La lectio di Domenico Piraina, il dialogo tra le incisioni del maestro olandese e la fotografia contemporanea e un borgo che diventa capitale della cultura
Il 4 agosto 2026 Platania si è trasformata in un autentico polo culturale, capace di richiamare studiosi, appassionati e cittadini attorno a uno dei più grandi protagonisti della storia dell’arte: Rembrandt Harmenszoon van Rijn. Un evento di altissimo profilo che ha saputo coniugare divulgazione scientifica, valorizzazione del territorio e riscoperta delle proprie radici, confermando come anche un piccolo borgo possa diventare luogo privilegiato d’incontro tra il patrimonio universale dell’arte e l’identità di una comunità.
L’iniziativa è stata promossa dal Comune di Platania, dall’Associazione di Promozione Sociale Felice Mastroianni, dall’Associazione Culturale Fotografica Sezione Aurea e dalla Galleria Ceribelli, realtà che hanno unito competenze e sensibilità per dare vita a una manifestazione di straordinario valore.
Cuore della giornata è stata la conferenza dedicata a Rembrandt, affidata a Domenico Piraina, seguita dall’inaugurazione delle mostre “Le incisioni di Rembrandt”, preziosa esposizione di acqueforti del maestro olandese, e “Alla scoperta di Rembrandt”, mostra fotografica realizzata dall’Associazione Fotografica Sezione Aurea, capace di reinterpretare in chiave contemporanea la poetica della luce del grande artista.
Se Platania è diventata un appuntamento atteso nel panorama culturale calabrese, gran parte del merito appartiene a Domenico Piraina.
Storico dell’arte, Direttore della Cultura del Comune di Milano e tra i più autorevoli manager culturali italiani, Piraina è una figura che ha firmato e coordinato alcune tra le più importanti esposizioni italiane degli ultimi decenni. La sua attività lo ha portato a confrontarsi con i grandi musei e con i più prestigiosi progetti espositivi nazionali e internazionali, ma il legame con il paese che gli ha dato i natali non si è mai affievolito.
Da alcuni anni, infatti, torna ogni estate a Platania con un progetto culturale ormai consolidato: organizzare e curare, insieme al Comune di Platania e all’Associazione Felice Mastroianni, mostre dedicate ai grandi maestri della storia dell’arte, trasformando il borgo in un punto d’incontro tra cultura, turismo e valorizzazione del territorio.
Negli anni precedenti sono stati protagonisti artisti come Francisco Goya, Albrecht Durer ed Édouard Manet, ciascuno raccontato attraverso conferenze di alto livello e accompagnato da esposizioni che hanno richiamato un pubblico sempre più numeroso. È un progetto che cresce edizione dopo edizione e che rappresenta una delle esperienze culturali più significative della Calabria.
Piraina restituisce alla sua comunità ciò che ha costruito in una brillante carriera professionale: competenze, relazioni internazionali, capacità organizzativa e una visione della cultura come bene condiviso.
Il suo ritorno a Platania assume così un significato che va oltre l’aspetto professionale. È il ritorno di un uomo che continua a investire sulle proprie radici, dimostrando che anche un piccolo centro può diventare teatro di iniziative di respiro nazionale.
La conferenza del 4 agosto ha rappresentato uno dei momenti più alti dell’intera manifestazione.
Con il rigore dello storico dell’arte e la passione di chi vive profondamente ciò che racconta, Domenico Piraina ha accompagnato il pubblico nella vita e nell’opera di Rembrandt, restituendone tutta la straordinaria complessità umana e artistica.
Non una semplice conferenza, ma un racconto coinvolgente, nel quale biografia, tecnica pittorica, storia europea e sensibilità personale si sono intrecciate in una narrazione capace di emozionare e al tempo stesso di insegnare.
La sala era gremita. Un silenzio partecipe accompagnava ogni parola, mentre gli sguardi seguivano il percorso proposto dal relatore, tra immagini, riflessioni e approfondimenti che hanno reso viva la figura del maestro olandese.
Piraina possiede una qualità rara: sa rendere accessibili temi complessi senza mai rinunciare al rigore scientifico. La sua capacità divulgativa trasforma ogni conferenza in un’esperienza culturale autentica, nella quale il pubblico viene coinvolto non come semplice spettatore, ma come protagonista di un viaggio nella bellezza.
Parlare di Rembrandt significa confrontarsi con uno dei più grandi geni della pittura occidentale.
Nato a Leida nel 1606 e morto ad Amsterdam nel 1669, Rembrandt rivoluzionò il ritratto, la pittura religiosa e l’incisione, facendo della luce uno strumento narrativo e spirituale.
Nei suoi dipinti il chiaroscuro diventa linguaggio dell’anima. La luce illumina non solo i volti, ma la profondità psicologica dei personaggi.
Grande innovatore fu anche nell’arte incisoria. Le sue acqueforti rappresentano uno dei vertici assoluti della grafica europea: opere nelle quali pochi segni bastano a costruire mondi ricchi di emozione, intensità e modernità.
Le incisioni esposte a Platania hanno permesso al pubblico di cogliere questa straordinaria capacità tecnica e narrativa, offrendo un’occasione rara di incontro con uno degli aspetti più raffinati della produzione rembrandtiana.
Al termine della conferenza il pubblico si è incamminato tra le vie del borgo, animate da una folla numerosa e festosa, fino a raggiungere gli spazi espositivi.
Qui le preziose incisioni di Rembrandt dialogavano con la mostra fotografica “Alla scoperta di Rembrandt”, realizzata dall’Associazione Fotografica Sezione Aurea.
L’accostamento tra il maestro del Seicento e la fotografia contemporanea ha creato un affascinante dialogo tra epoche e linguaggi differenti, accomunati dalla stessa ricerca sulla luce, sul volto umano e sul mistero dell’esistenza.
Il viaggio a Platania è stato un’esperienza intensa, ricca di emozioni e di bellezza. Un luogo che, per un giorno, si è trasformato in un crocevia di cultura, memoria e meraviglia.
Ho avuto l’onore di rappresentare l’AIParC Cosenza, condividendo questa giornata con Francesca Mastrovito, dell’AIParC Rende, e Silvia Intrieri, di Ars Enotria. Compagne di viaggio straordinarie, con le quali è stato possibile vivere oltre all’evento culturale, un momento di autentica crescita umana.
L’accoglienza della comunità, la partecipazione del pubblico e l’atmosfera che si respirava lungo le vie del paese hanno reso questa esperienza ancora più significativa.
L’appuntamento del 4 agosto non rappresenta certamente un punto d’arrivo, ma una tappa di un percorso destinato a proseguirre.
La cultura, infatti è capace di creare legami, rafforzare il senso di appartenenza e aprire nuovi orizzonti.
Il ritorno di Domenico Piraina nella sua terra, la straordinaria lezione dedicata a Rembrandt, il dialogo tra le incisioni del maestro olandese e la fotografia contemporanea, la collaborazione tra istituzioni, associazioni e operatori culturali hanno dato vita a un evento destinato a lasciare un segno.
Perché esistono luoghi che custodiscono la memoria e persone che sanno illuminarla. E quando queste due realtà si incontrano, nasce qualcosa che continua a risplendere ben oltre il tempo di una giornata.
Platania, ancora una volta, ne ha dato una splendida dimostrazione.




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