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Emergenza sovraffollamento nel carcere di Cosenza: Orrico (M5S) scrive al ministro Nordio

Più di 280 reclusi a fronte di 220 posti disponibili. L’interrogazione punta il dito su carenze igieniche, problemi sanitari e difficoltà di accesso all’acqua potabile.

“Sovraffollamento sopra la media nazionale, condizioni igieniche da rivedere, difficoltà di accesso all’acqua ed alle cure. La Casa circondariale di Cosenza, nonostante gli sforzi del personale che vi opera, presenta delle criticità che non si possono sottacere e che devono essere sanate poiché la funzione della pena, in un Paese civile e democratico, è rieducativa e non afflittiva”.

Lo afferma la deputata del Movimento 5 stelle Anna Laura Orrico.

“A seguito di una interlocuzione istituzionale – dice Orrico – con la Camera penale ‘Fausto Gullo’ di Cosenza e col suo presidente Le Pera, analizzando il report della Garante dei diritti delle persone private della libertà personale del Comune di Cosenza Emilia Corea, che ha effettuato delle visite presso l’Istituto di pena, ho depositato una interrogazione parlamentare rivolta al ministero della Giustizia Nordio per chiedergli di verificare le condizioni di detenzione della popolazione ristretta. 

Da quanto evidenziato dal report della Garante – prosegue l’esponente pentastellata – abbiamo innanzitutto una problematica di sovraffollamento dell’Istituto, considerata la presenza di oltre 280 persone detenute a fronte di una capienza regolamentare di 220 posti, che compromette le condizioni igieniche e sanitarie, la vivibilità, la sicurezza e dignità personale, con ricadute sulla salute fisica e psicologica dei detenuti. 

Emergono, inoltre, fra le altre, difficoltà nell’accesso alle visite psichiatriche e la collocazione di detenuti con disturbi psichiatrici nelle stesse celle con detenuti comuni, carenti condizioni igieniche delle celle, difficoltà o carenza di accesso all’acqua, sovrapprezzo eccessivo dei beni alimentari acquistabili all’interno della struttura, nonché la mancanza di adeguato riscontro delle istanze relative all’accesso dei benefici penitenziari.

Insomma – conclude Anna Laura Orrico – tutte condizioni evidentemente incompatibili con i diritti normativamente previsti per i detenuti, acuite dalle attuali temperature, che necessitano di interventi e soluzioni non più procrastinabili dalle autorità competenti”. 

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Anna Laura Orrico
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