L’Osservatorio dell’Appennino Meridionale registra un quadro positivo per potabile e irriguo, segnalando criticità temporanee solo nelle aree con storici deficit infrastrutturali.
L’Osservatorio Permanente sugli utilizzi idrici dell’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Meridionale nella seduta di questa settimana ha registrato una complessiva e significativa stabilità della disponibilità idrica a livello distrettuale, rispetto alle precedenti rilevazioni, sia per il comparto idropotabile che per il comparto irriguo. Durante l’incontro si è, inoltre, rappresentato lo stato di avanzamento degli interventi sugli invasi e sui grandi adduttori in gestione Acque del Sud S.p.A. (già EIPLI) per i quali il Segretario Generale dell’Autorità di Bacino distrettuale dell’Appennino Meridionale opera in qualità di Commissario Straordinario di Governo. Un ulteriore focus è stato eseguito con riferimento alle progettazioni delle interconnessioni tra schemi idrici complessi, la cui pianificazione e programmazione nella sua interezza è stata eseguita e gestita direttamente dall’Autorità di Bacino distrettuale.
Stato di severità idrica per territori e comparti
Nell’introdurre il tavolo, il Segretario Generale dell’Autorità, dottoressa Vera Corbelli, ha comunicato gli stati di severità idrica per comparti e territori.
“Nel comparto potabile lo stato di severità idrica è basso tendente al medio per il Lazio meridionale, in particolare per la provincia di Frosinone e per la provincia di Chieti in Abruzzo, stesso dicasi per le province di Avellino e Benevento, in Campania. Il livello di severità idrica si mantiene basso per tutti gli altri territori, mentre sui territori di Reggio Calabria e Crotone andrà a scadenza a fine agosto lo stato di emergenza nazionale”.
Il Segretario Generale, inoltre, ha anticipato che l’Autorità di Bacino Distrettuale si è attivata, attraverso accordi con centri di ricerca, per la previsione a breve, medio e lungo termine sugli scenari di disponibilità idrica.
Per il comparto irriguo invece “Si conferma uno scenario di severità idrica basso per tutto il territorio distrettuale – ha sottolineato Vera Corbelli.
Il Segretario Generale ha, inoltre, evidenziato che sono in fase di ultimazione gli interventi di efficientamento delle Dighe e dei grandi adduttori in gestione Acque del Sud S.p.A, nonché le progettazioni degli interventi di interconnessione tra gli schemi idrici complessi. “La necessità di andare oltre gli interventi di efficientamento è stata ribadita e si sta portando avanti anche d’intesa con la Regione Basilicata e con Acque del Sud Spa – ha affermato la Corbelli. “ Durante una riunione tenutasi ad inizio del mese di giugno presso la Regione Basilicata – ha aggiunto – alla presenza del Vice Presidente della Regione, Dott. Pasquale Pepe, del Presidente del consiglio di amministrazione di Acque del Sud S.p.A., Avv. Luigi Giuseppe Decollanz, e del Direttore del dipartimento infrastrutture e mobilità della Regione, Dott. Antonio Altomonte, è stato esaminato lo stato di attuazione degli interventi in capo ai vari Soggetti Attuatori e sono state formulate delle proposte per la realizzazione di ulteriori progettazioni ed interventi finalizzati all’incremento della resilienza degli schemi idrici nei confronti dei fenomeni della siccità”.
“Con riferimento al PNRR, abbiamo ultimato gli interventi di ripristino della continuità idraulica dell’adduttore Acerenza-Genzano e siamo in fase di avvio delle operazioni di collaudo; saranno ultimati entro la fine del mese di agosto gli interventi di manutenzione straordinaria della Galleria Acerenza-Genzano, interventi di grande significatività e rilevanza per il sistema di interconnessione prima richiamato e che costituisce ricadute fondamentali per la disponibilità idrica.
Siamo, quindi, in linea con le tempistiche previste dal PNRR. Gli ulteriori interventi, comprese le progettazioni relative alle interconnessioni tra schemi idrici e di incremento della sicurezza sismica ed idraulica delle opere, si concluderanno tra la fine dell’anno corrente ed il mese di giugno 2027, nel rispetto dei tempi di scadenza dei fondi FSC”.
L’ingegnere Pasquale Coccaro, dirigente dell’Autorità, ha poi illustrato il dettaglio delle condizioni di disponibilità dei principali schemi idrici distrettuali,
Dai dati è emerso una situazione di complessiva severità idrica bassa per il Fortore, dove la diga di Occhito presenta un evidente surplus di risorsa invasata: 102,50 milioni di metri cubi in più rispetto al 2025.
