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Vertenza ex LSU/LPU calabresi: passo in avanti a Catanzaro tra la Regione e UGL Autonomie

L’assessore Calabrese incontra i sindacati alla Cittadella di Germaneto per discutere aumento ore, mobilità e contributi previdenziali. A settembre il primo tavolo ufficiale tra Ministero del Lavoro e Giunta regionale.

Catanzaro. Passi in avanti e importanti per la vertenza ex LSU/LPU calabresi, i dipendenti pubblici meno pagati d’Italia e i prossimi pensionati più poveri. Sono circa diecimila, che da trent’anni reggono i servizi essenziali di oltre 360 comuni della regione, ancora oggi vincolati a contratti part-time e a una contribuzione previdenziale largamente insufficiente. Hanno lavorato a nero per oltre dieci anni. Un vero e proprio lavoro nero, legalizzato dallo Stato. A settembre, il primo vero tavolo, tra Regione e Ministero del Lavoro.

Ed è proprio per questi lavoratori che ieri si è svolto presso la cittadella di Germaneto, a Catanzaro, l’atteso incontro tra l’assessore regionale al Lavoro Giovanni Calabrese e la delegazione UGL Autonomie Calabria rappresentata da Gianvincenzo Petrassi, Romolo Cozza, Giovanni Conforti, Giulio Pignataro e Luca Muzzoppappa. Tre i punti della piattaforma sindacale UGL, portati avanti oramai da diversi mesi ma che finalmente vedono spiragli di soluzione per migliaia di lavoratori e le loro famiglie.

L’aumento dell’orario contrattuale per il personale part-time, la mobilità tra enti diversi e il riconoscimento dei contributi previdenziali per gli anni di servizio privi di copertura piena. Il tutto ad invarianza di spesa, a valere sui fondi nazionali e regionali già costituiti. Questi i contenuti esposti a Calabrese e già presentati a Regione e Ministero del Lavoro.

Accelerare i tempi, è la mission che si sono detti all’unisono i dirigenti sindacali e che è stata condivisa dall’assessore regionale al lavoro, Giovanni Calabrese, per aumentare subito le ore e arrivare alla soluzione sul contributo previdenziale, stanno già andando in pensione, alcuni lavoratori.

Quindi sulla mobilità tra enti, UGL tornerà a Roma per sollecitare il MEF con l’obiettivo di consentire i trasferimenti tra enti con priorità al completamento dell’orario contrattuale e superare la frammentazione part-time; sulle risorse finanziarie, si è ragionato sul recupero integrale delle economie disponibili da utilizzare per l’aumento del monte ore e/o il miglioramento delle condizioni pensionistiche. E, per fare questo solleciteremo, come già fatto per il Ministero a Roma, in Calabria non solo l’assessorato al lavoro ma anche la Giunta e Consiglio regionale.

Punto centrale, è una ricognizione numerica del bacino, sia il Ministero che la Regione hanno convenuto sulla necessità di passare agli aspetti pratici, a partire dell’evoluzione dei numeri per le fuoriuscite di questi anni. Infatti una fotografia aggiornata è presupposto tecnico per soluzioni sostenibili e praticabili, senza discorsi campati in aria.

Sarà una battaglia lunga e tortuosa ma siamo contenti per aver aperto due spiragli di luce, uno al tavolo romano e uno al tavolo calabrese, hanno dichiarato i dirigenti sindacali, al termine dell’incontro. Ora il prossimo obbiettivo a settembre e, coinvolgere tutto il consiglio regionale, l’Anci e fare sedere allo stesso tavolo Ministero e Regione.

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