Il candidato alla presidenza della Provincia di Cosenza, Franz Caruso, pone al centro del suo programma la tutela delle comunità arbëreshë.
“Il nostro territorio provinciale custodisce il cuore dell’Arberia calabrese – afferma Franz Caruso –. Da Lungro a Civita, da San Demetrio Corone a Santa Sofia d’Epiro, è tutto un patrimonio, unico, fatto di tradizioni, identità e storia che dura da oltre cinque secoli. Non possiamo permettere che questo straordinario giacimento culturale venga messo a rischio dallo spopolamento e dall’isolamento. La crisi demografica che colpisce molti comuni del Pollino e dell’Alto Ionio, l’emigrazione dei giovani, la carenza di servizi e infrastrutture e le difficoltà economiche stanno mettendo a dura prova queste comunità. È necessario un progetto organico e unitario di rilancio che rimetta al centro le aree interne e valorizzi l’Arberia come sistema culturale, turistico ed economico integrato”.
“Da Sindaco della città capoluogo – ricorda Franz Caruso – ho da tempo dimostrato concretamente la mia vicinanza alle comunità arbereshe, ospitando a Cosenza iniziative culturali, religiose e istituzionali dedicate alla loro storia e alla loro identità, rafforzando un legame che considero strategico e non meramente simbolico. Cosenza deve essere casa anche dell’Arberia, un punto di riferimento e di sostegno per tutti i Comuni che ne fanno parte”.
“La Provincia- dunque – prosegue il candidato Franz Caruso – deve avere la capacità, ed io mi impegnerò a farlo, di coordinare politiche per il contrasto allo spopolamento, per il sostegno alla scuola e alla conservazione della lingua e delle tradizioni arbereshe, per il miglioramento delle infrastrutture e dei servizi essenziali”.
“L’Arberia non è una realtà marginale, ma una componente identitaria fondamentale della nostra provincia. Difenderla e rilanciarla significa difendere la pluralità culturale, la storia e il futuro dell’intero territorio cosentino. È un impegno che assumo con responsabilità e determinazione, convinto che solo facendo rete tra istituzioni e comunità potremo evitare il rischio dell’oblio e restituire prospettiva e speranza ai nostri borghi”.

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