In proposito l’ingegnere Coccaro ha ricordato lo stato dell’arte sulle attività di studio in corso da parte dell’Autorità in merito alla valutazione del collegamento tra la diga del Liscione in Molise e il nodo di Finocchito, a valle della diga di Occhito: “L’ Autorità ha avviato un lavoro, i cui contenuti sono stati sottoposti anche all’Osservatorio, che porterà alla definizione degli scenari di regolamentazione da porre a base dell’accordo tra le due Regioni. Si tratta di un lavoro articolato e strutturato non solo in termini di bilancio idrico, quindi essenzialmente di definizione di disponibilità, valutazione dei fabbisogni e definizione di scenari di utilizzo anche sul medio lungo termine”.
“È un’attività che in questo momento sta andando a convergere verso elementi numerici puntuali – ha aggiunto Coccaro – che poi saranno sottoposti alle diverse Regioni, con le quali, da tempo, sono in corso le attività di concertazione per un confronto in sede di sottoscrizione dell’accordo di programma, al pari di quello che è avvenuto, ad esempio, per l’accordo Campania-Puglia. Su tanto, l’Autorità di bacino ha previsto diversi scenari di regolamentazione dell’utilizzo della risorsa con un’azione anche in questo caso regolata attraverso tavoli tecnici/istituzionali permanenti che annualmente, non solo valutano le possibilità di trasferimento, ma definiscono anche delle azioni, laddove sia necessario, di ripartizione della risorsa condivisa dai diversi soggetti.”
Coccaro ha poi illustrato la situazione di surplus del sistema Sinni, tra la diga Del Pertusillo e quella di Monte Cotugno dove risultano presenti quasi 212 milioni di metri cubi, 51 in più dello scorso anno.
Buona presenza di acqua nello schema Ofanto: tra gli invasi di Conza della Campania, Saetta, San Pietro Osento, Marana Capacciotti e Locone si trovano 10,7 milioni di metri cubi d’acqua, che realizzano un surplus sul 2025 di oltre 36 milioni di metri cubi.
In Molise, le sorgenti del Biferno con circa 3100 litri al secondo di portata presentano un surplus anche sulla portata storica e di ben circa 1150 litri al secondo.
In Campania, per quanto riguarda lo schema Sele – Calore, la sorgente Sanità e il gruppo sorgentizio di Cassano Irpino complessivamente presentano una portata di 5725 litri al secondo, in netto recupero sullo scorso anno, quando la disponibilità era di soli 4683 litri secondo. Pur a fronte di un surplus di oltre 1042 litri secondo rispetto all’anno scorso, queste sorgenti risultano ancora in deficit rispetto ad una media storica 1992 – 2022 fissata a 6322 litri secondo.
Le principali fonti che riforniscono Napoli, mediante le reti gestite dall’azienda speciale Acqua Bene Comune, Acquaro Pelosi e Urciuoli raggiungono la portata di 2023 litri secondo e sono in surplus sullo scorso anno di 175 litri al secondo.
Sempre rimanendo in Campania, le sorgenti gestite da Alto Calore Servizi con 236 litri al secondo presentano un surplus di portata di 25 litri al secondo rispetto allo scorso anno. Nonostante questo, la provincia di Avellino e parte di quella di Benevento, entrambe servite da questo gestore, in ragione di deficit di natura infrastrutturale risultano in uno stato di severità idrica basso ma tendente a medio.
Per quanto attiene la Campania, il possibile incremento delle idroesigenze sull’Acquedotto Campania Occidentale potrebbe determinare la saturazione della produzione delle fonti di approvvigionamento proprie, in merito alla quale il gestore ha segnalato l’efficacia della misura adottata nel 2025, ovvero l’incremento di fornitura dalle sorgenti del Gari sino a 600 litri secondo. Precisa che al riguardo è in fase di avvio un tavolo di lavoro con Regione Campania e Regione Lazio per la revisione degli accordi regolamentazione del trasferimento idrico interregionale.
In Abruzzo, nel sub ambito marsicano, dove la severità idrica è bassa, le sorgenti non destano preoccupazioni, con quasi 25 litri al secondo di surplus di portata rispetto allo scorso anno, mentre nel Chietino, lo stato di severità idrica tende a medio, ma per problemi strutturali delle reti.
In provincia di Frosinone le fonti di approvvigionamento segnalano un deficit di circa 11 litri al secondo rispetto al 2025 sulla media delle portate di giugno per cui si segnale, anche in ragione di alcuni deficit infrastrutturali, uno stato di severità idrica bassa tendente a media.
In Calabria si evidenzia la diga del Menta che presenta volumi invasati pari all’80% del volume utile autorizzato ed un surplus di oltre 2 milioni di metri cubi sul 2025 oltre ad un andamento regolare in termini di erogazione. Diga Alaco ha invece un surplus di quasi 15 milioni di metri cubi, mentre lo schema dei laghi Arvo, Ampollino e diga Passante presente un surplus sulla media storica di riempimento di questi invasi pari a quasi 19 milioni di metri cubi.
