Presentazione del libro “Un’altra pelle” di Antonio Anastasi. All’University Club il dibattito con il Procuratore Guarascio e Antonio Nicaso.
Sarà l’University Club dell’Università della Calabria (Cubo 23/C) a ospitare domani, mercoledì 22 aprile alle ore 14.00, la presentazione del libro “Un’altra pelle” del giornalista e scrittore Antonio Anastasi, nell’ambito del XV ciclo seminariale di Pedagogia dell’Antimafia (2011–2026) promosso dal Dipartimento di Culture, Educazione e Società.
L’incontro si inserisce in un percorso consolidato che, da quindici anni, rappresenta un punto di riferimento nel panorama nazionale per l’analisi dei fenomeni mafiosi in chiave educativa e culturale. Il ciclo seminariale di Pedagogia dell’Antimafia ha costruito nel tempo uno spazio di confronto stabile tra università, istituzioni e società civile, contribuendo a formare generazioni di studenti e studentesse capaci di leggere criticamente le trasformazioni delle organizzazioni criminali e i loro effetti sui contesti sociali.
Il volume di Anastasi racconta la storia di Salvatore Cortese, ex killer della ’ndrangheta che ha scelto di spezzare il vincolo dell’omertà, offrendo una narrazione intensa e complessa che attraversa le dinamiche interne alla criminalità organizzata e, al contempo, apre interrogativi profondi sul tema della responsabilità individuale e della possibilità di cambiamento. Un racconto che si colloca oltre la cronaca giudiziaria, restituendo densità umana e spessore etico a una vicenda che interpella le coscienze e invita a riflettere sui processi di uscita dalla violenza e dalla cultura mafiosa.
Ad aprire i lavori saranno i saluti istituzionali del Prorettore vicario dell’Università della Calabria, Stefano Curcio, e della Direttrice del DiCES, Maria Mirabelli, a testimonianza dell’attenzione dell’ateneo verso i temi della legalità e della formazione civica. A coordinare l’incontro sarà Giancarlo Costabile, docente di Pedagogia dell’Antimafia, che da anni promuove un approccio fondato sul contrasto culturale alle mafie attraverso l’educazione, affiancato da Flavia Cotroneo, educatrice socio-pedagogica.
Il dibattito vedrà la partecipazione del Procuratore Capo di Crotone Domenico Guarascio, impegnato in prima linea nell’azione giudiziaria contro la criminalità organizzata, e di Antonio Nicaso, tra i più autorevoli studiosi a livello internazionale delle mafie contemporanee, docente alla Queen’s University di Kingston (Canada). Interverrà inoltre Rocco Valenti, direttore responsabile de L’Altravoce – Il Quotidiano, offrendo uno sguardo giornalistico sul rapporto tra informazione, narrazione e costruzione dell’opinione pubblica. Le conclusioni saranno affidate allo stesso Antonio Anastasi, firma autorevole del giornalismo meridionale d’inchiesta e scrittore impegnato nella promozione di una cultura della giustizia e dei diritti costituzionali.
Elemento centrale dell’iniziativa sarà il confronto tra linguaggi e prospettive differenti: quello della ricerca accademica, quello dell’azione giudiziaria e quello della narrazione giornalistica. Un intreccio che consente di cogliere la complessità del fenomeno mafioso e di riflettere sul ruolo decisivo della parola nel costruire consapevolezza e nel contrastare le forme di legittimazione culturale delle mafie.
In questa prospettiva, la presentazione di “Un’altra pelle” si configura non solo come evento culturale, ma come momento formativo a tutti gli effetti, in cui la testimonianza diventa strumento pedagogico e la narrazione si trasforma in dispositivo critico. L’obiettivo è offrire agli studenti e alla comunità accademica strumenti interpretativi capaci di andare oltre le apparenze, interrogando le responsabilità individuali e collettive.
In un contesto in cui le organizzazioni mafiose si rinnovano e si adattano ai mutamenti globali, mantenendo al contempo un forte radicamento nei territori, diventa sempre più urgente costruire percorsi educativi in grado di incidere sugli immaginari, sui linguaggi e sui comportamenti quotidiani. È in questa direzione che si muove l’impegno dell’Università della Calabria, che attraverso iniziative come questa ribadisce il proprio ruolo di presidio culturale e civile.
L’incontro rappresenta dunque un’occasione significativa per riaffermare come il contrasto alle mafie non possa limitarsi all’azione repressiva, ma debba investire la dimensione educativa, culturale e sociale, contribuendo alla formazione di cittadini consapevoli, liberi e responsabili.

Vai al contenuto




