Il Circolo dell’Area Urbana di Sinistra Italiana attacca la gestione dei servizi a Cosenza. «Dai trasporti ai parcheggi con Saba: la politica abdica al profitto privato, cittadini trasformati in utenti da mungere».
La china è ormai inarrestabile e punta dritta verso il fondo. Quella che stiamo vivendo nella città di Cosenza non è una semplice evoluzione gestionale, ma una vera e propria fuga dalle responsabilità da parte delle amministrazioni pubbliche, un “lavarsene le mani” spacciato per efficienza che sta trasformando il nostro contesto urbano in un deserto progettuale.
Il copione è noto, quasi grottesco: si delega, si privatizza, si appalta. Reti idriche, trasporti e ora, definitivamente, anche i parcheggi. Il ritornello è sempre lo stesso, il “vano tentativo” di rendere tutto più efficiente. Il risultato? L’esatto opposto: servizi spesso scadenti e l’estrazione di profitto a esclusivo vantaggio del privato, mentre la città invecchia e degrada.
La prova provata di questa visione miope arriverà oggi in Consiglio comunale. Si tratterà la gara d’appalto per i parcheggi cittadini, gestita in con la società Saba. Il risultato? Un nuovo piano tariffario con tanto di aumenti in arrivo e un vincolo di gestione per ben 25 anni. Certo, ci diranno che è un investimento. Ma a quale prezzo? Facendo un salto nel passato, quando si costruirono i parcheggi coperti, c’era un’idea di città: 25 anni per rientrare dagli investimenti e poi la restituzione dei beni al Comune. Oggi, invece, sembra che l’obiettivo sia semplicemente togliersi il pensiero, delegare la gestione per un quarto di secolo a chi deve fare profitto, non politica pubblica.
Il problema, sia chiaro, non è il privato in sé, che fa il suo mestiere: cerca il guadagno. Il problema è l’assenza totale di una visione politica e progettuale da parte di chi ci governa. È l’assenza di un’idea di città che riduce l’amministrazione a rincorrere le emergenze, procedendo a tentoni senza una direzione precisa. Siamo di fronte a una deresponsabilizzazione politica cronica. Le amministrazioni non governano più: mediano. E nel farlo, si nascondono dietro intermediari, magari affidandosi sempre più all’intelligenza artificiale, rendendo il rapporto con il cittadino freddo, burocratico e impersonale.
Ed è innegabile che si determini una conseguente graduale espulsione dei ceti medie bassi dal centro urbano che diventa spazio di lusso, ad uso esclusivo delle elite che ne possono sostenere i costi quotidiani. Tutto questo produce un solo, inesorabile risultato: la crescente distanza tra i cittadini e la cosa pubblica. Quando il cittadino, per parcheggiare o prendere un bus, si trova a confrontarsi con soggetti privati che applicano meccanismi automatici di aumento tariffario, percepisce chiaramente l’assenza della politica.
Il cittadino si sente solo un utente da mungere, non un membro di una comunità gestita da rappresentanti eletti. E mentre il Consiglio comunale si appresta a blindare i parcheggi per un quarto di secolo a favore di Saba, la città continua a scivolare, senza visione né direzione, appunto, verso il fondo.
Circolo dell’area urbana Sinistra Italiana – AV

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