Aggiornamento Sistema Dighe ex gestione Eipli, oggi (Acque del Sud)
Il Segretario Generale, Vera Corbelli, ha poi introdotto brevemente la relazione dell’ing. Grimaldi relativamente agli interventi in corso di esecuzione sulle opere in gestione Acque del Sud S.p.A., in qualità di Commissario Straordinario di Governo: “Quanto esposto nella seduta odierna evidenzia la visione, la strategia, il lavoro d’intesa con le Regioni e con i vari enti per affrontare in maniera adeguata quelle che sono le nuove esigenze che ci stanno ponendo i cicli climatici, ma non solo gli effetti delle diverse manifestazioni sulle nostre acqua e suolo, ma quella che è una evoluzione del nostro sistema sociale, economico nel quale tutti sono interessati sui fronti delle forniture di acqua per il potabile, l’irriguo e l’industriale, in una condizione che è completamente diversa rispetto agli anni passati.” E ha richiamato come tanto avviene “facendo tesoro di quelle che sono le nostre radici e soprattutto grazie a quello che la Cassa per il Mezzogiorno ci ha lasciato in eredità”
Al riguardo il Segretario Generale ha sottolineato quanto le varie istituzioni, tra le quali l’Autorità di Bacino Distrettuale stessa, stiano impegnando le proprie capacità tecniche ed energie affinché questo sistema sia un unicum nell’ambito del bacino del Mediterraneo.
Ingegnere Grimaldi su bilancio attività commissariale
L’ing. Giuseppe Maria Grimaldi ha poi ricordato come l’attività commissariale sia iniziata nel 2020. “Il Segretario Generale svolgeva le funzioni di Commissario Straordinario di Governo in virtù dell’art.1, c.154 della L.145/2018 – Legge Finanziaria – ma il sopraggiungere delle limitazioni alla libera circolazione legate al Covid ha procrastinato necessariamente di un anno l’avvio delle attività.
“Tra il 2020 e l’inizio del 2027, il Commissario di Governo completerà tutti quelli che sono gli interventi di manutenzione straordinaria e adeguamento sismico delle opere accessorie delle Dighe in gestione Acque del Sud S.p.A. – ha aggiunto il Dirigente dell’Autorità.
I finanziamenti per interventi e progettazioni, stanziati inizialmente in circa 28 milioni di euro, sono stati incrementati fino a circa 68 milioni di euro alla luce dei risultati via via conseguiti. Le attività di progettazione hanno consentito la programmazione di interventi per circa 183 milioni di euro “che consentiranno il completamento nei prossimi anni degli schemi idrici complessi immaginati ed avviati dalla Cassa per il Mezzogiorno.”
L’ingegnere Grimaldi si è, poi, soffermato sul vantaggio strategico di questi interventi, una volta ultimati: “l’accumulo di risorsa consentirà di essere incrementato di circa 300 milioni di metri cubi, 100 milioni di metri cubi dallo schema centrale o schema Basento-Bradano, schema immaginato negli anni ’80, realizzato tra fine degli anni ’80 e l’inizio degli anni ’90 e mai entrato in funzione e 200 milioni di metri cubi ottenibili dall’incremento di quota autorizzata della Diga di Monte Cotugno, afferente allo schema Jonico-Sinni, in virtù della redazione e consegna al MIT la rivalutazione sismica dello sbarramento e delle opere accessorie e della realizzazione del ripristino del manto impermeabile dello sbarramento da parte del gestore Acque del Sud S.p.A.”.
I tavoli tecnici, il caso Ofanto
A margine dell’OPUI, come ormai avviene da tempo, sono costituiti Tavoli Tecnici per la ripartizione della risorsa condivisa tra diversi gestori, anche di regioni e comparti di utilizzo diversi. Tra questi l’ingegnere Coccaro richiama quello per la ripartizione delle risorse dell’Ofanto afferma: “Uno dei tavoli che storicamente abbiamo costituito per primo è quello dell’Ofanto, che ha visto anche una particolare attenzione proprio perché oltre a ripartire risorsa a livello interregionale, ripartisce risorsa tra diversi schemi idrici e abbiamo sperimentato in quella sede proprio un programma di erogazione che è articolato su base giornaliera, quindi in maniera quotidiana definiamo all’inizio della stagione irrigua le portate che vengono erogate dai diversi invasi e come vengono ripartite tra i diversi soggetti gestori nei comparti di utilizzo irriguo e potabile prevalentemente”.

“In più è costantemente in corso un’azione tecnica di controllo e di monitoraggio dell’attività dei tavoli perché l’obiettivo non è solo definire il programma delle erogazioni, ma monitorarne l’evoluzione per verificare l’eventuale necessità di correttivi al programma delle erogazioni. Nel caso dell’Ofanto quest’anno è stato possibile definire un’azione di rimodulazione del programma, che ha portato a spostare in avanti l’avvio dell’erogazione della diga di Conza della Campania, questo ottimizzando l’utilizzo delle risorse disponibili, atteso che Conza della Campania è una diga ad uso plurimo, quindi chiaramente questa azione ha preservato e ottimizzato la risorsa tanto per l’erogazione irriguo quanto per l’erogazione potabile”.
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