Ci rivolgiamo ai sindaci delle città calabresi, chiedendo loro di cambiare le impostazioni sulla manutenzione ordinaria e straordinaria che oggi non funzionano.
Non è pensabile affidare a singoli soggetti il potere di decidere sulle urgenze delle comunità accumulando sacche di potere elettorale.
Succede in molte città calabresi.
C’è la necessità di cambiare registro, organizzando gli uffici in maniera tale che i cittadini abbiano come interlocutori l’amministrazione e non singoli soggetti.
Non possiamo pensare che nel vuoto politico cambiare una lampadina o potare un albero diventino privilegio e non diritto.
Ci pensino i sindaci magari creando strutture civiche di collegamento che sappiano intercettare i bisogni collettivi senza fare in modo che i diritti diventino addirittura privilegi. Succede a Catanzaro, a Cosenza, a Reggio Calabria, ma in quasi tutte le città medie e grandi e serve un’inversione di tendenza.

Destra in Movimento.
Pasquale Gallo
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