Roberto Occhiuto sta per essere archiviato nella dispensa delle cose terribilmente nocive e irreparabilmente dannose. E sarà archiviato, perché la Calabria è la regione, che, presenta, su scala nazionale, la peggiore percentuale in termini di migrazione passiva, con un indice di fuga, che, in età pediatrica, si attesta, addirittura, al 27% e con un saldo negativo per mobilità passiva, che si attesta a 304,8 milioni di euro, in aumento di 52,4 milioni rispetto al 2021.
Insomma, il più grande ospedale calabrese è fuori dalla regione. Vergogna! E sarà archiviato, perché in Calabria per fare una colonscopia, all’ASP di Vibo, ci vogliono 344 giorni; per fare una mammografia ci vogliono 271 giorni; per fare una visita ortopedica pediatrica al Pugliese-Ciaccio di Catanzaro ci vogliono 295 giorni; per fare, all’Annunziata di Cosenza, una risonanza magnetica addome ci vogliono 184 giorni (nel 2022 ce ne volevano 142); per fare una prima visita gastroenterologica ci vogliono 177 giorni (nel 2022 ce ne volevano 150); per fare un ecocolordoppler ci vogliono 74 giorni (nel 2022 ce ne volevano 58). Insomma, liste d’attesa degne di una dannata bolgia dell’inferno dantesco.
Vergogna! Sarà archiviato, perchè la Calabria, con la percentuale del 4,43%, è la regione con il più alto tasso di mortalità infantile (il doppio della media nazionale, che è pari al 2,27%). Vergogna! E sarà archiviato, perché la Calabria ha un tasso di mortalità evitabile (indicatore che registra i decessi di persone con meno di 75 anni, potenzialmente evitabili con prevenzione, diagnosi precoce, terapia efficace, igiene e assistenza) pari al 23,4%, superiore alla media nazionale (19,2%), con un aumento annuale, a partire dal 2022, del 3%. Insomma, la Calabria è la regione con la più alta incidenza in termini di morti evitabili. Vergogna!
E sarà archiviato, perché in Calabria il 14% della popolazione non si cura. Negli ultimi 3 anni sono stati ben 257 mila i calabresi che hanno rinunciato a curarsi: 190 mila per motivi economici, impeditivi per accedere alla sanità privata e 67 mila a causa delle lunghe liste d’attesa. Vergogna! Sarà archiviato, perché la Calabria, come organizzazione pubblica, è l’ultima regione d’Italia in termini di screening oncologico, è il fanalino di coda, si colloca in fondo alla classifica: solo il 5,1% dei calabresi esegue il test per la ricerca del sangue occulto nelle feci per la diagnosi precoce del tumore del colon-retto.
Si tratta di una percentuale nettamente inferiore sia alla media italiana (34,9%) che a quella delle Regioni meridionali (19,7%). La Calabria è indietro anche per la percentuale di donne che eseguono la mammografia, indispensabile per individuare precocemente la neoplasia del seno: sono solo il 13,4% (Italia del Nord 55,4%; Sud e Isole 40,1%). Eppure i tumori del colon-retto e della mammella sono tra le principali cause di morte oncologica. Nonostante ciò, in Calabria, maledettamente, il sistema istituzionale di prevenzione oncologica è un autentico colabrodo. Vergogna!
E sarà archiviato, perché in Calabria, rispetto a tutte le altre regioni d’Italia, è più facile morire di cancro: in Italia la mortalità per tumore della mammella è diminuita del 16%, ma, in Calabria, è addirittura aumentata del 9% e per il tumore del colon, a fronte di una riduzione della mortalità del 30% nelle aree del Nord, del 27% al Centro e del 10% al Sud, in Calabria la riduzione è stata praticamente nulla, -0,9%, senza tacere che oltre il 47% dei pazienti oncologici calabresi si cura fuori regione: un vero e proprio esodo di massa. Vergogna! Questa è la terrificante fotografia della catastrofica ecatombe, che ci lascia in eredità Roberto Occhiuto: una regione, che copia con la carta carbone il sistema sanitario di un Paese del terzo mondo, vergogna! Presidente Occhiuto, basta. Abbia, almeno, il pudore di fare silenzio. Si vergogni! Taccia!

GIUSEPPE CIACCO
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