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Calabria, strage sul lavoro: la UIL denuncia sette morti a maggio e lancia l’allarme irregolarità

Il sindacato chiede un piano straordinario di controlli per fermare la scia di sangue nei cantieri e nei campi.

Sette morti sul lavoro e almeno tre incidenti gravi in Calabria. I controlli dell’Ispettorato del Lavoro hanno restituito dati preoccupanti: nel Cosentino, su 19 imprese edili controllate nei giorni scorsi, 18 sono risultate irregolari; su 10 stabilimenti balneari, 9 non erano in regola. Nel Catanzarese e nel Crotonese, irrogate sanzioni per centinaia di migliaia di euro ad aziende che impiegavano lavoratori in nero. Questo è il bilancio – comunque parziale – di un maggio agghiacciante sotto il profilo della sicurezza sul lavoro.

Sono questi i numeri drammatici che la UIL Calabria vuole riportare al centro del dibattito pubblico, andando ben oltre la riunione del Comitato Regionale di Coordinamento delle attività di prevenzione e vigilanza in materia di salute e sicurezza sul lavoro.

«Al di là degli incontri obbligatoriamente previsti dalla normativa vigente, la cui efficacia pratica rimane da dimostrare, dobbiamo fare i conti con la realtà dei fatti. Ecco perché riteniamo necessario riportare il confronto sulle proposte e sulle rivendicazioni che la UIL Calabria, ormai da tempo, ha sottoposto agli interlocutori istituzionali», ha spiegato la segretaria generale della UIL Calabria, Mariaelena Senese.

La riflessione della segretaria si concentra sulla natura operativa e concreta che devono avere gli strumenti di monitoraggio e controllo a tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori e delle lavoratrici: «Chiediamo ancora una volta che sia attivato un tavolo tecnico operativo sul tema, a cui partecipino i pochi soggetti realmente chiamati alla responsabilità nella filiera della sicurezza sul lavoro. Dovrà essere un organismo snello, con compiti chiari, che possa confrontarsi in maniera operativa, periodica e costante sulla base dei dati regionali già disponibili attraverso le fonti istituzionali. Su questo argomento serve una risposta immediata da parte della Regione Calabria: non c’è altro tempo da perdere e lo dimostrano le tragedie di questi ultimi giorni».

Per Senese, l’impegno della Regione deve concentrarsi anche su una questione tecnica che produce effetti diretti sulla sicurezza nei cantieri pubblici e nei luoghi di lavoro: «Occorre affrontare una volta per tutte il tema delle gare assegnate al massimo ribasso e dei subappalti a cascata. È proprio nei segmenti più frammentati della filiera degli appalti che si annidano con maggiore frequenza fenomeni di lavoro nero, dumping contrattuale, precarietà e minore attenzione agli investimenti in prevenzione e sicurezza».

«È il momento di intervenire in maniera netta e con coraggio – conclude Senese -. La UIL Calabria è e resterà un interlocutore disponibile alla collaborazione concreta, a condizione che tale collaborazione produca risultati misurabili per chi ogni giorno rischia la vita sul posto di lavoro. Di fronte a sette morti in un solo mese non possono esserci rinvii né dichiarazioni di principio: servono scelte politiche e amministrative capaci di incidere realmente sulle condizioni di lavoro e di prevenire nuove tragedie».

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