Di Anna Maria Ventura
Nel segno della memoria, della poesia e dell’impegno civile, la decima edizione del Premio Nazionale di Poesia “Umile Francesco Peluso – Calabria Enotria” celebra la figura del Senatore-poeta calabrese, uomo delle istituzioni e voce autentica della lirica meridionale. Il percorso della decima edizione del Premio, avviato con la presentazione romana alla Società Dante Alighieri e destinato a culminare nella cerimonia di premiazione di Cosenza del 29 ottobre 2025, delinea un itinerario ideale che unisce la capitale della lingua italiana al cuore della Calabria. La prima tappa si è svolta martedì 14 ottobre 2025 nella prestigiosa Sala Serianni di Palazzo Firenze, sede della Società Dante Alighieri a Roma, dove è stata presentata la raccolta poetica “Dolci versi — Io cercavo ancora nei miei / pensieri” di Umile Francesco Peluso. L’incontro, introdotto e coordinato dalla giornalista Annarosa Macrì, ha visto la partecipazione di Alessandro Masi, Segretario Generale della Società Dante Alighieri, di Myriam Peluso, presidente dell’Associazione Le Muse Arte, dell’On. Giuseppe Gargani, dell’On. Giuseppe Soriero, del prof. Antonio D’Elia, presidente dell’Accademia Cosentina e curatore della raccolta, e del Sen. Massimo Veltri. Proprio Veltri, nel suo intervento, ha delineato il profilo di Umile Francesco Peluso come “uomo di lettere, umanista di poesia e di cinema. Scoprì fin da subito l’impegno democratico e progressista, e così la via per la politica, tanto che la sua tesi di laurea riguardò la poesia civile di D’Annunzio. Quel D’Annunzio da cui prese le distanze in quanto corresponsabile della nascita del fascismo. Introducendosi nei circuiti nazionali, respirò un’aria vivificante e libera dai vincoli di un provincialismo che avrebbe limitato la sua vena diretta verso interessi molteplici. Educatore appassionato e generoso, riversò il suo bagaglio di saperi per la formazione delle nuove generazioni, libere, curiose, protagoniste come lui. In quale modo si inserisce il poetare lirico e genuino di Umile Peluso all’interno della sua personalità eclettica di cui molti conoscono sostanzialmente l’impegno politico? A coltivare un amore per il bello e per la vita che non poteva non trovare sbocco nella composizione lirica. Mi viene da pensare a Leonardo Sinisgalli, il poeta-ingegnere diretto collaboratore di Adriano Olivetti che seppe coniugare lirica e tecnica.. “
Di grande spessore e coinvolgente l’intervento del prof. Antonio D’Elia, Presidente dell’Accademia Cosentina, che ha espresso con profondità di sentimento le emozioni poetico-letterarie suscitate dalla significativa manifestazione della presentazione della decima edizione del Premio di poesia Umile Francesco Peluso, nel quale premio è partecipe l’Accademia Cosentina. “Le relazioni tenute dagli ospiti, ha dichiarato d’Elia, nella splendida cornice della sede nazionale della Dante Alighieri in Roma, dalla moderatrice dottoressa Annarosa Macrì, agli interventi critici dei presidenti del premio, il professore e senatore Massimo Veltri e la professoressa Myriam Peluso Calabrese, ideatrice del premio, unitamente alla testimonianza del dottor Calabrese sui versi del poeta di Luzzi, hanno segnato i punti importanti dell’impegno socio-politico del canto. La presentazione del volume di poesie di Peluso è stata gestita dalla critica proiettiva del presidente dell’Accademia Cosentina, che ha ragionato ermeneuticamente sulla lingua-pensiero e sul fare poesia del professore Peluso, tra i primi a scoprire la vis poetica di Pasolini e tra i primi, non solo in Calabria, a gestire gli assi dialoganti tra modernità e prius.”
