Cari cittadini,
sentiamo il dovere di raccontarvi quanto accaduto nel Consiglio comunale, svoltosi qualche giorno fa, in merito a uno dei punti all’ordine del giorno: l’approvazione del regolamento per l’installazione degli impianti di telecomunicazione sul nostro territorio.
Ci siamo astenuti convintamente. Pur riconoscendo che il regolamento sia stato redatto con la competenza di un tecnico esterno esterno, riteniamo che il provvedimento sia assolutamente tardivo rispetto alle installazioni in corso d’opera.
Installazioni che questa maggioranza dichiarava, a parole, di voler contrastare o quantomeno regolamentare. Si tratta, nello specifico, di impianti in corso di installazione, attualmente sospesi esclusivamente perché pende un secondo giudizio dinanzi al TAR, fissato per gennaio 2026, successivo a un primo contenzioso clamorosamente definito con la condanna dell’Ente per contumacia. Il riferimento è, in particolare, alla vicenda dell’antenna di Trenta.
Prima si installano le antenne e poi ci si interroga.
Nel precedente Consiglio straordinario, richiesto dalla minoranza, si è assistito a uno spettacolo indecoroso: mentre alcuni assessori hanno accolto le proposte della minoranza e condiviso le preoccupazioni espresse, altri hanno tratto conclusioni che palesano una chiara assenza di volontà politica nel contrastare un insediamento che noi abbiamo più volte definito selvaggio e pericoloso per la salute. A declinare la dannosità delle antenne, così come prospettate dalla Società Inwit SpA, sono stati gli stessi luminari incaricati e invitati dalla maggioranza, finanche in pubblici dibattiti.
Questa sera abbiamo ascoltato interventi di disappunto per il nostro voto di astensione. Una scelta, la nostra, motivata, maturata nella convinzione che questa amministrazione, di fronte a un problema tanto rilevante, si sia voltata dall’altra parte.
Oggi nessuno si assume responsabilità: da un lato l’ente ha adottato provvedimenti di diniego oltre i termini di legge (60 giorni); dall’altro, il Comune non si è neppure costituito in giudizio.
Rimane solo un regolamento, costato 16.000 euro che, nei fatti, non è servito a nulla.
Eppure, questa sera c’è stata un’ammissione di responsabilità fuori dall’ordinario: il Segretario comunale ha preso la parola chiarendo di assumersi la responsabilità, limitamente alla mancata costituzione in giudizio, riconoscendo un errore di valutazione. Al tempo stesso, ha dichiarato di non potersi esprimere sull’altro profilo critico, e in particolare sull’altro errore paventato dalla minoranza e già acclarato dal Tar Calabria, relativo ai provvedimenti di diniego adottati dall’Ufficio tecnico oltre il termine previsto dalla legge.
Tuttavia, una domanda resta inevasa: sulla questione dei dinieghi, dov’era l’Assessore all’Ambiente? E ancora, sulla mancata costituzione in giudizio, dov’era la delegata agli affari legali? Dov’è era l’intera maggioranza?
Da entrambi questi fronti non è giunta alcuna spiegazione, né assunzione di responsabilità.
Rimane l’amaro in bocca: su temi di tale rilevanza si è di fatto sigillata una vera e propria immunità.
A gennaio si celebrerà il contenzioso dinanzi al TAR: il secondo di una serie, originato da un procedimento successivo al primo, che dovrebbe rimediare agli errori,a nostro avviso inescusabili, commessi in precedenza.
Dunque, nessuno ha responsabilità, nonostante errori macroscopici. Se a gennaio 2026 non dovessimo superare la soglia dell’ammissibilità del giudizio, dovrete chiedere scusa ai cittadini. Noi, certamente, chiederemo le vostre dimissioni.
Trincerarsi dietro gli uffici e non essere in grado di governare i problemi reali significa non aver esercitato il proprio ruolo.
Questa volta, però, di fronte alla salute delle persone, dovrete rispondere con la coscienza, e non soltanto sul piano politico
Fernando De Donato Gruppo consiliare Misto
Ippolito Morrone gruppo consiliare spazio e futuro
Francesco Morrone gruppo consiliare spazio e futuro
Federica Paura Progetto Casali del Manco
Carmelo Rota Progetto Casali del Manco

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