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In occasione della giornata dedicata alla scrittura, il salotto di Facce da Città su Cosenza Post ha ospitato una figura di spicco del panorama scientifico e professionale calabrese: Carmensita Furlano. Già nota in passato per il suo impegno politico come consigliera comunale, la Furlano è tornata nella sua città dopo anni di specializzazione a Milano e Napoli per raccontare la sua missione: nobilitare la grafologia e riportare la penna nelle mani di tutti.
Non chiamatela “Calligrafia”
Il primo mito da sfatare, sottolineato con decisione durante l’intervista, riguarda la terminologia. “Dire bella calligrafia è un errore” ha spiegato l’esperta. La calligrafia riguarda solo la forma estetica, mentre la scrittura è un movimento dettato dal cervello, unico e irripetibile per ogni individuo. Anche la credenza che i mancini abbiano una “brutta” scrittura è stata smontata: la scrittura è funzione cerebrale, un’opera meravigliosa che riflette l’essere umano nella sua complessità.
Una carriera tra Scienza e Fede
La traiettoria professionale di Carmensita Furlano è impressionante. Specializzata in grafologia ecclesiastica, ha collaborato con il postulatore don Enzo Gabrieli nel processo di canonizzazione di don Carlo De Cardona, effettuando una disamina grafologica della sua personalità.
Ma il suo contributo tocca anche le vette della ricerca scientifica internazionale. Il suo studio sugli indici grafologici dell’invecchiamento cerebrale è stato pubblicato da prestigiose riviste come The Journal of Alzheimer’s and Dementia, dimostrando come la scrittura possa essere una sentinella per la salute cognitiva e la diagnosi di patologie neurodegenerative.
La battaglia per il riconoscimento e il ritorno alle origini
Oggi, come referente regionale del CESIOG (Centro Grafologico Italiano), la Furlano è in prima linea per il riconoscimento dell’albo professionale dei grafologi. Nonostante l’era digitale, l’esperta lancia un messaggio di speranza: paesi come la Svezia e la Finlandia stanno tornando a carta e penna nelle scuole elementari per favorire i processi cognitivi.
“La scrittura è ossigeno, è libertà, è vita,” ha concluso Carmensita Furlano nel suo appello finale. Un invito rivolto a tutti, dai bambini agli adulti, a riprendere in mano quel “movimento dell’anima” che nessun tastierino numerico potrà mai sostituire.
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