Le riflessioni dei relatori hanno così restituito il profilo intellettuale e umano di Umile Francesco Peluso, poeta, docente, senatore della Repubblica, uomo di cultura e di azione, la cui vita abbraccia il Novecento come secolo di impegno e di rinascita civile. Il prof. D’Elia ha inoltre ricordato come la poesia di Peluso rappresenti “un atto di coscienza, un linguaggio dell’anima che non rinuncia mai alla responsabilità del pensiero”. A queste testimonianze si è aggiunto il messaggio dell’On. Franco Ambrogio, che, trattenuto da un’influenza, ha voluto comunque inviare un contributo toccante: “Il professore Umile Peluso è stato il mio professore di italiano e storia, contribuendo in maniera importante alla mia formazione culturale. Se fossi stato presente, avrei detto che leggendo alcune delle sue poesie mi sono comparse nella mente le sue lezioni su D’Annunzio, che creavano un’atmosfera di grande tensione emotiva e intensa partecipazione. Anche le lezioni su Machiavelli costituivano pietre miliari del nostro apprendimento. Nella vita di Umile Peluso è rappresentata la storia del Novecento, a iniziare dalla grande guerra che vide la morte del padre, segnando per sempre la sua personalità. I suoi racconti partivano sempre da lì, dalla morte del padre in guerra. Le sue fragilità Umile cercò di fronteggiarle con una ferrea volontà nello studio e con una sconfinata curiosità intellettuale. La seconda guerra mondiale segnò una svolta nelle sue scelte di vita. Raccontò che il 26 luglio 1943 parteggiò per i comunisti, l’anno dopo si iscrisse al PCI e fu uno dei giovani intellettuali calabresi impegnati nella redazione della stampa comunista e nell’organizzazione culturale. L’impegno politico fu vissuto da Umile con lo sforzo costante di interpretarlo, con una coerente e rigorosa visione culturale e ideale, senza conformismi, con il senso della sua individualità e con spirito critico…”
Tutti gli interventi hanno contribuito a restituire un ritratto di Umile Francesco Peluso come intellettuale integrale, capace di unire etica e parola, pensiero e sentimento, radici e modernità.
La cerimonia conclusiva del Premio si terrà il 29 ottobre 2025, alle ore 17:00, a Cosenza, in Largo Sen. Umile Francesco Peluso, presso Piazza Santa Teresa. Promosso dall’Associazione Culturale Le Muse Arte, presieduta da Myriam Peluso, con il patrocinio di enti istituzionali e culturali, l’evento vedrà la consegna dei riconoscimenti ai vincitori selezionati da una giuria di alto profilo. Ne fanno parte il prof. Antonio D’Elia, Presidente dell’Accademia Cosentina; il Sen. Prof. Massimo Veltri; il Poeta Ciccio De Rose, in qualità di Presidenti; e ancora in qualità di membri: Maria Cristina Parise Martirano, Presidente del Comitato Dante Alighieri di Cosenza; Giuseppe Riccardo Succurro, Presidente del Centro Internazionale di Studi Gioachimiti; Salvatore Corchiola, Matematico e Poeta; Franco Mollo, Vicepresidente del Circolo della Stampa di Cosenza; Maria Rosaria Sessa, Presidente del Circolo della Stampa di Cosenza; Sonia Vivona, Poetessa; Maria Virginia Basile, Docente e Scrittrice; Cornelia Golletti, Docente e Animatrice letteraria; Antonietta Cozza, Giornalista. Il Comitato promotore della decima edizione del Premio riunisce un ampio partenariato di realtà istituzionali e culturali: Associazione Le Muse Arte, BCC Medio Crati, “Kyterion” – Centro Studi e Ricerche Valle Crati, Luzzi, Consiglio Regionale della Calabria, Città di Cosenza, Provincia di Cosenza, Comune di Luzzi, Ministero della Cultura, Società Dante Alighieri, G.B. Spadafora, Accademia Cosentina, Centro Internazionale di Studi Gioachimiti, Università della Calabria, Camera di Commercio di Cosenza, Circolo della Stampa di Cosenza, Scintille, Pro Loco Luzzi, Centro Caprense “Ignazio Cerio”, Fondazione Vincenzo Padula, Museo dei Brettii e degli Enotri.
La poesia di Peluso riflette la sensibilità di un educatore e l’intensità di un uomo profondamente legato alla sua terra, alla memoria e ai valori della giustizia sociale. Nato a Luzzi nel 1915, docente, amministratore, consigliere provinciale e senatore della Repubblica, Umile Francesco Peluso ha incarnato una sintesi rara fra responsabilità pubblica e libertà lirica.
La cerimonia del 29 ottobre non sarà soltanto una premiazione, ma una celebrazione della poesia come spazio di cittadinanza e di memoria condivisa. Nel cuore di Cosenza, nella piazza che porta il suo nome, la parola poetica tornerà a farsi comunità, confermando che, nel nome di Umile Francesco Peluso, la Calabria continua a credere nella cultura come missione.
L’evento si prefigura occasione di riflessione, incontro, testimonianza e premiazione, all’interno di un contesto che intende rimettere in circolo la forza della poesia come spazio comunitario, sociale, civile e consegnare agli studiosi della cultura un segno chiaro: l’azione poetica e quella istituzionale, se guardano alla memoria e al territorio, possono nutrirsi a vicenda.
In definitiva auspichiamo che la cerimonia del 29 ottobre diventi non solo un riconoscimento estetico, ma un momento di rilancio culturale: sia per la poesia italiana contemporanea, sia per la Calabria che nel nome di Umile Francesco Peluso vuole riscoprire e rilanciare il proprio patrimonio di intelligenza, parola e comunità.
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