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Cosenza, l’Associazione Informati educa alla legalità: l’arte dei ragazzi contro il cyberbullismo

Finanziato dalla Regione Calabria per contrastare la dispersione scolastica, il progetto trasforma la creatività degli studenti in manifesti sociali. L’amicizia e l’inclusione al centro dei lavori grafici.

In una società nella quale le parole possono ferire con la medesima intensità delle azioni, educare al rispetto della persona, alla solidarietà e alla cultura della legalità costituisce una delle più alte responsabilità delle istituzioni formative. Contrastare il bullismo e il cyberbullismo significa promuovere una nuova consapevolezza civile, fondata sul dialogo, sull’inclusione e sul riconoscimento della dignità di ogni individuo.

In tale contesto si inserisce il significativo percorso educativo realizzato nell’ambito del bando promosso dalla Regione Calabria per il contrasto della dispersione scolastica nei percorsi di Istruzione e Formazione Professionale (IeFP) progetto aggiudicato all’Associazione Informati di Cosenza, ente di formazione accreditato e punto di riferimento nel panorama regionale delle politiche educative e del lavoro.

Attiva in Calabria dal 2006, l’Associazione Informati di Cosenza opera con competenza e continuità nella progettazione e nell’erogazione di percorsi di formazione di ogni livello, offrendo qualificati servizi di orientamento, accompagnamento al lavoro e placement. Nel corso degli anni ha consolidato una rete di collaborazione con il mondo della scuola, dell’istruzione e della formazione professionale, con il sistema delle imprese e con le istituzioni comunitarie, nazionali e locali, contribuendo alla promozione delle politiche attive del lavoro e allo sviluppo di processi formativi innovativi, finalizzati alla crescita personale e professionale dei giovani.

All’interno di questo qualificato percorso si colloca il prezioso lavoro realizzato dagli studenti AM, MG, SA, GM, MO, MA, AV, GM, HR e GP, i quali hanno saputo trasformare la propria creatività in uno straordinario strumento di riflessione sociale. I loro elaborati grafici non rappresentano soltanto espressioni artistiche, ma autentici manifesti di cittadinanza attiva, attraverso i quali viene affermato un messaggio di inclusione, empatia e responsabilità collettiva.

Il primo elaborato, dominato dallo slogan “Insieme contro il bullismo”, pone al centro una grande mano aperta, simbolo universale che assume una duplice valenza: da una parte esprime un deciso “stop” a qualsiasi forma di violenza e sopraffazione, dall’altra rappresenta la mano tesa verso chi vive situazioni di fragilità, emarginazione o sofferenza. Un’immagine semplice ma di straordinaria forza comunicativa, capace di sintetizzare il valore dell’aiuto reciproco e della solidarietà.

Il secondo cartellone sviluppa il concetto di comunità educante attraverso il significativo titolo “La classe che vogliamo”, accompagnato da messaggi quali “Una classe unita è più forte” e “Le parole possono aiutare”. I simboli recanti la scritta “Stop al bullismo e al cyberbullismo” rafforzano il rifiuto di ogni forma di violenza, sottolineando come il gruppo classe possa e debba trasformarsi in un ambiente sicuro, inclusivo e capace di valorizzare ogni studente senza discriminazioni.

Di particolare intensità emotiva è il terzo elaborato, che affronta con grande maturità il tema delle conseguenze psicologiche del bullismo. Al centro della composizione è raffigurato un ragazzo visibilmente ferito, raccolto su sé stesso mentre cerca protezione stringendo un quaderno. Attorno a lui, numerose mani puntate riportano parole offensive in italiano e in inglese: “Grasso”*, “Brutto”, “Pazzo”, “Debole”, “Ugly”, “Idiot”, “Crazy”, “Loser”, “Fat”, “Shorty”.

La scelta di utilizzare due lingue non è casuale: evidenzia come il bullismo e il cyberbullismo siano fenomeni universali, capaci di colpire ogni giovane indipendentemente dal contesto sociale, culturale o geografico. Il dolore provocato dall’umiliazione e dall’emarginazione non conosce confini.

Eppure, proprio sopra questa rappresentazione della sofferenza, emerge il messaggio più significativo dell’intero percorso: l’amicizia rappresenta il più efficace antidoto contro il bullismo. Il sostegno dei compagni, la vicinanza di chi sceglie di non voltarsi dall’altra parte e la forza delle relazioni positive costituiscono il fondamento di una comunità scolastica realmente inclusiva.

L’intero progetto testimonia come la prevenzione della dispersione scolastica passi anche attraverso la promozione del benessere relazionale e dell’educazione ai valori costituzionali. Formare cittadini consapevoli significa educare al rispetto delle differenze, alla responsabilità personale e alla partecipazione attiva, affinché nessuno venga lasciato solo di fronte a fenomeni di esclusione o violenza.

Il percorso promosso dalla Regione Calabria e realizzato dall’Associazione Informati di Cosenza rappresenta un concreto esempio di come la sinergia tra istituzioni, enti di formazione e sistema scolastico possa generare esperienze educative di elevato valore sociale, contribuendo non solo alla prevenzione della dispersione scolastica, ma anche alla costruzione di una cultura della legalità e dell’inclusione.

Un plauso sincero va agli studenti AM, MG, SA, GM, MO, MA, AV, GM, HR e GP, che con sensibilità, intelligenza e maturità hanno saputo trasformare semplici fogli di carta in potenti strumenti di riflessione collettiva. Le loro opere dimostrano che l’arte può diventare educazione civica, che la creatività può essere veicolo di cambiamento sociale e che ogni giovane può contribuire concretamente alla costruzione di una comunità fondata sul rispetto reciproco.

Il messaggio che emerge con forza da questo percorso è tanto semplice quanto universale: contro il bullismo e il cyberbullismo si vince soltanto insieme, attraverso la cultura del rispetto, dell’ascolto e della solidarietà.

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