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Unical, una tesi sull’intelligenza artificiale che rivoluziona la ricettività: il caso Brainy RMS

Dal revenue management all’AI agentica: la tesi, discussa nell’ambito del master di I livello in “Turismo e Ospitalità 4.0” diretto dal professore Tullio Romita e con relatore Bruno Strati esplora le nuove frontiere dell’innovazione applicata all’ospitalità

di Elvira Sangineto

«Il settore turistico-ricettivo sta attraversando una trasformazione senza precedenti, definita come Turismo 4.0. In questo contesto, l’Intelligenza Artificiale non rappresenta più solo una tecnologia di supporto, ma il motore di un nuovo modello di gestione aziendale». È questo l’incipit della tesi di master di I livello “Turismo e Ospitalità 4.0” (percorso di alta formazione diretto dal professore Tullio Romita e dedicato alle nuove competenze richieste dal settore turistico contemporaneo), discussa il 23 luglio da Andrea Spezzano all’Università della Calabria. L’elaborato, che approfondisce il ruolo dell’AI nel settore dell’ospitalità, ha avuto come relatore Bruno Strati, co-founder della piattaforma di Revenue Management Brainy RMS, oggetto della ricerca insieme allo studio di caso del B&B Dimora Leone di Diamante.

Il lavoro dimostra come anche una piccola struttura ricettiva possa aumentare competitività e redditività grazie all’Intelligenza Artificiale, passando da una gestione reattiva a una gestione predittiva, capace di anticipare i comportamenti dei clienti e l’evoluzione della domanda. Se fino a pochi anni fa il gestore monitorava manualmente i prezzi dei concorrenti, analizzava le prenotazioni e modificava le tariffe sulla base dell’esperienza personale, oggi l’IA è in grado di elaborare migliaia di dati in tempo reale e suggerire la strategia tariffaria più efficace in pochi secondi.

Tra le innovazioni più significative analizzate nella tesi emerge l’applicazione dell’AI al Revenue Management, la disciplina che permette di massimizzare i ricavi vendendo la camera giusta, al cliente giusto, nel momento più opportuno e al prezzo più redditizio.

Al centro della ricerca c’è Brainy RMS, piattaforma italiana di Revenue Management basata sull’Intelligenza Artificiale, con sede centrale a Bressanone e sede operativa a Palmi. L’obiettivo del progetto, guidato dal co-founder Bruno Strati, è quello di superare il revenue management tradizionale, fondato prevalentemente sui dati storici, per adottare un modello capace di integrare dati in tempo reale, eventi esterni, reputazione online e analisi predittive.

Il principale elemento distintivo di Brainy RMS è Eddie, un assistente AI che permette al revenue manager di dialogare con la piattaforma in linguaggio naturale, ottenere dati e insight e persino modificare le tariffe tramite comandi vocali. La particolarità è che si tratta di un assistente di intelligenza artificiale generativa agentica che – a differenza dei tradizionali chatbot passivi limitati a rispondere alle richieste dell’utente – è proattiva e pensante.

Lo studio di caso riguarda il B&B Dimora Leone, struttura a conduzione familiare di Diamante, tipico esempio di micro realtà ricettiva che deve confrontarsi con una forte stagionalità. Secondo la simulazione, l’adozione di Brainy consentirebbe di applicare strategie di pricing dinamico, migliorare l’occupazione delle camere e incrementare il fatturato di circa il 15%, recuperando inoltre oltre 200 ore di lavoro all’anno grazie all’automazione delle attività più ripetitive.

“Un master che non si limita a spiegare il presente dell’ospitalità, ma forma persone capaci di leggere il cambiamento prima che diventi evidente a tutti”, afferma il relatore Bruno Strati. “Andrea è andato a fondo sul funzionamento reale di una tecnologia, dal passaggio dai modelli deterministici a quelli stocastici durante il Covid fino all’Al Agentica di oggi, l’unica presente su un RMS in tutto il mercato attuale. Il dato che pesa di più, però, è quello raccolto sul campo: la tesi documenta, sul B&B Dimora Leone, aumenti di fatturato misurabili e un ritorno sull’investimento altissimo”.

L’obiettivo finale non è sostituire il fattore umano, ma restituirgli tempo e valore, affinché possa concentrarsi sull’aspetto che nessuna tecnologia potrà replicare: l’autenticità dell’ospitalità.

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