L’europarlamentare del Movimento 5 Stelle difende l’operato della coalizione progressista e invita il governatore a riferire in Consiglio.
«Il presidente di una Regione che, dal proprio profilo social, dà degli “sfigati” ai consiglieri e ai parlamentari dell’opposizione non commette solo una caduta di stile, ma compie un atto politico, e va trattato come tale. Trasforma la più alta carica istituzionale calabrese in uno strumento di dileggio verso chi esercita una funzione costituzionale: il controllo democratico. È un fatto grave, al di là del registro con cui Occhiuto sceglie di intervenire. Con quel video offende l’opposizione, oltraggia la democrazia.
Il governatore della Calabria insulta perché non ha argomenti. Sul commissariamento non ci sono vittorie da rivendicare perché la Corte dei conti ne ha sospeso l’uscita, segnalando criticità procedurali e l’assenza di requisiti previsti dalla legge. Di mezzo c’è un presidente che omette di aver “utilizzato” il passaggio sulle pre-intese dell’autonomia differenziata “per ottenere qualcosa”, salvo poi negare lo scambio. C’è, ancora, un’uscita sbandierata come “storica” e appesa a un controllo di legittimità ancora aperto. Chiamare “intoppo burocratico” un rilievo della magistratura contabile non è comunicare ai calabresi ciò che realmente sta accadendo ma mistificare la realtà.
E così non avendo argomenti, non sapendo cosa rispondere nel merito, Occhiuto sceglie la scorciatoia dell’insulto. E qui sta il punto politico che intendo rivendicare. La reazione scomposta di Occhiuto non è inedita, l’abbiamo notata anche in campagna elettorale, ma adesso, per la prima volta dopo anni, in Calabria, c’è un’opposizione viva, unita, capace di incalzare la Giunta sugli atti e sui numeri, fino a costringere il presidente a pe
Lo dico da garante della coalizione progressista: questo merito appartiene a tutti, consiglieri, parlamentari, forze civiche e politiche che studiano le carte invece di subire la propaganda. Non ci faremo intimidire né dal turpiloquio istituzionale né dal tentativo di ridicolizzare chi pone domande. Il controllo democratico non è un favore che si chiede al presidente: è un dovere che la Costituzione ci assegna e che eserciteremo fino in fondo.
A Occhiuto chiediamo una cosa semplice e istituzionale: venga in Consiglio regionale a spiegare ai calabresi i rilievi della Corte dei conti, con gli atti alla mano, e non su Instagram con gli insulti in bocca. I calabresi non aspettano lo champagne da nessuno ma liste d’attesa più corte, reparti con il personale, un Fondo sanitario ripartito secondo i bisogni reali. Su questo lo aspettiamo. Gli “sfigati” e i “presidenti non normali” li lasciamo a lui. E se proprio di fato dovessimo parlare, gli sfortunati siamo noi tutti calabresi, costretti a dover subire un presidente come lui. Noi continuiamo a fare opposizione. Viva e, per sua fortuna, civile». È quanto dichiara l’europarlamentare Pasquale Tridico, capo delegazione del M5S a Bruxelles, già candidato alla presidenza della Regione Calabria.

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