Banner Conad
Aula Caldora Convegno Unical - seminario "Mafia, istituzioni e poteri forti"

Aula Caldora strapiena per “Mafia, istituzioni e poteri forti”

Numerosi i ragazzi presenti stamattina all’aula Caldora dove si è tenuto il seminario “Mafia, istituzioni e poteri forti”

Arcavacata (26-03-2014)- Strapiena ieri mattina l’Aula Caldora, del centro residenziale dell’Università della Calabria, che ha ospitato il seminario “Mafia, istituzioni e poteri forti”, che si è rivelato appassionante per i tantissimi studenti, universitari e liceali, che vi hanno partecipato.

Aula Caldora Convegno Unical - seminario "Mafia, istituzioni e poteri forti"
Aula Caldora Convegno Unical – seminario “Mafia, istituzioni e poteri forti”

Un incontro formativo, inserito in quelle giornate dedicate alla legalità, che hanno inizio dal 21 marzo. Semiari, organizzati da Pedagogia della Resistenza, per discutere delle mafie e soprattutto del rapporto che vi è tra queste e lo Stato.

All’incontro, in cui si è parlato tanto di quella criminalità organizza, in particolare la calabrese, hanno partecipato, seduti al tavolo di “Dialoghi de l’Espresso”, il rettore dell’Unical, Gino Mirocle Crisci, il professore di Lingua e Letteratura Albanese, Franco Altimari, il direttore di “L’Espresso”, Bruno Manfellotto, accompagnato per l’occasione dai giornalisti Lirio Abbate e Gianfrancesco Turano.

Una giornata alla riscoperta della mafia, quel qualcosa di cui tutti parlano, spesso senza sapere cosa sia, visto, in realtà, pochi sanno davvero di cosa si tratti. Maggiore risalto alla mafia della nostra terra, la potente ‘ndrangheta che, come è stato spiegato nel corso dell’incontro, opera soprattutto al Nord, perché la ricchezza del settentrione gli permette di riciclare soldi più facilmente.

Numerosi i ragazzi presenti stamattina all'aula Caldora dove si è tenuto il seminario Mafia, istituzioni e poteri forti
Numerosi i ragazzi presenti stamattina all’aula Caldora dove si è tenuto il seminario Mafia, istituzioni e poteri forti

Una mattinata, insomma, piena di interventi, esempi, aneddoti, testimonianze, che hanno spaziato in più campi, dalla chiusura dei tribunali, dovuta ai tagli statali, all’uccisione del piccolo Cocò, vittima proprio di mafia.

A parlare di questo argomento così vicino alla nostra vita, ma nello stesso tempo tanto lontano è stato il giornalista, nonché caposervizio di “Gazzetta del Sud”, Arcangelo Badolati, che ha chiesto ai giovani di “aver speranza”, seguito poi da quello del Procuratore aggiunto di Napoli, Giuseppe Borrelli, quello del magistrato, Gian Carlo Caselli, quello del professore di Pedagogia, Giancarlo Costabile e, infine, quello del magistrato del capoluogo bruzio Donatella Donato.

Condividi questo contenuto