Ai microfoni di “Facce da città” le parole di Daniele Fabio tra il legame con la Calabria, la polemica sui talent e i dettagli della prima assoluta di “Sinfonie Mediterranee”

C’è un’attesa vibrante nel panorama musicale italiano per il debutto di “Sinfonie Mediterranee”, il nuovo e ambizioso progetto del compositore e polistrumentista calabrese Daniele Fabio. Alla vigilia della prima nazionale assoluta, l’artista è stato ospite della quarantanovesima puntata di Facce da Città su CosenzaPost, offrendo una profonda riflessione sullo stato dell’arte e svelando i dettagli di uno spettacolo che promette di regalare intense emozioni.
Un ponte tra accademia e tradizione
Nato artisticamente con l’energia ancestrale del rock, Daniele Fabio ha alle spalle un percorso formativo e professionale straordinariamente trasversale: dal jazz alla musica antica, fino al diploma in chitarra e composizione al Conservatorio di Cosenza. Oggi vive una vita da “nomade culturale” diviso tra Milano e la Calabria, portando avanti una triplice anima di compositore, concertista e produttore.
“Sinfonie Mediterranee” nasce proprio da questa fluidità di linguaggi: «È un progetto maturato negli ultimi anni», spiega il musicista. «Da compositore colto, di estrazione accademica, ho voluto approfondire le musiche tradizionali di tutto il mondo, con un focus particolare sull’area del Mediterraneo».
La prima assoluta vedrà sul palco una sinergia d’eccellenza: ad accompagnare Fabio ci sarà l’Orchestra del Mediterraneo ‘San Francesco di Paola’, diretta dal giovane e talentuoso maestro Alfredo Stillo. Ma le sorprese non finiscono qui. Lo spettacolo ospiterà un vero e proprio gigante del violino, Alessandro Quarta. Per l’occasione, Fabio ha preparato un vero e proprio “scoop”: un secondo brano inedito per violino e orchestra, scritto appositamente per Quarta e non presente nel disco.
La critica ai Talent e alla “Musica Liquida”
L’intervista ha offerto lo spunto per un’analisi lucida e a tratti severa sul mercato discografico attuale, dominato da dinamiche commerciali e dai talent show. Fabio ha tracciato una netta linea di demarcazione tra chi scrive canzoni e chi compone, soffermandosi sul concetto di “musica liquida”: «Oggi si fa spesso una ricerca di marketing basata sugli algoritmi dei social, anziché una vera ricerca artistica. Questo penalizza molto l’arte».
Il compositore ha espresso forte preoccupazione per la perdita della dimensione dell’ascolto riflessivo: «La musica oggi si ascolta mentre si guida o si fa altro. Si è persa quella forza maieutica che permette di entrare in noi stessi. I motivetti entrano subito in testa e vanno via alla stessa maniera, senza lasciare traccia». Anche il sistema dei talent show è finito sotto la lente d’ingrandimento, descritto come un meccanismo mirato al “guadagno veloce” che penalizza la crescita lenta e profonda della sostanza artistica. Da qui il suo appello a sostenere i Conservatori italiani, vere fucine dello studio professionale.
Uno sguardo al futuro
Nonostante le sfide del mercato, il cammino di Daniele Fabio non si ferma. Dopo il debutto del progetto mediterraneo, il musicista volerà in Inghilterra per una tournée al fianco di Giulio Tampalini, uno dei più grandi chitarristi europei, forte di numerose commissioni per orchestre ed ensemble che lo terranno impegnato anche nei prossimi anni. Ma il legame con le proprie radici resta indissolubile: «La Calabria me la porto sempre nel cuore».
L’appuntamento con la grande musica e con le suggestioni di “Sinfonie Mediterranee” è fissato per il 20 del mese alle ore 21:00 . Un’occasione imperdibile per riscoprire il valore della grande architettura musicale.

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