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Morte Giancarlo Giusti, l’autopsia conferma il suicidio

L’autopsia sul corpo dell’ex giudice Giancarlo Giusti, parla chiaro: si tratta di suicidio

Gli investigatori avevano già formulato la tesi del suicidio, dopo che il corpo dell’ex Pm Giancarlo Giusti era stato ritrovato senza vita nella sua casa di Montepaone, lo scorso 15 marzo. A confermare quella tesi, l’esito dell’esame autoptico sul corpo di Giusti.

Giancarlo GIusti
Giancarlo GIusti

Giusti stava scontando gli arresti domiciliari, dopo aver già tentato il suicidio mentre era in carcere. Presumibilmente il folle gesto che ha portato alla sua morte la scorsa domenica, era accorso dopo essere venuto a conoscenza della sentenza della Cassazione che pochi giorni prima lo condannava per i suoi rapporti con presunti esponenti dell’ndrangheta.

Le vicende giudiziarie d Giancarlo Giusti, hanno giocato un ruolo importante sullo stato d’animo dell’ex giudice, creando in lui e vero e proprio disagio, che lo ha poi condotto al gesto sconsiderato.

i Carabinieri stanno cercando di far piena luce sulla morte di Giusti, chiarendo ogni elemento della vicenda. Dalle indagini degli inquirenti è emerso anche un dialogo che Giusti ha avuto con un suo amico di Milano, al quale avrebbe confidato il suo disagio in merito alla vicenda giudiziaria in cui era rimasto coinvolto.

Giusti, conversando telefonicamente con il suo amico, avrebbe fatto riferimento anche ad alcune lettere che aveva spedito alle istituzioni. Nelle lettere ci sarebbe stata la sua ricostruzione dei fatti circa le vicende giudiziarie che lo vedevano coinvolto per presunti rapporti con esponenti della ‘ndrangheta.

Il sostituto procuratore della Repubblica di Catanzaro, Fabiana Rapino, attenderà adesso la relazione del dottore Pietrantonio Ricci, ma le conclusioni non sembrano lasciare spazio ad altre ipotesi se non quella che Giancarlo Giusti, proprio domenica, si sia tolto la vita.

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