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Uccisi 4 giornalisti nel raid sull’ospedale Nasser, Salsini: “La libertà di stampa va difesa ovunque”

“I giornalisti devono poter fare il loro lavoro a Gaza e in tutto il mondo, senza che la libertà di stampa venga calpestata o soffocata dalla violenza dei conflitti”. È questo il messaggio forte lanciato da Luigi Salsini, giornalista e presidente di Fare Calabria, dopo la notizia della morte di quattro operatori dell’informazione nel bombardamento che ha colpito l’ospedale Nasser di Khan Yunis. Nel raid hanno perso la vita Ahmed Abu Daqqa, Yasser Abu Namous, Rami Ayyad e Mohammed al-Masri, nomi che si aggiungono a una lunga lista di cronisti, fotografi e reporter caduti mentre svolgevano il loro lavoro.

“L’informazione vera non può essere limitata e piegata dalle logiche della guerra – ha sottolineato Salsini –. Le persone, non solo i giornalisti, non devono essere bersaglio dei conflitti. È necessario che le istituzioni internazionali si assumano la responsabilità di preservare la libertà di stampa, garantendo la sicurezza di chi testimonia e documenta la realtà per il mondo intero. Senza giornalisti liberi e protetti – ha aggiunto – viene meno il diritto dei cittadini a conoscere i fatti e a formarsi un’opinione consapevole”.

La morte dei quattro cronisti a Gaza diventa così il simbolo di una battaglia più ampia: quella per difendere il diritto universale all’informazione, diritto che – conclude Salsini – “deve essere difeso ovunque, perché senza libertà di stampa non esiste democrazia”.

Luigi Salsini
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