Il consigliere regionale contesta il blitz con la legge omnibus: «Fatto tutto in fretta senza interpellare i sindaci del Lametino. Servono fondi speciali per non scavalcare le graduatorie delle case popolari».
Alecci: “Non si può affidare a una legge Omnibus una trattazione così importante che meritava maggiore confronto istituzionale. È necessario il coinvolgimento delle amministrazioni locali e un piano straordinario di risorse che non danneggi i cittadini già in graduatoria”.
La gestione della situazione del campo Rom di Scordovillo è stata a dir poco incomprensibile da parte della Regione. Calabria Non è possibile, a mio avviso, trattare una vicenda così complessa, sottovalutata per tanti anni e in cui sono coinvolte così tante persone, con una legge Omnibus portata in tutta fretta all’ultimo minuto in Consiglio regionale, insieme ad altre norme eterogenee. Nessuna discussione in Commissione, nessuna possibilità da parte nostra di proporre soluzioni alternative o migliorative, nessun coinvolgimento dei Sindaci e delle amministrazioni interessate: una forzatura che ha precluso una trattazione adeguata e dignitosa dell’argomento.
La questione “Scordovillo” non può essere liquidata con decisioni calate dall’alto. Le 96 famiglie che verranno destinate anche in altri Comuni del comprensorio lametino meritano certamente condizioni di vita più dignitose, un piano serio per l’integrazione di adulti e minori, e la possibilità di un futuro migliore. Ma questo non può avvenire calpestando i diritti di quei cittadini che sono in attesa da tempo per un alloggio pubblico e che magari hanno a loro volta bambini o persone con disabilità all’interno del nucleo familiare. Non si può e non si deve dare vita a una “guerra tra poveri”. La soluzione esiste e passa necessariamente dall’utilizzo di fondi extra-bilancio e linee di finanziamento speciali dedicate all’inclusione sociale e all’edilizia straordinaria, capaci di reperire nuovi alloggi senza toccare di un millimetro le graduatorie comunali ERP vigenti.
Auspico, dunque, che la Regione fermi le imposizioni autoritarie e attivi immediatamente un Tavolo Tecnico Permanente che veda la partecipazione della Prefettura, del Comune di Lamezia e di tutti i Sindaci del comprensorio. Non servono scelte lontane dai territori e dalla gente. Solo attraverso un percorso condiviso, un cronoprogramma chiaro e il supporto strutturale ai servizi sociali dei Comuni coinvolti potremo sanare una ferita storica, tutelando i diritti e la sicurezza di tutti i cittadini, nessuno escluso.

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