Al via quattro intense giornate dedicate alla riscoperta dei ritmi popolari e delle tradizioni sonore, con un ricco programma di concerti e laboratori che animeranno la città dal 29 maggio al 1° giugno.
“Un sogno che prende forma. Un sogno fatto di musica, memoria, radici, passione e comunità”. È così che il Maestro e direttore artistico Carmine Mazzotta ha definito “Clap! Etno Music Fest – Premio Luigi Russo”, presentato, ieri pomeriggio, nella Sala Multimediale dell’Ente Parco Nazionale del Pollino, a Castrovillari.
La manifestazione, dedicata alla musica etnica e alla valorizzazione delle tradizioni popolari del territorio e giunta quest’anno alla sua seconda edizione, si svolgerà nella città del Pollino dal 29 maggio al 1 giugno.
L’incontro, moderato con competenza da Chiara Fazio, ha riunito rappresentanti istituzionali e culturali che hanno evidenziato il valore del Festival come spazio di dialogo tra comunità, ricerca e creatività.
Sono intervenuti:
- Gerardo Bonifati per la FITP Federazione Italiana Tradizioni Popolari ETS, che ha sottolineato il ruolo della Federazione nella tutela del patrimonio immateriale e nella promozione delle culture popolari italiane.
- Francesco Gatto per IOV Italia Section Partner Unesco e FITP Lombardia, che ha richiamato l’importanza delle reti nazionali e internazionali nella valorizzazione delle tradizioni e nella costruzione di ponti culturali tra territori.
- Fedele Russo per l’Associazione Luigi Russo, che ha ricordato la figura di Luigi Russo e il significato del premio a lui dedicato, simbolo di radicamento identitario e impegno culturale.
- Marcello Perrone per FITP Calabria, che ha evidenziato la ricchezza del patrimonio musicale regionale e il ruolo del Festival nel promuoverlo.
- Ernesto Bello, assessore al Turismo del Comune di Castrovillari, che ha rimarcato l’impatto dell’iniziativa sulla promozione del territorio e sulla costruzione di un’offerta culturale capace di attrarre pubblico e generare valore.
La conferenza si è chiusa con l’intervento del direttore artistico Carmine Mazzotta, che – visibilmente emozionato –, ha ricordato come sia nato il suo interesse, poi divenuto autentico innamoramento, per le poesie dialettali di Luigi Russo.
Un incontro avvenuto attraverso la lettura del volume che raccoglie i suoi versi, dove il dialetto diventa lingua dell’anima, strumento di memoria e radice identitaria. Mazzotta ha definito quelle poesie una rivelazione, un patrimonio emotivo e culturale capace di parlare al cuore, di raccontare la vita quotidiana e di restituire dignità e profondità alla voce popolare.
Il direttore artistico ha quindi illustrato il ricco programma del Festival, composto da concerti, laboratori, incontri tematici e momenti dedicati alla memoria delle tradizioni musicali del Pollino e dell’intero Sud Italia, sottolineando la volontà di costruire un evento che sia insieme celebrazione, ricerca e partecipazione comunitaria.

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