La CONF.A.I.L. F.A.I.S.A. della Calabria si associa al comunicato della Segreteria Nazionale esprimendo profonda preoccupazione per i contenuti della Manovra economica 2026, che ancora una volta si presenta come un provvedimento sbilanciato e poco incisivo rispetto ai veri bisogni del Paese.
Dietro gli annunci di riduzione fiscale e sostegno al ceto medio si nasconde una realtà fatta di misure parziali, incapaci di offrire risposte concrete a chi ogni giorno regge l’Italia con il proprio lavoro: i dipendenti pubblici e privati, le famiglie, i pensionati e i giovani in cerca di stabilità.
La riduzione dell’IRPEF e la detassazione dei premi di produttività vengono presentate come un sollievo per i lavoratori, ma nella sostanza si tratta di interventi che favoriscono soprattutto i redditi medio-alti, lasciando indietro chi guadagna meno e subisce di più gli effetti di un’inflazione ormai fuori controllo. È un finto alleggerimento, un’operazione di facciata che non affronta le disuguaglianze strutturali e non restituisce potere d’acquisto a chi ne ha reale bisogno.
Sul fronte occupazionale la manovra manca di coraggio e visione. Non vi sono risorse vere per creare nuova occupazione stabile, né per rafforzare la sicurezza sul lavoro o valorizzare le professionalità che ogni giorno garantiscono servizi pubblici essenziali. Al contrario, le coperture basate su tagli ai ministeri e rimodulazioni del PNRR rischiano di trasformarsi in ulteriori riduzioni di personale, in meno servizi per i cittadini e in nuove difficoltà per le amministrazioni locali. È inaccettabile che il rilancio del Paese passi ancora una volta attraverso sacrifici imposti a chi lavora.
Sul piano previdenziale permangono incertezze e rinvii. L’aumento graduale dell’età pensionabile, unito all’assenza di misure strutturali per i lavori gravosi e usuranti, rappresenta un segnale preoccupante. Gli aumenti alle pensioni minime, irrisori e lontani dalla realtà del costo della vita, non bastano a garantire dignità a chi ha speso decenni della propria esistenza a servizio del Paese. Una società che non tutela i propri anziani e non valorizza il lavoro passato è una società che rinuncia al proprio futuro.
Le famiglie italiane, soprattutto quelle monoreddito e con figli, non troveranno in questa manovra il sostegno concreto che si aspettavano. Gli interventi annunciati appaiono frammentari e simbolici, mentre l’inflazione continua a erodere stipendi e risparmi. Anche la sanità pubblica, pur destinataria di qualche risorsa aggiuntiva, rimane lontana dai livelli necessari a garantire tempi di cura accettabili e un servizio universale realmente accessibile. Tagliare o ridurre i fondi per scuola, sanità e trasporti significa colpire il cuore dello Stato sociale.
La CONF.A.I.L. F.A.I.S.A. chiede con forza un’inversione di marcia. Serve una politica fiscale realmente progressiva, capace di alleggerire il carico sui redditi medio-bassi e di contrastare la perdita del potere d’acquisto. Servono investimenti veri e duraturi in occupazione, formazione e sicurezza sul lavoro, e un piano nazionale che rilanci la contrattazione, le assunzionistabili e la tutela deiservizi pubblici. È indispensabile che il Parlamento modifichi la manovra, restituendo centralità al lavoro e alle persone, al Mezzogiorno e ai settori produttivi strategici, troppo spesso dimenticati in nome di equilibri contabili che penalizzano il tessuto sociale.
La nostra Federazione continuerà a vigilare con determinazione sull’iter parlamentare e non esiterà a mobilitarsi se le istanze del mondo del lavoro dovessero restare inascoltate. Non basta parlare di crescita: la crescita si costruisce restituendo dignità, sicurezza e futuro a chi lavora. La CONF.A.I.L. F.A.I.S.A. ribadisce il proprio impegno quotidiano al fianco dei lavoratori e delle lavoratrici di ogni settore, convinta che senza giustizia sociale e rispetto per il lavoro non possa esserci alcuna ripresa reale del Paese.

Segretario Nazionale Domenico De Sena
Segretario Regionale Alessandro Toscano
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