La ditta TRC Servizi riduce i cinque colori storici al solo formato blu, scatenando le proteste. Sotto accusa l’Ufficio Tecnico per il silenzio sulle migliorie contrattuali e l’indecorosa attesa imposta agli anziani sotto il sole.
di Francesco Pacienza
C’era una volta la differenziata. Quella seria, intendo. Quella con i sacchetti colorati — giallo per la plastica, carta nel blu, umido nel biodegradabile — che persino un bambino saprebbe distinguere. Ma ad Altomonte, patria dell’assurdo e regno del paradosso, abbiamo deciso di fare avanguardia. O meglio, la ditta TRC Servizi e l’Ufficio Tecnico (Settore Igiene Urbana) del Comune hanno deciso di riscrivere le leggi della fisica e del buon senso visivo, regalandoci il “monocromo della vergogna”: un unico, indistinto, misterioso sacchetto blu.
Un blu che non è il colore del nostro cielo estivo, ma il simbolo di un’efficienza che cola a picco sotto il peso di omissioni che gridano vendetta.
Prendiamo in mano le carte. Il regolamento comunale, approvato con la delibera numero 13 del 2013, parla chiaro. Tra gli obblighi tassativi del Comune figura quello di “Definire l’organizzazione del servizio e scegliere le forme di gestione nel rispetto della normativa di settore”.
E allora, la domanda sorge spontanea, quasi banale nella sua gravità: chi ha autorizzato la TRC Servizi a rivoluzionare il sistema di consegna, riducendo i canonici 5 colori a una sola tonalità , dopo il verde adesso il blu?
Con quale atto ufficiale, con quale delibera di giunta o determina dirigenziale si è deciso di complicare la vita ai cittadini e, ironia della sorte, agli stessi operatori ecologici che ora devono indovinare cosa ci sia dentro quel sacco prima di caricarlo? Se esiste questo documento, lo tirino fuori. Altrimenti, siamo di fronte all’ennesima, intollerabile iniziativa unilaterale tollerata dal silenzio assenteista degli uffici comunali.
Ma il capolavoro del disservizio si è consumato stamattina, sotto un sole cocente che non lasciava scampo.
Ore 9:30, Campo Sportivo di Altomonte. Decine di cittadini, molti dei quali anziani, convocati per il ritiro del famigerato “kit della vergogna”. Temperatura che sfiora i livelli di guardia. E cosa trovano? Gli spogliatoi — adibiti a improvvisato e indecoroso ufficio di distribuzione — sbarrati. I cancelli aprono solo alle 10:15, dopo tre quarti d’ora di attesa forzata sotto la canicola.
Questo non è servizio pubblico: questa è mancanza di rispetto. È costringere la gente a una transumanza verso luoghi non idonei e non conformi, quando la consegna dei sacchetti — stando ai patti — dovrebbe avvenire ben diversamente.
E a proposito di patti: la ditta TRC Servizi incassa dal Comune di Altomonte una cifra che supera i 24.000 euro mensili. Soldi dei contribuenti. Per fare cosa? Per non rispettare le migliorie offerte in sede di gara?
- Isola ecologica: ancora oggi un oggetto misterioso nella gestione pratica.
- Comunicazione cartacea domiciliare: un miraggio mai pervenuto nelle cassette postali dei cittadini.
- Compostaggio domestico (Art. 13 del Regolamento): che fine hanno fatto i benefici tariffari promessi e dovuti per legge a chi riduce la produzione di umido alla fonte? Tutto taciuto, tutto congelato.
Ora, la palla passa inevitabilmente ai signori Commissari Straordinari. Il vostro mandato istituzionale, egregi, non è quello di traghettare l’Ente nell’immobilità, ma di risanare e migliorare la macchina comunale.
Tra pochi giorni Altomonte si riempirà di concittadini residenti all’estero. Persone che amano questa terra e che continuano, anno dopo anno, a pagare regolarmente le tasse comunali (TARI compresa, e non certo di importo leggero). Quale spettacolo vogliamo offrire loro? Il benvenuto con il sacchetto blu della vergogna e le file sotto il sole al campo sportivo?
Le responsabilità dell’Ufficio Igiene Urbana sono macroscopiche. Il silenzio assordante di chi dovrebbe controllare e sanzionare la ditta appaltatrice comincia a farsi imbarazzante.
Le domande sono sul tavolo. Sono domande che ormai non suscitano più solo l’interesse della stampa locale e la rabbia dei cittadini, ma che offrono materiale decisamente interessante anche per altri uffici. Quelli della Procura della Repubblica, per esempio.
Signori Commissari, se ci siete, date un segnale. Prima che il blu della vergogna diventi il colore identitario del vostro mandato.

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