Grande attesa per il debutto dello spettacolo “Ad Alta Voce”: il tredicenne Gabriele Brandi, di Montalto Uffugo, porta in scena la lotta alla mafia di Peppino Impastato davanti agli studenti e alla cittadinanza.
C’è un’attesa vibrante, di quelle che si sentono nell’aria e stringono il cuore, per il debutto dello spettacolo teatrale “Ad Alta Voce”. Domani, giovedì 26 marzo, il sipario si alzerà su una storia di coraggio e rottura, ma soprattutto sul talento di un giovanissimo concittadino: il tredicenne Gabriele Brandi.
Il volto giovane della legalità
Gabriele, montalese doc, si cimenterà in un ruolo di straordinaria intensità emotiva e civile: vestirà i panni di Peppino Impastato negli anni dell’adolescenza. Lo spettacolo ripercorre il tormentato percorso del giovane Peppino, nato in una famiglia mafiosa, che crescendo trova la forza di ribellarsi a quel destino già scritto, trasformando la sua vita in una lotta senza quartiere contro la criminalità organizzata.
Vedere un ragazzo della stessa età del protagonista originale dare voce a queste battaglie conferisce all’opera un realismo e una potenza unici. Fondamentale per la resa scenica è stata la consulenza linguistica di Andrea Puglisi, mentre l’atmosfera è curata da Eros Leale (scenotecnica e luci) e Paolo Scarpino (audio).

Un programma per le scuole e per la città
Il calendario delle rappresentazioni è intenso e mira a coinvolgere soprattutto le nuove generazioni presso il Palacultura “Giovanni Paolo II” di Rende.
Sono previsti infatti:
Giovedì 26 marzo: due spettacoli mattutini dedicati agli studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado.
Venerdì 27 marzo: una replica mattutina per le scuole.
Venerdì 27 marzo (sera): il gran finale con lo spettacolo aperto a tutta la cittadinanza.
L’emozione dei banchi di scuola
La mattinata di domani, 26 marzo, sarà però segnata da un’emozione particolare. In platea, tra i tanti studenti, ci saranno proprio i compagni di classe di Gabriele. Un incrocio di sguardi tra palco e poltrone che sta generando una comprensibile trepidazione: per Gabriele è la sfida di farsi portavoce di un messaggio importante davanti ai propri amici; per i compagni, l’orgoglio di vedere uno di loro farsi interprete di un eroe della nostra storia.
Il teatro come impegno civile
“Ad Alta Voce” non è solo uno spettacolo, ma un viaggio educativo. Portare la figura di Impastato nelle scuole attraverso il corpo e la voce di un tredicenne è una scelta potente, capace di accorciare le distanze tra il passato e il presente, tra la cronaca e la coscienza civile, supportati da realtà importanti come l’Accademia Artea e Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato.
Montalto si stringe attorno al suo giovane talento, pronta a farsi trascinare dalla forza di una voce che, ne siamo certi, risuonerà fortissima.







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