Da Luzzi alle lunghe camminate a piedi fino a Quattromiglia: il ricordo di un uomo che con la sua celebre richiesta ha attraversato generazioni.
Ci sono volti che, pur senza mai occupare poltrone o palcoscenici, diventano parte integrante dell’anima di una città. Oggi l’area urbana di Cosenza e Rende si scopre un po’ più vuota e decisamente più triste: all’età di 67 anni è venuto a mancare Franco Altomare, conosciuto da tutti semplicemente come “100 Lire”.
L’uomo dietro il soprannome
Per i più giovani era un racconto dei genitori, per i residenti di Quattromiglia e dintorni era un incontro quotidiano.
Franco, il “biondo di Luzzi”, era una figura iconica, un viandante urbano che ha attraversato decenni camminando instancabilmente. Il suo soprannome, “100 Lire”, era un ponte gettato verso un passato lontano, un’epoca pre-euro che lui aveva cristallizzato nella sua eterna richiesta, diventata un rito di passaggio per generazioni di studenti universitari e lavoratori.
Un pezzo di storia tra le strade di Rende
Nonostante il tempo passasse e le monete cambiassero valore e nome, la sua domanda restava la stessa, sussurrata o accennata con quel garbo particolare che lo contraddistingueva. Franco non chiedeva per avidità, ma per quel contatto umano che la strada, nella sua durezza, sa anche regalare.
Un vuoto incolmabile
Con la scomparsa di Franco Altomare, scompare un’idea di città più umana e meno frenetica. In un mondo che corre veloce, “100 Lire” si muoveva a piedi, al suo ritmo, osservando i cambiamenti di una provincia che lo aveva adottato e che, in fondo, gli voleva bene.
La notizia del suo decesso ha fatto immediatamente il giro dei social e delle piazze, scatenando un’ondata di commozione. Franco torna ora nella sua Luzzi, lasciando ai posteri il ricordo di un uomo che, con la sua semplicità, è riuscito a diventare leggenda urbana.

Vai al contenuto



