l’ardua sentenza!”
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