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Marco Ghionna

Rende, Ghionna replica a Gelsomino: “E’ giusto ricordargli che chi chiede atti e trasparenza esercita un diritto”

Il consigliere respinge le accuse di ostruzionismo e rivendica il diritto di controllo sull’attività amministrativa

A Gelsomino è giusto ricordare che chi chiede atti e trasparenza esercita un diritto previsto dalla legge. Non chiede favori, non pretende corsie preferenziali e non fa ostruzionismo.

Otto richieste di accesso agli atti in un anno. Otto, non ottanta. Tutte riconducibili alla normale attività di controllo che compete ai consiglieri comunali. Parlare di ostruzionismo di fronte a questi numeri appare francamente singolare.

Non vogliamo delucidazioni. Abbiamo ben chiaro ciò che sta accadendo. Vogliamo gli atti, se ci sono.
Quando un consigliere richiede documenti nell’esercizio del proprio mandato, l’Amministrazione è tenuta a fornirli. Gli atti non possono essere sostituiti da telefonate, incontri informali o spiegazioni verbali.

Colpisce, invece, la concezione secondo cui il consigliere dovrebbe recarsi al Gabinetto del Sindaco per ricevere informazioni che dovrebbero essere trasmesse attraverso procedure regolari. Il Comune non è una corte e il Gabinetto del Sindaco non è il luogo in cui si dispensano, per benevola concessione, informazioni che dovrebbero essere fornite mediante atti e documenti.

Per questo respingiamo con forza il tentativo di qualificare come “ostruzionismo” ciò che la legge considera una prerogativa fondamentale dei consiglieri comunali.

Gelsomino sa bene che non siamo ricorsi alla stampa sul tema non per scelta, ma dopo mesi di richieste, accessi agli atti, interrogazioni e solleciti rimasti senza risposta o con riscontri incompleti e tardivi. Non parliamo soltanto dell’elenco dei consulenti, ma di numerose questioni amministrative sulle quali continuiamo a chiedere chiarimenti nell’esercizio del nostro mandato.
La verità è semplice: il confronto istituzionale è stato troppo spesso eluso.

Noi continueremo a fare ciò che i cittadini ci hanno chiesto di fare: chiedere documenti, verificare decisioni e pretendere trasparenza.

Senza chiedere permesso a nessuno.

Le domande restano le stesse. Le risposte, invece, continuano a mancare.

Marco Ghionna

Marco Ghionna
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