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Vincenzo Granata

Cosenza, lettera aperta al Sindaco: «Sull’emergenza idrica serve verità, non scuse»

Signor Sindaco,

Scrivo questa lettera aperta non per alimentare sterili polemiche, ma perché la gravità della situazione idrica che sta piegando la nostra città impone un’operazione di verità che vada oltre i post sui social network e le rassicurazioni di facciata.

Il tentativo di dipingere l’Amministrazione Comunale come una “vittima” di enti sovracomunali (Regione, Arrical, Sorical) è una narrazione che non regge di fronte alla realtà degli atti amministrativi e, soprattutto, di fronte al ruolo che Lei stesso ricopre.

È tempo di dire ai cosentini come stanno le cose. Lei, Signor Sindaco, in questa vicenda non è uno spettatore impotente. Lei è il protagonista mancato. La Sua responsabilità è doppia e non può essere delegata:

  1. In qualità di Primo Cittadino: Lei è il massimo responsabile della salute pubblica. Di fronte a reti idriche colabrodo, che non solo disperdono l’acqua ma rischiano – come documentato dalle analisi – di assorbire infiltrazioni fognarie e batteri (Escherichia coli), Lei aveva il dovere di agire con procedure di somma urgenza. Non si aspetta la burocrazia quando è a rischio la salubrità dell’acqua nelle case dei cittadini.
  2. In qualità di componente del Consiglio Direttivo d’Ambito di ARRICAL: Lei siede nella stanza dei bottoni dell’Autorità Idrica di Calabria . Se Arrical non ha agito, dov’era Lei? Perché non ha preteso che l’ordine del giorno fosse monopolizzato dall’emergenza Cosenza?

La verità, Signor Sindaco, è che si è perso tempo prezioso. Si è atteso che la situazione precipitasse invece di governare la fase di ingegnerizzazione delle reti. Sorical eroga 580 litri per abitante al giorno: una quantità enorme che però si perde nel sottosuolo di una città che non ha saputo programmare la rigenerazione della rete idrica e il rifacimento dei suoi acquedotti (Timpafusa, Merone, Zumpo).

L’ingegnerizzazione non è uno slogan tecnico: è l’unica strada per avere una rete moderna, divisa in distretti, capace di garantire pressione e qualità. Lei aveva il potere politico e istituzionale di sollecitare Sorical e di sbloccare gli interventi prioritari per il Capoluogo. Non lo ha fatto.

Oggi, scaricare le colpe su “chi c’era prima” o su “chi sta sopra” è un esercizio di stile che non riempie i serbatoi dei cosentini.

La invito, dunque, a smettere i panni della vittima istituzionale e a vestire quelli del Sindaco: ammetta i ritardi, si assuma la responsabilità della mancata vigilanza in Arrical e agisca immediatamente, di concerto con la Regione, per avviare quei cantieri che dovevano essere aperti già ieri.

Cosenza merita acqua pulita e amministratori presenti, non scuse.

Distinti saluti,

Vincenzo Granata

Già delegato all’Autorità Idrica della Calabria

Vincenzo Granata
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