Carlo De Gaetano svela il piano alternativo per bloccare il trasferimento ad Arcavacata e salvare la Cittadella della Salute nel capoluogo.
Il Policlinico Universitario, o eventualmente un’Azienda Ospedaliero-Universitaria, secondo alcuni, è già stato costruito ad Arcavacata di Rende con i suoi 800 posti letto, cioè tutti i posti letto disponibili. Peccato che le procedure in atto non hanno ancora determinato il passaggio del progetto all’INAIL.
L’iter progettuale finirà almeno alla fine del 2026. Peccato che manchino ancora le autorizzazioni previste dalla Legge. Peccato che le grandi infrastrutture per raggiungere il Presidio Sanitario di Arcavacata siano solo in fase di progettazione. Peccato che Occhiuto, nell’agosto del 2023, abbia deliberato con DCA che il nuovo ospedale di Cosenza dovesse essere costruito in contrada Vagliolise di Cosenza.
Inoltre, è fantastico dire che la perdita dell’Ospedale porterebbe la città a morire e allo stesso tempo dire il contrario. Per la perdita dell’Ospedale, pilastro della Storia e dell’Identità di Cosenza, si dice quello che noi abbiamo sempre detto: l’Annunziata verrebbe ridotta ad un semplice polo territoriale, già definito nell’accordo del 31 ottobre 2025 fra Occhiuto, allora Commissario ad Acta e Commissario Delegato della Protezione Civile, Leone, allora “Magnifico” Rettore dell’Unical, e il Sindaco di Rende; assente per non essere stato invitato, il Sindaco di Cosenza.
Il polo territoriale di fatto sarà l’integrazione dei servizi territoriali già in fase di realizzazione, cioè Case della Comunità e Ospedali di Comunità, comprendendo anche la possibilità di riunificare i servizi amministrativi: ecco la Cittadella della Salute. Perciò, quando si dice che la costruzione del nuovo Ospedale di Cosenza sarà la morte della città, si dice il vero, ma forse non ci se ne rende conto (la sanità non è strabica).
L’assenza dell’Annunziata, trasformata in polo territoriale, sarà un colpo mortale per la città, che colpirebbe in modo particolare le periferie, il Centro Storico e tutte le Frazioni e i Comuni dell’area a sud della città. Le conseguenze sarebbero meno assistenza sanitaria, meno occupazione, impoverimento del tessuto sociale con relativo spopolamento.
Facciamo due esempi: a Cosenza il commercio al dettaglio, negli ultimi anni, è già sceso del 27% (dati Confcommercio), il mercato immobiliare è in caduta libera. Questo significa che tutto lo sviluppo verrebbe orientato verso nord. L’altro elemento interessante che emerge è che si parla di un solo Presidio ad Arcavacata con tutti gli 800 posti letto disponibili. Noi abbiamo fatto e facciamo un’altra proposta: la soluzione migliore sarebbe quella di dividere gli 800 posti letto, 400 all’Annunziata, già attivi, con la risoluzione delle criticità esistenti, e 400 per il Policlinico Universitario a Rende, dove già esiste la Facoltà di Medicina e Chirurgia istituita nel luglio 2023.
Per noi la manifestazione del 26 maggio, in cui i cittadini di Cosenza hanno detto con chiarezza che il nuovo Ospedale deve restare a Cosenza, è il punto di partenza per coinvolgere il Sindaco della città, che, a nome di tutti i suoi concittadini, deve portare, per motivi etici e politici, questa battaglia di civiltà nel cuore del Consiglio Regionale della Calabria.
CDA
Comitato per la Difesa dell’Annunziata
Carlo De Gaetano

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