Dopo la campagna referendaria, i riflettori si spostano sull’emergenza mobilità e sul futuro dei lavoratori esclusi dalla nuova gestione di Consorzio Autolinee.
Archiviato il Referendum crediamo sia ora di posare lo sguardo sulle tante emergenze che riguardano la nostra terra e che, presi dall’impegno volto ad ottenere un risultato importante nella campagna referendaria, abbiamo in qualche modo trascurato.
Intanto ci sono novità nel campo dei trasporti pubblici che riguardano sia l’area urbana che l’intero assetto dei trasporti regionale. Per quanto riguarda il primo aspetto la vicenda AMACO sta impegnando le forze sindacali a tutela dei lavoratori che al momento sarebbero rimasti fuori dalla ricollocazione dei dipendenti nella nuova gestione di Consorzio Autolinee.
Abbiamo letto le giustificazioni della nuova proprietà che subordina il numero dei lavoratori al servizio e da ciò ne deriva un esubero ma è chiaro che il problema sta a monte ed è dato dalla politica dei trasporti nell’area urbana che richiederebbe un nuovo assetto organizzativo ed una maggiore efficienza del servizio. La cultura dell’auto privata che riguarda il 91% della cittadinanza deriva sicuramente da un’assenza di programmazione volta a garantire una mobilità celere e certa e da una mancanza di campagne informative che possano indurre le persone a incentivare l’uso dei mezzi pubblici.
È chiaro che immaginare un trasporto pubblico più razionale significa anche una gestione più fluida del traffico privato e forse anche una migliore distribuzione dei servizi sul territorio a cominciare, per esempio, dagli orari e dai giorni di apertura degli sportelli di pubblica utilità o dalla localizzazione di alcuni servizi che potrebbero essere erogati secondo criteri di prossimità. Anche un adeguato collegamento con spazi periferici di parcheggio che possa regolamentare l’afflusso di pendolari potrebbe aiutare. Non ultima la regolamentazione del traffico nei pressi delle scuole e di un servizio di trasporto pubblico per gli studenti.
Nel frattempo la regione Calabria ha gestito la vertenza AMACO promettendo un mero assorbimento di tutte le maestranze senza un piano adeguato di rilancio anche legato alla nuova acquisizione anche perché più volte è stato ribadito che il servizio dei trasporti è pubblico ed in regime concessorio e che Consorzio Autolinee, subentrando alla quota AMACO in qualità di socio Co.Me.Tra acquisisce di fatto la rete urbana.
A questo punto ciò che necessita è l’apertura di un tavolo di confronto volto a definire in primis la vertenza AMACO e l’assorbimento di tutti i lavoratori, pretendendo un adeguato piano di rilancio, e parallelamente definire una nuova politica del trasporto pubblico da parte delle amministrazioni comunali dell’area urbana. Pare che da questo punto di vista la proposta pervenuta da Rende per la gestione dei trasporti da parte dell’unione dei comuni dell’area urbana sia rimasta lettera morta con buona pace di chi, sostenendo come soluzione questa formula, ha silurato il progetto di città unica senza che ci fosse una reale alternativa alla gestione integrata ormai necessaria per una maggiore efficienza ed economicità dei servizi pubblici.
Altro capitolo riguarda il piano dei trasporti regionale aggiornato recentemente dalla Giunta Occhiuto e che presenta tanti spunti di riflessione. Intanto tutti sappiamo quanto pesa il trasporto su gomma a causa di una orografia infausta della nostra regione, almeno dal punto di vista dei collegamenti. Anche il pendolarismo è demandato in questo caso al mezzo privato per tanti motivi come le relazioni fra centro e periferie che hanno carattere episodico e non strutturato o la quantità di corse e la sovrapposizione di più concessionarie mal distribuite nell’arco della giornata e che rendono difficile la fruizione.
Avere introdotto in questo piano il concetto di intermodalità tra ferro e gomma potrebbe avere una ricaduta positiva sul sistema dei trasporti ma ha bisogno di una governance condivisa e di investimenti sulla rete ferroviaria e al momento non abbiamo grandi speranze su entrambi i fronti. Ad ogni modo con il nuovo assetto si dovrà passare da un regime concessorio a un sistema a gara.
Ciò comporterà necessariamente una riorganizzazione dei servizi che dovrà essere più funzionale ed efficace allo scopo di evitare avventure da parte dei soggetti aggiudicatari che, come nel caso AMACO, potrebbero scaricare il nuovo assetto sul livello occupazionale. Da ciò occorrerà vigilare affinché vengano fatti i necessari investimenti sia da parte pubblica che dai privati. Ricordiamoci che il trasporto pubblico diffuso e integrato è uno dei tasselli più importanti per la strategia aree interne e per frenare lo spopolamento.
Segreteria Sinistra Italiana – AVS Circolo Area Urbana

Vai al contenuto



